Un po' porno e un po' pulp: sexy video, tra un frigorifero e una scopa
Pop Porno, Godard, Pulp Fictions: cos'hanno in comune? G.G. Belli!

Un twist spietato e sofisticato, dirompente come un bicchiere di cristallo che esplode nel vuoto. Lei balla, disperata, dolente e sola, lui la ignora e continua a giocare a biliardo. La storia la conosciamo, ce la racconta Jean-Luc Godard nel 1962. In quella sala da biliardo piena di vuoto, di felicità che ferisce in punta di coltello, la gioventù è solo un'idea, immateriale, utopica. Erano appena arrivati gli anni Sessanta e Godard li vedeva già bene, già passati e mai digeriti.
46 anni dopo, quell'attimo di dolore a suon di jazz, sensuale come un amore che non si afferra mai, lo rivediamo, riconoscendolo subito, in un video clip: "Il Genio, Pop porno". Una canzoncina scema ma infida, come certe filastrocche per bambini raccontate ai grandi. "Tù, sei cattivo con me, perchè, mi guardi come fossi un'attrice un po' porno" Lei scimmiotta Nanà, la prostituta adolescente e tenebrosa di Godard, ma ha anche l'inquietante frangetta di Uma Thurman in Pulp Fictions; lui sembra davvero Trintignant, i capelli corti da adolescente colto e tormentato.

"Il Genio" ha inventato una cantilena tutta sospiri e adolescenza erotica ed ha fatto boom. Pop Porno è un successo e impazza soprattutto in internet, proprio dove i ragazzi vanno a cercare ciò che vogliono e You tube lo ha veicolato a meraviglia. Senza il retrogusto amaro di Godard, evocato "solo per gioco", Alessandra Contini e Gianluca De Rubertis spiluccano nel cinema francese e suggeriscono una cattiveria che non ha nome, non ha avvisaglie riconoscibili nel ritornello da uccellino in gabbia. Una cattiveria divertente, come, appunto, quella di Pulp Fiction.
Il film di Godard si apriva con: " Bisogna prestarsi agli altri e darsi a se stessi ..Dopo quasi 50 anni, gli adolescenti non vivono più il disagio dell'edulcorazione continua, talvolta noiosa, più spesso inutile della propria chiassosa umanità priva di sorprese. Questa è una gioventù che non si presta ma che non ha molto da dare e non si brucia più perché è troppo stanca per le rivoluzioni. Tutto è già visto, è già sperimentato, è già capovolto. La frenata reazionaria è la sola possibilità di essere originali che i nipoti del Maggio francese hanno per stupire il mondo. Godard , la sua, la chiamava "Pepsi generation". E questa è una post pepsi generation, un po' sgasata ma sempre in cerca di bollicine.
La canzoncina idiota, sussurrata da una signorinella pallida che ti aspetti tiri fuori un bazuka da un momento all'altro, diventa un cult. Godard si mischia a Quentin Tarantino, in un manierismo a misura di You Tube e viene fuori la parodia del tormento, il disimpegno elevato a sostanza. E come era prevedibile, piace! Gli universitari cominciano a filmare improvvisate "cover" da domenica pomeriggio. Sul web ci sono decine di versioni casalinghe, sbracate, impacciate, comiche, osate, strampalate.
Finché, che accade? Accade che proprio attraverso You Tube qualcuno si inventa la parodia della parodia e la recita così maledettamente bene da farne un capolavoro assoluto. Remake di Pop Porno ad opera di Gepi e Amanda Porno: lui gioca a biliardo sul tavolo della cucina con una scopa. Lei è un lui follemente sexy, parrucca bionda da fare ribrezzo ma bello come un'ossessione di Modì e infila la monetina nel frigo per far partire la musica. Un colpo di genio con cui il Juke box-frigorifero anticipa la surreale apologia del "una risata ci seppellirà!" La bionda, spalle troppo larghe per trattenere la risata, balla come una di quelle cubiste navigate parecchio, sexy da morire. Dal ridere. Lui ha una faccia da ebete che non riuscì nemmeno a Trintignant e si lascia prendere dal vortice della scena che gira e gira e gira, mentre la fatalona equivocamente muscolosa domina la spirale. Uno spasso. "Due Geni", invece di uno, che recitano a meraviglia postando su You Tube un sonetto del Belli, in formato video clip.
La novità è che lo fanno bene, studiano i particolari; una cosa che ai ragazzi non riesce più molto spesso. Ironia sapidissima, nessun compiacimento per il grottesco della carnevalata del maschio vestito da donna ma una donna che balla come una donna e un uomo che la guarda come un uomo. Sfrontata, fresca, intelligentissima, elegante, liberatoria ironia che trasforma la cupa penombra delle citazioni in un riuscitissimo colpo di teatro, nuovo. Tutto dentro You tube. Da schiattarsi dalle risate. Bravi, bravi, bravi!
caterina sottile
Il video remake da You Tube

L'originale

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