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19-01-2009, 23:47 • Campobasso • Curiosità

Il tormentone Di Pietro remix su youtube

You tube, che passione! 

"Il punto centrale è...quindi...si è infilato un virussss....! Abbiamo scovato la break dance del b-boy più famoso d'Italia a cura di Giorgio Prezioso, che l'ha mixata, e l'imitazione in "politichese colto" di Marcorè& Dandini, targata rai3. Di Pietro rapper provetto, nel video remix di Giorgio Prezioso, con cui i tic di Tonino sono perfettamente compatibili con il ritmo sincopato della break dance: "Chi mo fa fa a mè...ah, bhè, si, chi mò fa fa a mè..! Tonino, in maniche di camicia "balla" seduto dietro la sua scrivania, a ritmo di hip pop, tra un  freese e il rap di "Il punto centrale....Chi mo fa fa a mè..!" E il finale è: "In Italia ci troviamo di fronte a un malato..jehaaa!" Il rap sembra perfetto per un molisano che non si perde negli orpelli della lingua di Dante. Soprattutto perché come breaker  ‘c'azzecca' molto: break, nella musica hip pop indica il momento in cui  scompaiono tutti gli elementi di un brano, melodia,armonia,voce e si sentono solo le percussioni; una specie di bing bang sonoro!

Di Pietro remix

Seguendo i suggerimenti di You tube ci siamo imbattuti in Neri Marcorè a Parla con me, il programma di rai 3 di Serena Dandini. Altra risata, questa volta ancora più liberatoria. Di Pietro/Marcorè  parla di centro sinistra e infarcisce tutto di proverbi, luoghi comuni, modi di dire coreografici. Non dice nulla di nuovo ma gli inseparabili  appunti in mano, gli occhiali sulla testa, pronti per essere inforcati a mò di schioppetta, servono a dimostrare che tutto ciò che "non dice" è rigorosamente documentato. Marcorè  coglie il lato "molisano" e riesce a farlo apparire tutto: "Serena, benedetta ragazza, siendeme a mmè...!"

E poi il ritornello del "Noi dell'Italia dei valori" che sembra annunciare chissà quali affermazioni e serve solo per non rispondere. "E' vero o non è vero?" Lo ripete ossessivamente ma non dice cosa è vero e cosa non vero. E risponde sempre con una domanda alle domande, con quel tono didascalico con cui finge di chiarire e non chiarisce nulla. La cravatta da "marito", un genere di look che i molisani hanno la Domenica mattina, quando le mogli gli preparano la camicia e la cravatta pulite, pettinatura da uomo di polso, del tutto antitetico con l'aspetto slavatino del politico intellettuale e crepuscolare, è un poliziotto prestato alla politica, con il guizzo del contadino dal cervello fino. Il pollice e l'indice per enunciare assiomi con le mani, più che con la voce, proprio come i molisani fanno quando parlano di calcio davanti al bar dello Sport. Alza la voce se sente pronunciare il nome di "Berlusconi", come se qualcuno contestasse un rigore o una punizione.

Neri Marcorè

Certo, è strana l'avversione per Berlusconi. A ripercorrere la storia li si incontra sempre insieme, come in una staffetta: arriva tangentopoli e appare Berlusconi, si candida Di Pietro, diventa ministro, si dimette e rivince Berlusconi e via via, fino ad oggi. La Dandini, infatti, a Marcorè-Di Pietro chiede ripetutamente cosa ne sarà di questo PD e che idea ne abbia lui che, di fatto, ne ha prosciugato i voti. Meno male che c'era, per carità, visto che almeno sono rimasti nei paraggi nel centro sinistra. "Lei si è presentato con Veltroni ma appena perse le elezioni si è subito dissociato.." E qui segue una sequela di metafore, di proverbi, di parabole che non rispondono a nessuna domanda. Alza il tono, si sbraccia, ammicca al pubblico come un cow boy in un rodeo e gli scappa la voce di Banfi. Marcorè sovrappone i due personaggi e l'accostamento non sembra del tutto improbabile. La questione morale si sintetizza con: "La morale è sempre quella, non fare merenda con Mastella e la città di Pulcinella.." Marcorè è geniale ma il vero Di Pietro lo aiuta parecchio.

Ci è simpatico da morire questo fenomeno non ancora identificato che ha cambiato l'Italia e non sa neppure lui fino a che punto. Lo ha fatto così bene che ora l'opinione pubblica è così attenta che non perdona nulla a nessuno, soprattutto a Tonino Di Pietro.

CaterS

 

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