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05-11-2008, 17:16 • Politica

Permessi retribuiti ma ingiustificati: l'Italia di poco valore nel feudo di Di Pietro

Da una parte i buoni, dall'altra i cattivi: questa è l'Italia! Povera Patria che avrebbe dovuto sorgere dalle ceneri di un Ventennio stremante e avrebbe dovuto farsi le ossa e i muscoli correndo veloce nei calzoncini corti di una Costituzione fondata sul principio solenne dell'Unità e della speranza per tutti. Erede del dolore lancinante della guerra e della fame e però nata ricca, di forza propria e di memoria antica. Almeno, sembrava.  E invece, la semplificazione dei furbastri di sempre l'ha spaccata in due: buoni e cattivi. Il trucco è saper scegliere sempre il cartello giusto. 

Subito dopo la guerra, da una parte i   Fascisti, ovviamente i cattivi, e dall'altra chi aveva fatto la Resistenza. E fin qui, le regole erano ancora chiare. Negli anni Settanta è cominciata la semplificazione demagogica, la bontà come assioma ideologico, a misura di opportunista. I buoni erano quelli che: "Si, bhè, io ho fatto il '68". I cattivi gli altri, quelli che non si nutrivano di parole succose come pesche: libertà, rivoluzione, lotta, popolo, democrazia. Parole importanti, girate tra le labbra come gomme da masticare, e proprio come un chewing gum gonfiate, gonfiate, gonfiate fino a fare bang. 

Il '68 fu una cosa seria, altrochè, ma proprio i buoni in saldo, quelli bravi ad accodarsi alle processioni dei santi e degli eroi eletti per acclamazione lo hanno ridotto ad un mucchietto di volantini, utili come buoni pasto. Arrivarono in quegli anni vagoni carichi di buoni,  giusto in tempo per prendersi l'applauso e per infilarsi le medaglie che luccicavano di più. I cattivi lo erano per editto dittatoriale del popolo sovrano. 

Negli anni '90 il mercato fu saturo e i politici diventarono tutti cattivi. I nuovi buoni furono i Giudici e fra tutti, Antonio Di Pietro da Montenero, l'uomo dalle Mani Pulite. Ma anche a lui è toccato di fare il santo in processione e di portarsi dietro i devoti agnostici che, afferrato un lembo della sua veste, si sono intrufolati nella fila giusta. Lo scorso 2 Novembre pare che proprio nel santuario di mani Pulite le Fiamme Gialle abbiano denunciato alla Corte dei conti un assessore e un segretario comunale. Nel comune di Montenero di  Bisaccia si è sentito odore di incenso bruciato. Non c'entra l'onorevole Di Pietro, assolutamente nulla. C'entra l'acqua chiara in cui tutti vogliono bagnarsi per sentirsi dalla parte dei buoni. E quindi, intoccabili? C'entra il rischio dell'attrazione che "il Tempio" esercita sempre sui mercanti di ogni dove.  E c'entra l'errore storico di dividere il mondo in due file, soprattutto dopo aver acquisito le prove, proprio grazie a Tengentopoli, che i buoni e i cattivi non sono mai davvero distinti e distanti e si mischiano incontrollabilmente tra una fila e l'altra. Come è accaduto in Molise: i due indagati certificavano permessi di lavoro retribuiti che non corrispondevano agli impegni e alle ore dedicate all'Amministrazione. La prima ipotesi di reato è il danno erariale e, ovviamente, il danno morale che i buoni abusivi fanno sempre ai buoni veri. 

L'indagine è stata avviata nello scorso Aprile dalla Guardia di Finanza ed è stata  conclusa alla fine di Ottobre. Atti, carte, ricostruzioni minuziose con cui gli uomini della Guardia di Finanza hanno dovuto rimettere insieme elementi probatori:  dal 1997 al 2005 i protagonisti della vicenda hanno operato come fossero i soliti "cattivi italiani", causando un danno all'erario di circa 20.408 euro, soprattutto per  ‘permessi retribuiti impropriamente'. 

Il consigliere, probabilmente proprio del partito di Di Pietro, è stato regolarmente pagato dalla sua azienda, la quale, a sua volta,  aveva ottenuto il rimborso dal Comune di Montenero, come prevede la legge in questi casi.  Un rimborso fondato su false dichiarazioni  grazie anche alla complicità del segretario comunale. L'indagine non è conclusa.

Quando si diventa un'icona di trasparenza si è anche consapevoli di essere esposti più di chiunque altro. Essere buoni è più impegnativo che essere cattivi;  se si è nel Tempio di Mani Pulite bisogna che le mani siano controllate sempre, almeno in casa propria.   
Caterina Sottile


 Attività consiliare e permessi retribuiti: individuato un danno erariale superiore a 20.000 euro

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