D'Ambrosio: la zona industriale di Campobasso diventi zona franca urbana
"E' giunto a conclusione un percorso legislativo importante - premette D'Ambrosio - che offre irripetibili opportunità di sviluppo alle cosiddette "aree sottoutilizzate" del Mezzogiorno. Si tratta del Fondo istituito dalla Finanziaria 2008 a favore delle Zone Franche Urbane, per le quali lo strumento prescelto è quello della fiscalità di vantaggio. Le ZFU saranno, quindi, aree nelle quali la crescita sarà incentivata non dall'erogazione di contributi, bensì da una ‘adesione' o ‘partecipazione' dello Stato agli obiettivi delle imprese le quali godranno di importanti agevolazioni fiscali.
Da anni nessun gestore pubblico o privato investe più nel Mezzogiorno e tanto meno nel Molise. Il provvedimento che istituisce le ZFU sarà in grado di cambiare questa situazione e sarà decisivo per la sorte di molti sistemi economici territoriali. E' ovvio che la nostra regione non potrà non essere parte di questo progetto per il quale dovrà, anzi, essere spesa ogni energia.
Innanzitutto, però, occorre che l'area da candidare a ZFU venga scelta con saggezza.
Comprendo che possano esserci varie candidature, ma alla luce di considerazioni che hanno il valore dell'oggettività, la Z.I. di Campobasso è l'unica che abbia i requisiti di legge e reali possibilità di riuscita.
Come Asec Fidi Confesercenti abbiamo negli ultimi anni dedicato grande attenzione alla Zona Industriale di Campobasso, che rappresenta un caso emblematico, trattandosi di un sistema economico virtuoso penalizzato però da condizioni socio-ambientali sfavorevoli. Questo insediamento produttivo costituisce oggi una realtà importante per tutto il Molise, avendo registrato, nel corso dell'ultimo decennio, una crescita esponenziale sia per investimenti che per numero e vocazione delle imprese presenti. Una nostra recente ricerca, promossa dall'Assessorato Regionale alle Attività Produttive diretto da Franco Giorgio Marinelli, fa emergere un quadro decisamente complesso - fa notare D'Ambrosio - fatto di luci e ombre, ma sicuramente denso di prospettive: 200 ettari di estensione, 292 aziende tutte molisane, 3.000 lavoratori, un flusso di persone che varia da un minimo di 20.000 ad un massimo di circa 35.000 unità, tra dipendenti, imprenditori, clienti, visitatori. Le imprese insediate operano in molteplici settori merceologici e produttivi in una vera ‘Città del fare' che prosegue giorno dopo giorno il suo lavoro febbrile, malgrado le tante difficoltà rappresentate da limiti infrastrutturali, lacune nei servizi essenziali, assenza degli strumenti necessari alla pianificazione di nuovo sviluppo a cominciare dalle carenti reti telematiche (in alcuni casi mancano persino le linee per soddisfare le richieste di nuove utenze, e comunque i tempi di allaccio sono incompatibili con il bisogno di efficienza espresso dalle imprese). Arretratezza e ritardo sono palpabili.
La Z.I. di Campobasso è, quindi, una realtà dalla duplice identità: da una parte essa presenta un elevatissimo potenziale di crescita, dall'altra - proprio per la mancanza di infrastrutture e servizi - è un'area a grosso rischio di involuzione. La zona - sottolinea D'Ambrosio - è, peraltro, inserita in un'area a forte "degrado" socioeconomico, giacché le contrade "Colle delle Api" e "San Giovannello", aree storicamente destinate all'edilizia popolare, presentano un elevato tasso di disoccupazione e di disagio giovanile.
Ebbene, secondo i rigorosi parametri definiti dal Cipe, le ZFU verranno individuate proprio tra le aree urbane e i quartieri che sono segnati da particolari svantaggi di natura sociale ed economica e per le quali si denuncia un marcato bisogno di strategie e di interventi per incentivare lo sviluppo produttivo e l'occupazione.
E' evidente, a questo punto, che, per le sue caratteristiche, la Z.I. di Campobasso possa e debba candidarsi definitivamente a "Zona Franca Urbana": ne ha tutti i requisiti (per numero di abitanti e condizione di disequilibrio) e presenta le potenzialità per massimizzare gli esiti previsti dalla Legge. E se molto è stato fatto, bisogna fare molto di più, ora.
E' questo il momento storico ideale per rilanciare, sotto il profilo sociale ed economico, la Città capoluogo e il suo insediamento produttivo. Occorre operare una scelta coraggiosa, dimostrare fiducia nei confronti degli imprenditori che il coraggio lo hanno già messo in campo, bisogna investire nel futuro di questa città che per il suo ruolo simbolico e istituzionale sarà certamente in grado di svolgere un ruolo di traino per l'intera economia regionale. Ma occorre agire subito.
Sostenere questa scelta - D'Ambrosio conclude - significa essere in condizione di dare una risposta chiara e pulita alla urgenza di utilizzare le risorse pubbliche per lo sviluppo del bene collettivo, senza piegare le stesse alle esigenze della politica. Questa è la sfida più grande!"
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