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19-04-2012, 1:02 • Campobasso • Politica

Quei puntini "sotto" le "i"

Unificata la Penisola, i Padri risorgimentali si resero conto che non era stato disposto uno Stato per inquadrarla, e soprattutto che non c'era gente adatta a "raddrizzarla". E così, anziché "migliorare", dopo di un secolo e mezzo, ci ritroviamo al punto che il ruolo dei Parlamentari e quello degli Amministratori locali si è ridotto a quello di non disturbare. Ed è per questo che migliaia di tizi vengono pagati solo per non rompere gli zebedèi.

Ogni sera, per vent'anni di seguito, Emilio Fede ha dato l'impressione di dare notizie col suo "Tg 4" e di intervistare persone mentre ciò che più gli interessava era altro; vale a dire, recitare in pubblico. In sostanza, il suo era soltanto un teatrino, con la scaletta ed il copione, e gli inviati facevano da semplici comprimari. Era arrivato al punto di recitare in iscena, ed anche dietro le quinte (come dimostravano le sue famose strigliate, puntualmente riprese da "Striscia la notizia", sicuramente con il suo consenso). Com'era in uso nel più bècero avanspettacolo, storpiava i nomi delle persone (ma solo se le avesse avute in antipatia) ed ammiccava in pubblico come sanno fare solo i vecchi istrioni.

Per ciò stesso, avrebbe mai potuto mostrare ai telespettatori la realtà politica, la diatrìba vera, il conflitto tra chi avanza, tra chi spera di affermarsi e tra chi - invece - non indietreggerebbe manco di un passo perché non ha intenzione di mollare ciò che ha conquistato dopo di avere partecipato ad una selezione naturale dove nessuno ti regala alcunché o ti cede il passo. Vuoi arrivare in cima alla scala? Bene, rassegnati a salire i gradini, e scordati dell'ascensore. Un'ottica quest'ultima in cui:

1. il Pd sarebbe disposto a tutto pur di catturare i voti leghisti ritenuti in libertà, persino a mutare ancora una volta denominazione ("Razzisti democratici");
2. l'altro Pd (quello con la "L"), ha lavorato a circa vent'anni di "berlusconismo" solo per farsi comandare dalle tessere dei Cicchitto e dei La Russa;
3. la Lega nord rischia di fare la stessa fine del Psi di Craxi, anche stavolta, senza suscitare alcun rimpianto.

Ciò posto, almeno per quanto mi riguarda, spero proprio che il "proporzionale" non veda mai la luce. Ma debbo ricordare che il Pdl era per il maggioritario e che ha fallito la rivoluzione liberale per le intemperanze del Cavaliere, per colpa di Tremonti e di Bossi e per quello scontro assurdo con Fini. Però tutto questo non era mai fuoriuscito dalle pieghe del "Tg 4", se non in maniera scomposta ed alterata.

Ma quale è stata l'"origine dei guai" italici? Re Vittorio Emanuele II ed il Conte di Cavour, che unificarono la Penisola 150 anni or sono, piuttosto che sognatori, erano uomini di grande realismo. Dominarono gli eventi come meglio poterono e conciliarono gli entusiasmi delle anime belle con l'arte del possibile. Ma non pare che il Ministro fosse ispirato, giorno e notte, dal sogno di un'Italia unita. Probabilmente, avrebbe preferito rinviare l'annessione del Mezzogiorno di altri dieci anni, se Garibaldi e gli altri patrioti non gli avessero preso la mano; cosicché, alla fine, l'unificazione fu un capolavoro politico, piuttosto che l'adempimento di un sogno.

Ma purtroppo il "guaio" era stato combinato perché, unificata la Penisola, si erano resi conto che non era stato disposto uno Stato per inquadrarla; e, soprattutto, che non c'era gente adatta a "raddrizzarla". E così, anziché "migliorare", dopo di un secolo e mezzo, siamo ritornati ancora più indietro, conseguendo la "diàita" come gli antichi Greci, vale a dire uno stile di vita, fatto di sobrietà, di olio, di pane e di vino: tutti elementi sacri della civiltà mediterranea, ridiventati oggi i simboli di una moderna abbondanza frugale. Il fatto è che quel che sembra un felice ritorno al passato, è solo l'annuncio di un poco prospero futuro.

Uno Stato serio dovrebbe far compensare i debiti con i crediti dei cittadini. Invece quello italiano liquida i propri fornitori con ritardi che arrivano fino a 1.500 giorni; ma poi, tramite Equitalia, pretende dai contribuenti il pagamento delle tasse entro 60 giorni, sotto comminatoria di una montagna di sanzioni e di interessi che raddoppiano, triplicano (e talvolta quadruplicano) l'importo dovuto, ed applicando procedure che bloccano conti correnti, la circolazione di autoveicoli e la disponibilità di beni immobili di proprietà.

Per di più, a certe esagerazioni, si aggiungono gli "sprechi". Un'indagine ha rivelato che, dei 1.200 cervelli espatriati e poi rientrati in Italia, 4 su 10 "scendono" a Milano. Forse è stato per questo che la Giunta Pisapia ha messo a disposizione "uno sportello per facilitare loro il reinserimento nella città". Si chiama "Welcome talent!"; ma, inglese a parte, l'iniziativa serve solo a capire che, pure in un periodo di crisi, il Comune meneghino si ingegna ad inventare modi per lanciare dalla finestra i soldi dei cittadini. Secondo voi, se un cervello (che era riuscito a trovare un lavoro intellettuale all'estero) decide di rientrare, veramente ha bisogno di un impiegato comunale che gli faciliti il reinserimento? O si sa reinserire da solo? Ecco perché "Welcome talent!" serve solo a creare posti di lavoro pubblici che non servono. Naturalmente, a nostre spese. Allegria, Pisapia! Un altro spreco? A Bologna, in "Sala Borsa" (dove funziona un'egregia emerotèca, una biblioteca, una sala internet, etc.) hanno assunto degli extracomunitari solo per dirigere il traffico dinanzi ai bagni posti all'interno della struttura.

Purtroppo, la politica italiana sembra essersi proprio capovolta, al punto che il ruolo dei parlamentari e quello degli amministratori locali si è ridotto a quello di non disturbare. E' per questo che un migliaio di tizi vengono pagati per non rompere gli zebedèi. Ma io mi chiedo: non si vergognano di fare quel lavoro lì, ossia il lavoro di non lavorare? Naturale che arrossiscano; pur tuttavia non possono dimettersi. Il Governo crollerebbe e, con loro, l'intero Paese. Perciò, devono starsene lì, come in certe sculture antiche che immortalavano gli schiavi, chini (con il pigio per aria) per sorreggere la piattaforma su cui si staglia l'eroe. Questa è la punizione per aver troppo a lungo fatto gli scemi (fatte salve le eccezioni).

Claudio de Luca

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