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09-05-2008, 4:23 • SIGNORE E SIGNORI, BUONANOTTE!

Aldo Moro Giuseppe Impastato: due speranze perdute

Il 9 Maggio del 1978, alle 13,30 fu rinvenuto il povero corpo esanime di Aldo Moro: lo Stato ed il senso dello Stato giacevano nella renault 4 rossa parcheggiata orridamente in Via Caetani, a pochi passi da Piazza del Gesù, sede della Democrazia Cristiana. Quello stesso giorno a Cinisi, in Sicilia, veniva ucciso dalla mafia Peppino Impastato. 

L'uno, uomo di Stato, emblema dell'Istituzione. L'altro un ragazzo normale in una terra ambigua. Due lutti soffocanti come il piombo che stordì e intossicò quegli anni e avvolse come un manto nero il dorso stanco dell'Italia. La memoria era persa ed era persa la possibilità. Perchè Moro fu intelletto finissimo di mediazione, di pacificazione: come chi è e rappresenta il seme vivo dello Stato. Impastato, ribelle e rivoluzionario, lo fu allo stesso modo. Perchè la sua era ribellione alla mafia e battaglia di liberazione per lo Stato dei giusti.

Li hanno uccisi entrambi, lo stesso giorno, oltraggiati con la stessa solitudine, seppelliti con la stessa ipocrisia. Uccisi entrambi dalla mafia. Perchè la mafia è tutto ciò che nega all'intelletto e alla Morale di essere legge, di essere garanzia nel contratto sociale fra Stato e cittadini. Di quegli anni abbiamo ereditato l'analfabetismo, anche morale. Le generazioni che seguirono hanno disimparato a scrivere e a leggere ed usano le parole con lo stesso pressapochismo con cui la mafia interpreta e adatta a sè la Legge.

Abbiamo elevato a regola la mancanza di regole, l'ignoranza delle regole. Non sappiamo parlare, non sappiamo scrivere e non sappiamo distinguere la legge dalla illegalità. Da qui, confondere il Bene e il Male è un'ovvietà acquisita. La grettezza, la sgrammaticata irruenza con cui si osa e si aggrediscono gli equilibri delicati dello Stato ha soppiantato la pianificazione raffinata e ponderata con cui Moro aggregava a sè riconoscendo la presenza e la dignità del non sè. Di tutto questo, più nulla. Solo la memoria sbiadita dei morti e la caciara dei vivi senza dolore e senza una lingua comune per raccontare la Storia di questo Paese. Analfabeti della sintassi dello Stato che credono che le bombe siano penne e i morti più comprensibili dei libri. 
caterina sottile

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