La nuova maggioranza di Nicola D'Ascanio è un vulcano in eruzione. Arriva un documento sottoscritto da Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Verdi, Partito Democratico, Italia dei Valori, Udeur con cui i Segretari regionali della Coalizione di centro-Sinistra, uscita vincente dalle elezioni provinciali del 2006 disconoscono la nuova Giunta Provinciale di Campobasso e la nuova maggioranza presentata dal presidente D'Ascanio nella conferenza stampa del 19 Agosto.
"Quella che è stata definita 'soluzione istituzionale' della crisi è, in realtà, una soluzione "autonoma" adottata senza consultare, né coinvolgere le forze politiche che hanno promosso e determinato l'elezione del Presidente della Provincia. Pertanto i partiti della coalizione invitano il Presidente ad un confronto che porti ad una soluzione condivisa della crisi, nel rispetto della volontà popolare ed in un quadro di chiarezza politica che riporti la discussione all'interno della coalizione vittoriosa nel 2006".
La battaglia interna al PD si allarga anche in casa Di Pietro, visto che mentre il salto di Remo Grande è stato benedetto da Tonino in persona, la dirigenza regionale dichiara di "non riconoscere come propria" la nuova Maggioranza. "Apprendo dal notiziario regionale del Molise di un documento sottoscritto anche dall'Italia dei Valori riguardante la vicenda della crisi alla provincia di Campobasso. Siccome la posizione sostenuta dai consiglieri provinciali dell' IdV di Campobasso all'interno delle istituzioni è di intesa con il partito nazionale, di mantenimento del sostegno alla giunta D'Ascanio, diventa necessario un chiarimento nell'Italia dei Valori de Molise. È per questo che chiederò alla segreteria regionale dell' IdV di convocare, entro fine settimana, la riunione del coordinamento molisano tesa a verificare la linea politica complessiva". Scrive così Nello Formisano, responsabile nazionale Enti locali del partito di Di Pietro. Una specie di festa di Halloween in cui nessuno è ciò che sembra.
Prende le distanze Rifondazione e persino la segreteria dell'UDEUR. Più che una divisione politica fra partiti comincia a delinearsi lo scollamento fra chi è in Consiglio provinciale e i partiti di riferimento. Se si tratti soltanto di una schermaglia apparente, funzionale alle trattative interne, o se manchi davvero la volontà di mantenere in piedi la Provincia lo vedremo a breve. La politica dei personalismi contro la politica delle "personalità autorevoli", espressione diretta dei partiti comincia a mostrare tutta la sua paradossale inconsistenza. Ciò che resterà di questo big bang ci procura un piccolo brivido.
caterina sottile
Guerra aperta alla Provincia
Macoretta sulla crisi