Provincia di Campobasso: Borgia, D'Angelo, Fratipietro, Montanaro. Nagni, Norante sono, in ordine alfabetico, i componenti della nuova Giunta. Ritirate le dimissioni, il Presidente Nicola D'Ascanio ha annunciato stamattina l'esecutivo. Non ancora assegnate le deleghe. Gianna Picciano conferma il suo ruolo di collaborazione con la Maggioranza, se pur esterno. Remo Grande, salvo ulteriori complicazioni, dovrebbe diventare Presidente del Consiglio della Provincia. Da Rifondazione, Perugini e Di Renzo restano con il Presidente.
La segreteria regionale del PD replica con un comunicato inequivocabile: "La segreteria regionale del Partito Democratico del Molise esprime sdegno e disappunto per quanto accaduto alla provincia di Campobasso. Ribadisce la propria contrarietà a maggioranze trasversali e ad una giunta che, di fatto, non rappresenta più il partito stesso. Aver frantumato la coalizione uscita vincente dalle urne è un atto di irresponsabilità grave ed inaudito, soprattutto perché il presidente D'Ascanio ha dato delle istituzioni l'immagine di un luogo di scambio e di compravendita. Ci "rallegriamo" che il sig. Remo Grande, che D'Ascanio stesso ha combattuto in campagna elettorale, dopo essere stato tra i principali artefici della trasparente gestione dei fondi per la ricostruzione post sisma, oggi, sia parte integrante di questa maggioranza, soprattutto grazie all'intervento di Antonio di Pietro, il quale si è fatto garante dell'operazione. Per far spazio a Remo Grande ed a Giovanna Picciano restano fuori dalla giunta i primi eletti nelle liste degli allora DS e Margherita, senza che una giustificazione vera sia stata fornita dal presidente. Usare le persone come carta straccia, vedi il trattamento riservato a Di Falco, a Lopriore e Cristofaro, ledendone gravemente il profilo umano e la dignità personale, non appartiene al codice comportamentale e culturale del partito democratico. Tra l'altro oggi è stato possibile ciò che ieri non era: vale a dire il varo di una giunta a sei con una rappresentanza del PD a tre componenti. Ricordiamo che la mediazione raggiunta dai vertici nazionali del partito prevedeva tale ipotesi con la presenza tra gli assessori PD di un esponente della società civile ed ovviamente con la presenza in giunta anche dell'Udeur, restando, quindi, nell'alveo del centro-sinistra. D'Ascanio e Di Pietro hanno preferito, però, aprire ad una parte del centro-destra. E' evidente, ormai, che il disegno politico che il Presidente persegue in regione è un altro: quello di rendere subalterno il Partito Democratico all'Italia dei Valori. Pertanto nelle prossime ore saranno convocati gli organismi dirigenti per assumere le decisioni consequenziali".
caterina Sottile