Metti che un assessore...

L'Informazione è sempre un tema scottante. La temperatura sale ulteriormente se parliamo di rapporto fra Politica e Informazione. Diventa rovente se a porre la questione sono i lettori, senza se, senza ma e senza pomate contro le scottature.
I lettori sono particolarmente attenti e ci pongono domande che in realtà sono martelli, belli e buoni, con cui ci inchiodano alle nostre responsabilità. Immaginiamo una bella giornata di sole: l'aria tersa ma caldissima. Al centro di una piazza molisana, il ristoro delle ombre di grandi platani possenti. I "lettori" ci accolgono sorridendo: per una volta, i ruoli di invertono e le interviste le fanno loro. Hanno convocato ad un pranzo a sorpresa i personaggi simbolici del potere visibile del Molise: politici e giornalisti. Un pranzo senza rete come quel vecchio dramma di Edward Albee: "Chi ha paura di Virginia Woolf?" Ridendo e scherzando, ma senza vie di fuga, ci sottoporranno ad una seduta psicogiornalistica.
Siamo un gruppetto simpatico: il direttore di un giornale importante, uno dei più letti e più temuti, un politico di quelli seri, che fiutano il pericolo in anticipo ma non te ne accorgi, un cronista d'assalto, particolarmente cinico, e due giovani apprendisti stregoni della stampa regionale. Accettiamo, con qualche brivido. A parte, che come diceva Totò: "E che sò Paquale io?" Di giornalisti veri, quelli di esperienza e di talento, ce n'è uno solo. Un altro è talentuoso assai ma meno "vecchia volpe" del capo branco. Gli altri due possono sempre dire di non essere "Pasquale". Dunque, riepilogando: c'é la Politica, i giornalisti, i quotidiani d'esperienza e quelli giovani e forti, e ci sono i lettori; tutto quello che serve per aprire un bel dibattito.
Però, i suddetti lettori-ospitanti, sono belli e simpatici. Ma proprio belli come certi attori del cinema: brillanti, accoglienti, ci conducono lungo le stradine fatate di un borgo medioevale, fino alla torre di un castello. Una delizia! La tavola imbandita sembra la mensa del re: leccornìe oltre ogni ragionevole dubbio, mozzarelle succose e salumi odorosi, pane fragrante di Molise buono e prelibatezze vegetariane per le signorine a dieta. E chi la dieta non l'ha mai fatta per scelta religiosa, carne alla brace e salsiccia. Quasi quasi, ci illudiamo di poterci rilassare proprio: siamo tra amici, non c'è dubbio. La trappola è servita con contorno di asparagi e funghi!
I lettori-ospitanti sorridono, ci mettono a nostro agio e sono anche spiritosissimi. Danno del "tu" al potere vero ma non se ne compiacciono. Ci raccontano degli anni all'Università, degli amici d'infanzia e citano nomi pesanti come la salsiccia arrosto ma con assoluta tranquillità. Li guardiamo e pensiamo a Mina e Celentano che cantano: "Siamo la coppia più bella del mondo e ci dispiace per gli altri, che sono tristi perchè non sanno più cos'è l'amor!"
Comiciamo a sentire qualche formicolìo alle dita, lo stesso di quando sappiamo che è in arrivo una notizia fragorosa come un temporale. I lettori, canaglie dal sorriso disarmante, protraggono la piacevole sofferenza: gelato, caffè, "ce l'hai le sigarette? Prendi pure le mie! Ma figurati, prego, dai, assaggia anche questo.." E via via, tra battute geniali e la sensazione di essere finiti tra bella gente sveglia, ci troviamo proprio davanti alla gabbia dei leoni. Loro i leoni, e noi dentro la gabbia. Una volta tanto, i lettori ci costringono ad ascoltarli. Fra le ombre solenni di quelle mura trecentesche, ci verrebbe da batterci il petto e dichiararci prigionieri gastronomici. Ma siamo lì per rispondere non per chiedere, messi sullo stesso piano dei politici, in gabbia insieme a noi.
E dopo il caffè, arriva l'ammazzacaffè, nel senso di: "Ammazza, che caffè!" In famiglia c'è anche un cane strepitoso, più intelligente persino di noi elettori molisani; tu ti siedi di fronte, chiudi i pugni e gli chiedi: "Dov'è la fregatura?" E lui ti batte la zampa su una mano, quella che ritiene meno affidabile dell'altra. Uno spasso! Ed ecco che arriva la doccia fredda: i lettori ci chiedono perchè i giornalisti non parlano mai di certe vicende e perchè i politici fingono di non sapere che i lettori non sono fessi, quasi mai.
Pongono un tema, per così dire, libero: "Mettiamo che un tale assessore, in vista del rimpasto di Giunta, prima di cedere l'assessorato voglia creare una bella Fondazione per la promozione della cultura e dello spettacolo: panem et circenses. È cosa nota che il popolo ha fame di brioches. Facciamo l'esempio di una Fondazione culturale solo per caso, tanto per usare un argomento molto "divulgativo". Soltanto, per questa Fondazione mettiamo abbia pensato di fissarsi uno stipendio di circa 130.000 euro all'anno che divisi per 12 mesi fanno circa 11.000 euro.
Praticamente, l'assessore, siccome è ipoteticamente esterno, pretende la trasferta. Mettiamo, solo per ipotesi, che rinunci all'assessorato in cambio dello stipendio di assessore. 11.000 euro, a fare due conti, anche se noi non siamo archi di scienza, equivalgono più o meno a 11 stipendi da operaio, 15 stipendi di collaboratori, segretari, 15 contratti di praticantato, chessò. Euro in più euro in meno, in un mese, un solo assessore, per cedere l'assessorato ad un altro consigliere, ingoierebbe il reddito di 15 famiglie, di 15 giovani laureati o padri di famiglia, o, ancora, 22 assegni di assistenza per malati terminali, invalidi, anziani non autosufficienti ecc.ecc. Con 11.000 euro al mese si potrebbe anche avere un'ambulanza in ogni paese del Molise, con una unità di pronto soccorso attrezzata con tutti i crismi.
E a voler fare le cose in grande, ma con buon senso, si potrebbe pensare ad un bell'elicottero, diciamo ad ogni 50 kilometri di distanza: c'è bisogno di arrivare a San Giovanni Rotondo? A Pescara? A Campobasso? A Larino? A Termoli? A Pozzilli? A Chieti? Arriva l'elicottero ovunque, con la pioggia o con il sole". I giornalisti si guardano stupiti: "Certo, sono idee un po' strambe, da megalomani. Un elicottero, l'ambulanza, il pronto soccorso in ogni paesello..queste cose costano!" E qui i lettori scoppiano a ridere: "Ahhh..certo. Non si può mica tagliare lo stipendio di un assessore che non è più assessore! Meglio tagliare un pronto soccorso! Ecco perchè qualche giorno fa è arrivata una parlamentare e tutti le urlavano di dimettersi. Voi, tutti voi, avete perso il senno, ragazzi miei. Non avete più il senso della realtà. Anzi, diciamo che non avete il senso della decenza!"
Il cane scondizola allegro e ci mette un po' in imbarazzo, non sappiamo perchè, quasi ci evocasse qualcosa di tremendo. "Dov'è la fregatura?"
Lui lo sa benissimo ma non può dirlo. Noi si!
Caterina Sottile
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Personaggi/4 Di Rocco, di professione Boh!
di nicola dell'omo
Eccolo qua, eccone un altro di personaggio che dimostra quanto poco gliene freghi delle regole.
Antonio Di Rocco, di professione Boh !
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