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11-09-2013, 12:34 • Campobasso • Politica

Fuori dal Palazzo, lo sfogo di Iorio: "Io, vittima di una legge incostituzionale. Scritta per Fiorito, ma ha colpito me"

L'ex governatore Michele Iorio
L'ex governatore Michele Iorio
Il Molise crocevia della decadenza di Silvio Berlusconi dalla carica di senatore. La vicenda che tiene banco ormai da giorni si incrocia continuamente con fatti molisani. Primo perché, come è noto, l'ex premier è parlamentare eletto in Molise e dunque se sarà costretto a lasciare Palazzo Madama al suo posto subentrerà Ulisse Di Giacomo. Secondo perché il caso della estromissione di Berlusconi dalla politica per una condanna ha due importanti precedenti proprio da queste parti. Le storie sono quelle di Marcello Miniscalco e di Michele Iorio. Il segretario socialista nello scorso febbraio fu fatto fuori dal listino maggioritario di Frattura per una vecchia sentenza di condanna relativa ad una piazza non concessa per un comizio. L'ex governatore invece è oggi fuori dai palazzi della politica perché sospeso dalla carica di consigliere regionale per via della condanna incassata in primo e secondo grado per abuso d'ufficio al termine del processo Bain&Co (la storia è quella della multinazionale, dove lavorava un figlio di Iorio, che realizzò due consulenze per la Regione).
L'intervista a Iorio pubblicata oggi da "La Stampa".
L'intervista a Iorio pubblicata oggi da "La Stampa".

Proprio per questo l'ex presidente oggi conquista la ribalta della stampa nazionale e viene intervistato da 'La Stampa' (a pagina 3). Le parole dette al quotidiano di Calabresi suonano come uno sfogo. «Sono una vittima - torna a protestare - e sono molto amareggiato per questa vicenda. C'è un ricorso in Cassazione ancora aperto eppure la Presidenza del Consiglio ha ritenuto di dovermi sospendere». Iorio poi ricorda: «Monti mi ha sospeso all'atto della proclamazione. Si badi che la stessa Presidenza del Consiglio aveva accettato le candidature. Due mesi dopo ha cambiato idea. Anche contro questa decisione ho fatto ricorso e attendo il Consiglio di Stato».
L'ex presidente infine mette sotto accusa la Legge Severino: «Ho denunciato la sua incostituzionalità. Per il mio caso poi la questione della retroattività è clamorosa: per fatti avvenuti nel 2004 io vengo sospeso nel 2013. Questa legge fu scritta in modo frettoloso perché si era nel pieno del caso Fiorito. Il Parlamento si trovava in una situazione di tale allarme politico e sociale che la legge fu approvata a tamburo battente, senza un ragionamento ben ponderato. Io sono stato il primo a pagare, ma non l'ultimo. Di questo passo lo stato di diritto non c'è più».

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Campobasso, Isernia e Castelpetroso invasi da migliaia di persone. La disoccupazione al centro dei discorsi del Pontefice: "Senza lavoro non c'è dignità". Per Bergoglio ovunque un bagno di folla e programma fittissimo: sette tappe in poche ore. Al pranzo con i poveri parla dei Mondiali e fa le 'condoglianze' a due preti colombiani. Al Romagnoli afferra e sventola la maglietta del Campobasso. 

 

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