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22-07-2012, 23:30 • Campobasso • Politica

Benevento e Foggia, vade retro !

Da quando il premier Monti ha deciso per decreto i criteri per dare almeno una sforbiciata all'eccessivo numero di Province intorno al Molise si è generata una strana atmosfera.

Il Sannio beneventano (per convenzione lo chiamiamo così) ha costituito nuovi comitati che, sommandosi ai vecchi, hanno messo ancora una volta nero su bianco che vogliono costituire una macro provincia, o forse una macro regione, insomma, un macroterritorio che graviti intorno al Matese.

Una richiesta che fa seguito a quelle di questi ultimi anni di essere "annessi" al Molise.


Si gira la bussola un po' verso Oriente e sulla Daunia si capisce subito che il sole batte forte visto che non c'à l'ombra del Matese a proteggere.

Lì, infatti, hanno addirittura già deciso che vogliono stare con il Molise e quindi "marceranno" sulla Regione, arrivando in massa a Campobasso non si capisce bene se solo da Lucera (speriamo) o da tutti i territori limitrofi...

A queste stranezze geopolitiche fanno eco alcuni personaggi nostrani in cerca d'autore.

Il primo è Lorenzo Lommano, che quando non scrive per sperticarsi nei confronti di Iorio (Lorenzo, crediamo che basti così, secondo noi il presidente ha capito che esisti, ne terrà conto...) usa la penna per richiamare i fasti di una gens che viveva sotto varie tribù le aree oggi impunemente divise sotto il nome comune di Sanniti.

Ora, diciamolo francamente. Di cazzate ne possiamo dire quante vogliamo, nel migliore dei casi volano in cielo.

Il problema, però, è quando tornano in terra.

Di tante e tante riflessioni, analisi più o meno storiche, ricerche e convegni ci sembra che sia sfuggita la cosa più importante: l'opinione della gente.

Siamo sicuri che i molisani vogliano unirsi con il nord foggiano ?

Un quotidiano on line, Primonumero.it, ha sollecitato l'opinione dei molisani (ci voleva tanto ?) con un sondaggio semplice semplice, tipo sì o no.

Bene, il risultato è di quelli che dovrebbero mettere una pietra tombale, o per lo meno un ombrellone per riparare la testa di chi sfodera scemenze.

I molisani, con la Daunia, non si vogliono unire.

E invece dal comitato pro Lastaria in giù addirittura si promuove una marcia come se gli ospiti per il solo fatto di venire fossero graditi.

Eh no, un attimo.

Da Lucera vengono perché stanno protestando contro i tagli sul loro territorio, una scena identica a quella del beneventano bistrattato.

Signori, state pure a casa, nel vostro territorio. I sanniti erano tanto tempo fa, richiamare la causa storica come unico motivo aggregante oggi è fuorviante.

Questo è il problema esogeno, ma ce n'è uno forse ben più grande, ed è quello dello scarso senso di identità dei molisani, che li espone alle volontà altrui come non potesse averne anzitutto di proprie.

Crediamo che la politica regionale tutta dovrebbe prendere pubblicamente posizione, e perché no, sull'esempio di tante altre regioni d'Europa promuovere un ufficio studi serio sull'identità del Molise, che agisca nelle scuole, in Italia e all'estero con iniziative ben precise di promozione della cultura molisana tipica.

Non è possibile, in questi giorni, assistere alla solitudine alla quale sembra condannata la Provincia di Isernia nel suo tentativo di sopravvivere.

L'ignavia istituzionale non deve essere l'esempio giusto. Da Termoli a Trivento, a Riccia, a Campobasso, a Bojano, tutti i Sindaci e i cittadini dovrebbero manifestare insieme con i corregionali di Isernia.

Così come a Termoli non si deve gioire della chiusura dell'ospedale di Larino, perché è il territorio mo-li-sa-no che perde un pezzo di benessere; o viceversa, Larino non usi toni trionfalistici per la soppressione della sede distaccata di Termoli del suo tribunale.

E Campobasso non creda di acquisire maggiore importanza perché Isernia perde il titolo di Provincia.

Troppi individualismi, troppi frazionamenti e poca sensibilità verso la propria terra.

Questo, cari Lommano & altri, dovrebbe essere l'humus della vostra comunque legittima attività di promozione di un'identità.

Quando al benventano e alla Daunia, ma che se ne restino pure dove sono, e se li bistrattano peggio per loro, vuol dire che della loro identità non sanno che farsene, e credono che acquisendone una a buon mercato la vita cambi magicamente, perché lasciano un posto dove amministrativamente si sentono periferia per passare a una presunta condizione di forza verso il piccolo Molise.

La battaglia oggi è difendere la provincia di Isernia, quella di domani puntellare continuamente, ogni giorno, l'identità del Molise, inculcarla ai bambini nelle scuole elementari, non difenderla, ma promuoverla, e finalmente sentirsene orgogliosi.

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