06-06-2012, 9:07 • Campobasso • Cronaca
Lei andava al mercato a fare la spesa, lui faceva il preparatore dei portieri di calcio: la Finanza smaschera a Campobasso due "falsi ciechi"

I finanzieri del Comando provinciale di Campobasso hanno individuato e denunciato due falsi "ciechi assoluti" che da anni (in un caso addirittura dal 1964) percepivano le previste indennità e le provvidenze accessorie senza averne titolo.
Si tratta di una donna e un uomo, entrambi residenti nel capoluogo molisano, che, a dispetto della diagnosi medica, si muovevano perfettamente a proprio agio per le vie della città, sia di giorno che di notte, aggirandosi senza alcun bisogno di assistenza o ausilio, necessari per i soggetti non vedenti.
Per varie settimane e in diversi orari della giornata, sono stati tutti seguiti e filmati dalle Fiamme Gialle: tra lo stupore degli investigatori, è emerso che i "falsi ciechi" svolgevano senza alcun impedimento le attività più disparate, dal giardinaggio alle faccende domestiche, fino ad impegni sportivi semi-professionali, acquisti presso mercati e negozi e persino disinvolta compilazione ed invio di sms da cellulari.
E' la storia di una donna, classe 1946, dichiarata "cieca assoluta" sin dall'anno 1964: le immagini riprese dai militari documentano come la donna attraversi la strada da sola, con padronanza e sicurezza, ed al mercato scelga con cura i prodotti ortofrutticoli da acquistare. Nessun ausilio, nessun supporto, una vita quasi normale e senza limitazioni evidenti, debitamente confermata dai finanzieri nel corso di numerosi appostamenti supportati da riprese audio/video che, nel loro complesso, focalizzano un quadro probatorio di assoluta consistenza.
Prove schiaccianti anche a carico di un uomo, classe 1971, da anni impegnato in attività sportive, in qualità di allenatore dei portieri in una squadra dilettantistica di calcio.
Anche lui "cieco assoluto", nei filmati dei finanzieri si muove invece con disinvoltura fra i pali e l'erbetta dei campi di gioco, calciando precisi fendenti in direzione dei suoi allievi. Nei ritagli di tempo, legge sms in arrivo sul cellulare, poi provvede a rispondere, compilandone altrettanti.
I filmati realizzati dai militari nelle ultime settimane, hanno pian piano delineato un mosaico investigativo nel quale si configurano inequivocabili illeciti riconducibili alle ipotesi di truffa e danno erariale, con conseguenti gravi ripercussioni sui pubblici bilanci.
Ammonta infatti ad oltre un milione di euro l'importo complessivo indebitamente percepito dai soggetti coinvolti che nel prosieguo dell'iter giudiziario dovrà essere restituito, ferme restando le responsabilità penali accertate a loro carico. Entrambi, sono stati infatti segnalati all'Autorità giudiziaria del capoluogo per le ipotesi delittuose previste e punite dall'articolo 640 bis del codice penale.
Una truffa lunga decenni, supportata da accertamenti medici sui quali si sta ora concentrando l'attenzione degli inquirenti al fine di individuare e documentare eventuali ulteriori responsabilità.
L'ulteriore iter porterà alla sospensione delle indennità mensili comunemente note come "accompagnamento" e "pensione di invalidità" (circa 1.850 euro mensili per la donna e 1.200 per l'uomo), nonché al recupero degli importi illecitamente percepiti.
Nel corso delle attività investigative, le Amministrazioni interessate (Uffici Inps del Capoluogo) hanno fornito fattiva e preziosa collaborazione ai militari della compagnia Guardia di Finanza di Campobasso.
Si tratta di una donna e un uomo, entrambi residenti nel capoluogo molisano, che, a dispetto della diagnosi medica, si muovevano perfettamente a proprio agio per le vie della città, sia di giorno che di notte, aggirandosi senza alcun bisogno di assistenza o ausilio, necessari per i soggetti non vedenti.
Per varie settimane e in diversi orari della giornata, sono stati tutti seguiti e filmati dalle Fiamme Gialle: tra lo stupore degli investigatori, è emerso che i "falsi ciechi" svolgevano senza alcun impedimento le attività più disparate, dal giardinaggio alle faccende domestiche, fino ad impegni sportivi semi-professionali, acquisti presso mercati e negozi e persino disinvolta compilazione ed invio di sms da cellulari.
E' la storia di una donna, classe 1946, dichiarata "cieca assoluta" sin dall'anno 1964: le immagini riprese dai militari documentano come la donna attraversi la strada da sola, con padronanza e sicurezza, ed al mercato scelga con cura i prodotti ortofrutticoli da acquistare. Nessun ausilio, nessun supporto, una vita quasi normale e senza limitazioni evidenti, debitamente confermata dai finanzieri nel corso di numerosi appostamenti supportati da riprese audio/video che, nel loro complesso, focalizzano un quadro probatorio di assoluta consistenza.
Prove schiaccianti anche a carico di un uomo, classe 1971, da anni impegnato in attività sportive, in qualità di allenatore dei portieri in una squadra dilettantistica di calcio.
Anche lui "cieco assoluto", nei filmati dei finanzieri si muove invece con disinvoltura fra i pali e l'erbetta dei campi di gioco, calciando precisi fendenti in direzione dei suoi allievi. Nei ritagli di tempo, legge sms in arrivo sul cellulare, poi provvede a rispondere, compilandone altrettanti.
I filmati realizzati dai militari nelle ultime settimane, hanno pian piano delineato un mosaico investigativo nel quale si configurano inequivocabili illeciti riconducibili alle ipotesi di truffa e danno erariale, con conseguenti gravi ripercussioni sui pubblici bilanci.
Ammonta infatti ad oltre un milione di euro l'importo complessivo indebitamente percepito dai soggetti coinvolti che nel prosieguo dell'iter giudiziario dovrà essere restituito, ferme restando le responsabilità penali accertate a loro carico. Entrambi, sono stati infatti segnalati all'Autorità giudiziaria del capoluogo per le ipotesi delittuose previste e punite dall'articolo 640 bis del codice penale.
Una truffa lunga decenni, supportata da accertamenti medici sui quali si sta ora concentrando l'attenzione degli inquirenti al fine di individuare e documentare eventuali ulteriori responsabilità.
L'ulteriore iter porterà alla sospensione delle indennità mensili comunemente note come "accompagnamento" e "pensione di invalidità" (circa 1.850 euro mensili per la donna e 1.200 per l'uomo), nonché al recupero degli importi illecitamente percepiti.
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