L'intervista a Romeo Trotta

Di professione fa l'avvocato ma la passione per il calcio lo ha sempre accompagnato fin da ragazzo. Ecco perché quest'anno ha deciso di vivere al fianco dell'Atletico Trivento tutta la stagione. Stimato e ben voluto da tutti, Romeo Trotta ha "accompagnato" la squadra di Massimo Agovino in tutte le sue apparizioni. Abbiamo approfittato della disponibilità del dirigente gialloblù per fare il punto della situazione.
Bilancio della stagione positivo a suo avviso? "Sicuramente sì anche se con un po' di fortuna in più avremmo potuto avere qualche punto in più. Siamo stati particolarmente sfortunati perché nel momento in cui giocavamo un ottimo calcio si sono infortunati prima Monti e poi Palumbo. Con Gigi in campo eravamo secondi o terzi. E' un elemento che in questa categoria fa la differenza: ha una velocità esplosiva e una capacità di saltare l'uomo unica. Poi purtroppo si è fatto male e, senza voler togliere nulla a nessuno di quelli che hanno giocato, la sua assenza si è sentita. La prova l'abbiamo avuta domenica scorsa a Canistro quando è rientrato e in poco tempo è riuscito a mettere a ferro e fuoco la loro difesa. Un po' per sfortuna un po' per errori arbitrali, non abbiamo raccolto quando avremmo potuto. Il bilancio della stagione è comunque positivo, la speranza è quella di rientrare nei playoff, soprattutto dopo i cinque successi consecutivi. Abbiamo tutti i mezzi per fare un ottimo finale di stagione. Tra l'altro credo che Trivento sia una società da prendere come esempio. Una struttura snella, agile che funziona in ogni sua componente. Credo che questo sia il modo più corretto di fare calcio".
Mancano ancora sette partite, le soddisfazioni per il Trivento, potrebbero continuare. "Sono dell'avviso che dobbiamo affrontare queste sette partite come se fossero tutte finali. Dobbiamo guardare in casa nostra e non pensare agli altri. Vero è che c'è un'Ancona in disarmo che potrebbe in teoria anche essere ripresa perché abbiamo lo scontro diretto fra qualche domenica, però guardare troppo avanti potrebbe essere controproducente per la squadra. Non è il momento di creare facili entusiasmi. Sono convinto che dobbiamo giocare partita per partita cercando di fare il massimo ogni domenica. La società ha scelto Agovino perché è un mister che cerca di proporre calcio e in questo è bravissimo, è un allenatore preparato da un punto di vista tencico-tattico, perciò dobbiamo provare ad imporre sempre il nostro calcio. A parte il Teramo che sta facendo un campionato a se, non mi pare di aver visto squadre da un punto di vista tecnico e tattico molto più attrezzate di noi. Avremmo potuto essere tranquillamente tra le prime tre e ritengo che l'obiettivo dei playoff possa essere centrato se continuiamo a esprimerci così come abbiamo fatto nelle ultime settimane".
Domenica si andrà a Riccione che gara si aspetta? "E' una partita difficilissima, un avversario da prendere con le molle. Per giunta abbiamo una formazione rimaneggiata con tre giocatori infortunati. Dobbiamo cercare di fare risultato pieno perché non ci possiamo permettere di rallentare la marcia".
Poi ci sarà il match con l'Atessa in campo neutro. "Non nego che c'è amaro in bocca perché affrontare una partita a porte chiuse e in campo neutro è sempre un'incognita. Avremmo preferito giocare di fronte al nostro pubblico ma purtroppo c'è stato l'episodio di Canistro che ci ha penalizzato. Eravamo in diffida e perciò è scatta la squalifica minima, per cui non è stato possibile fare ricorso. Dobbiamo accettare la decisione della giustizia sportiva e affrontare la sfida con l'Atessa con maggiore determinazione proprio per l'assenza del pubblico. I ragazzi dovranno scendere in campo con ancora maggiore determinazione tenendo presente un obiettivo unico: quello di andare il più avanti possibile. Questa è una cosa che ho sempre detto ai ragazzi: per molti di loro Trivento deve essere un punto di partenza e non di arrivo per raggiungere palcoscenici più importanti. Abbiamo giovani come Palumbo, Ligorio che ha un bellissimo piede, Tammaro, De Stefano che meritano di giocare in categorie superiori. Devono affrontare questo finale di stagione con cattiveria, grinta e determinazione, lottando su ogni pallone per il loro futuro prima ancora che per il futuro della società perché partendo da Trivento possano salire nel professionismo".
Quanto sono importanti nello spogliatoio giocatori come Corradino e Minadeo?
"Fondamentali, oltre ad essere ancora degli ottimi giocatori, hanno sicuramente dato una mano al mister ed alla società, ponendosi come punto di riferimento per il gruppo che è formato da grandi calciatori (Bernardi, Guglielmi, Monti, ecc.) e, soprattutto, da bravi ragazzi. Consentimi di fare un eccezione, voglio elogiare Alessandro Varchetta che, oltre ad essere uno dei migliori difensori della categoria, è persona seria che da tutto per la maglia sempre, in allenamento ed in partita, senza risparmiarsi mai, lottando strenuamente su ogni pallone".
Ha fatto riferimento alla società. In giro per l'Italia non si fa che parlare bene del Trivento. E' senza dubbio una cosa positiva non crede? "Parlando della società sono un po' di parte nel senso che il presidente Falcione è mio cugino. Siamo cresciuti insieme e a lui mi lega un rapporto fraterno. Devo però dire che almeno in Molise, a livello dilettantistico, la società Trivento è un esempio da seguire e da imitare. Una società snella dove ci sono competenze specifiche importanti. Poche figure ma tutte di altissima professionalità. Non so quanti club possono permettersi due allenatori come Agovino e Nunziata, un direttore sportivo come Teti, un osservatore come Giuliano, un preparatore atletico come Brandoni, un fisioterapista come Marcos, dirigenti del calibro di Domenico Fagnano e Marco Meo. Persone serie in grado di gestire la società perfettamente sia da un punto di vista economico-amministrativo che sportivo. Per Trivento avere una società così e giocare in palcoscenici importanti come Ancona, Civitanova, Pesaro, Teramo è motivo di orgoglio. Penso che i triventini debbano riconoscere al presidente di aver fatto sforzi importanti e di aver portato una piccola realtà a giocare nel calcio che conta.
Squadra - I gialloblù hanno svolto oggi pomeriggio l'ultimo allenamento e partiranno nel pomeriggio di domani alla volta di Riccione.
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di nicola dell'omo
Eccolo qua, eccone un altro di personaggio che dimostra quanto poco gliene freghi delle regole.
Antonio Di Rocco, di professione Boh !
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