24-07-2011, 9:55 • Larino • SIGNORE E SIGNORI, BUONANOTTE!
Nino Carnevale Caprice: un larinese della cerchia antica

Si firmò così, 'larinese della cerchia antica', ringraziandomi per un articolo che parlava dei vandali che danneggiarono la scuola di musica di Larino, lo scorso Dicembre. L'avvocato Carnevale Caprice se n'è andato, per sempre. Un incidente in moto, nella sua Larino, difficile da spiegare. Perchè la morte, come la vita, non è mai ovvia.
Mi inviò, qualche giorno fa, una sua nota sulle primarie in Molise: "Declinare, oramai, verso i sessant'anni, porta, insieme a diversi sgradevoli inconvenienti, anche qualche vantaggio. Il passato e, con esso, il ricordo, si fanno lunghi, come il sole a Kalena delle Terre del Sacramento nelle giornate di marzo. Rammento così che, fino a vent'anni fa, molta parte della lotta politica in Molise per compiere scelte, intercettare risorse, gestire posizioni di potere, era interna alle correnti (gruppi organizzati interni) della DC, il partitone che in queste contrade raggiungeva un consenso quasi plebiscitario. Le opposizioni, ridotte ai margini, spesso fungevano da sponde, non alla DC ma a qualcuna delle sue correnti. Rispetto alla situazione attuale c'è di nuovo che, quello che fu il ceto politico dirigente della DC, in linea con le teorie economiche neoliberiste, ha "esternalizzato" le correnti. Gli altri, ai margini, parteggiano o fanno colore".
Non ebbi il tempo di rispondere e forse pensò che l'avessi ignorato. E invece, ero solo rimasta in silenzio, una volta tanto. Volevo prendermi il tempo necessario, rispondergli non per gentilezza ma per dire qualcosa che fosse all'altezza. Ed avevo bisogno di più tempo. Perchè Nino Carnevale Caprice aveva il senso nobile del Tempo e delle parole.
In quella nota dice due verità: 1) la politica molisana può ripartire solo dall'antica strategia governata dal talento
2) ciò che manca a noi, nati in questi anni scialbi, è la bella sensazione di aver rispetto per qualcuno. Così tanto da eleggerlo a rappresentarci davvero, non per inerzia o per rabbia. L'inflazionata meritocrazia passa dalla capacità di riconoscere l'intelligenza, tanto da non poterne fare a meno. Ha a che fare con la politica ma riguarda anche la dimestichezza con le buone maniere che rendono buone le persone, rendono migliore il mondo.
Era discreto, non urlava ed era abituato all'educazione. Non solo la forma, i gesti, ma l'interiore, profondissima educazione alla civiltà per la quale, oggi, chi è come lui, non riesce ad adeguarsi, a urlare, a stare nella mischia. Ti chiedeva qualcosa e non lo ripeteva, per non disturbare. Io che sto diventando sorda, rudemente distratta dalla caciara inutile, non sempre mi sono fermata a dirgli: hai ragione! Valeva la pena, per me, non per lui. Lui sapeva di aver ragione, perchè sapeva porsi tutti i dubbi che servono a non essere stupidi. Serve a ristabilire che ci sono le persone serie e gli altri. E le persone serie non disturbano ma costruiscono legami. "Katrina, la Politica consiste nel costruire alternative praticabili..."
L'avvocato Carnevale Caprice metteva in soggezione senza saperlo. O forse si, forse lo sapeva bene. Citava Flaubert o Gaber, Camus o Rita Pavone con la stessa, impagabile serietà. Arrivava cupo e taciturno, con quella sua cortesia gelida del gentiluomo di un'altra era: 'Mesozoica, ..sono dell'era mesozoica..e mi avvalgo della facoltà di non rispondere" Ma se gli davi un là diventava l'Istrione. La sciarpa morbida dell'ironia e i guanti caldi dell'educazione di buona fattura. La galanteria era la regola sola. Il resto era goliardia, gradevole vicinanza. L'umorismo, rigorosa prova di intelletto, e se la superavi era come laurearsi. Con Claudio De Luca, via facebook, mi diedero una lezione di storiografia ragionata del pensiero di Little Tony che nemmeno a Cambridge. Ma la sua preoccupazione più acuta era la qualità morale delle istituzioni: la legalità come garanzia sola della libertà. Mi sorprendeva l'attenzione severa a tutto ciò che scrivevo. La mia dolorosa penitenza, ora, è provare disgusto per la comodità di rispondere solo a chi urla senza fare domande difficili, piuttosto che a chi, a bassa voce, dice cose importanti. Ecco. C'è una lezione di attenzione alla vita che neppure questa volta ho imparato, pur avendo avuto il privilegio di un maestro prezioso
caterina sottile
L'incidente, al bivio di Ururi, sulla statale 87, è avvenuto nella notte tra il 22 e il 23 Luglio. Serafino Carnevale Caprice è spirato nel reparto di Rianimazione dell'Ospedale San Timoteo di Termoli, alle 18,00 del 23 Luglio 2011
Mi inviò, qualche giorno fa, una sua nota sulle primarie in Molise: "Declinare, oramai, verso i sessant'anni, porta, insieme a diversi sgradevoli inconvenienti, anche qualche vantaggio. Il passato e, con esso, il ricordo, si fanno lunghi, come il sole a Kalena delle Terre del Sacramento nelle giornate di marzo. Rammento così che, fino a vent'anni fa, molta parte della lotta politica in Molise per compiere scelte, intercettare risorse, gestire posizioni di potere, era interna alle correnti (gruppi organizzati interni) della DC, il partitone che in queste contrade raggiungeva un consenso quasi plebiscitario. Le opposizioni, ridotte ai margini, spesso fungevano da sponde, non alla DC ma a qualcuna delle sue correnti. Rispetto alla situazione attuale c'è di nuovo che, quello che fu il ceto politico dirigente della DC, in linea con le teorie economiche neoliberiste, ha "esternalizzato" le correnti. Gli altri, ai margini, parteggiano o fanno colore".
Non ebbi il tempo di rispondere e forse pensò che l'avessi ignorato. E invece, ero solo rimasta in silenzio, una volta tanto. Volevo prendermi il tempo necessario, rispondergli non per gentilezza ma per dire qualcosa che fosse all'altezza. Ed avevo bisogno di più tempo. Perchè Nino Carnevale Caprice aveva il senso nobile del Tempo e delle parole.
In quella nota dice due verità: 1) la politica molisana può ripartire solo dall'antica strategia governata dal talento
2) ciò che manca a noi, nati in questi anni scialbi, è la bella sensazione di aver rispetto per qualcuno. Così tanto da eleggerlo a rappresentarci davvero, non per inerzia o per rabbia. L'inflazionata meritocrazia passa dalla capacità di riconoscere l'intelligenza, tanto da non poterne fare a meno. Ha a che fare con la politica ma riguarda anche la dimestichezza con le buone maniere che rendono buone le persone, rendono migliore il mondo.
Era discreto, non urlava ed era abituato all'educazione. Non solo la forma, i gesti, ma l'interiore, profondissima educazione alla civiltà per la quale, oggi, chi è come lui, non riesce ad adeguarsi, a urlare, a stare nella mischia. Ti chiedeva qualcosa e non lo ripeteva, per non disturbare. Io che sto diventando sorda, rudemente distratta dalla caciara inutile, non sempre mi sono fermata a dirgli: hai ragione! Valeva la pena, per me, non per lui. Lui sapeva di aver ragione, perchè sapeva porsi tutti i dubbi che servono a non essere stupidi. Serve a ristabilire che ci sono le persone serie e gli altri. E le persone serie non disturbano ma costruiscono legami. "Katrina, la Politica consiste nel costruire alternative praticabili..."
L'avvocato Carnevale Caprice metteva in soggezione senza saperlo. O forse si, forse lo sapeva bene. Citava Flaubert o Gaber, Camus o Rita Pavone con la stessa, impagabile serietà. Arrivava cupo e taciturno, con quella sua cortesia gelida del gentiluomo di un'altra era: 'Mesozoica, ..sono dell'era mesozoica..e mi avvalgo della facoltà di non rispondere" Ma se gli davi un là diventava l'Istrione. La sciarpa morbida dell'ironia e i guanti caldi dell'educazione di buona fattura. La galanteria era la regola sola. Il resto era goliardia, gradevole vicinanza. L'umorismo, rigorosa prova di intelletto, e se la superavi era come laurearsi. Con Claudio De Luca, via facebook, mi diedero una lezione di storiografia ragionata del pensiero di Little Tony che nemmeno a Cambridge. Ma la sua preoccupazione più acuta era la qualità morale delle istituzioni: la legalità come garanzia sola della libertà. Mi sorprendeva l'attenzione severa a tutto ciò che scrivevo. La mia dolorosa penitenza, ora, è provare disgusto per la comodità di rispondere solo a chi urla senza fare domande difficili, piuttosto che a chi, a bassa voce, dice cose importanti. Ecco. C'è una lezione di attenzione alla vita che neppure questa volta ho imparato, pur avendo avuto il privilegio di un maestro prezioso
caterina sottile
L'incidente, al bivio di Ururi, sulla statale 87, è avvenuto nella notte tra il 22 e il 23 Luglio. Serafino Carnevale Caprice è spirato nel reparto di Rianimazione dell'Ospedale San Timoteo di Termoli, alle 18,00 del 23 Luglio 2011
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