Iorio e Vitagliano: l'amore sacro e l'amor profano

Seguo da qualche settimana un'agguerrita ospite di fb, Elena Niro, che chiede a chiunque gli capiti a tiro perchè Michele Iorio le abbia chiuso l'accesso alla bacheca e la possibilità di postare commenti liberamente. La signora Niro, in effetti, chiede a tutti i politici quale sia il loro programma e cosa pensano di portare di nuovo. Ciascuno, rispetto a questo modo diretto e fiero di utilizzare fb, ha reagito secondo la propria scuola di pensiero, il proprio carattere e persino la propria dimestichezza col mezzo web. I politici internauti spesso sono piuttosto goffi. Qualcuno ostenta un formalismo colloso, qualcuno eccede in confidenzialità.
Micaela Fanelli è stata per molti giorni al centro del poligono di tiro ma non si è lanciata nella guerra delle fotine e dei niknames.
Nagni è stato impeccabile perchè ha risposto con grande onestà. Non tanto e non solo per ciò che ha detto, ma per lo stile: si capisce che è lui a rispondere, che il rapporto con i suoi lettori è 'sincero'.
Leva non pervenuto. Totaro idem, Romano ha snobbato l'insistenza della signora dalla foto dei ciliegi. De Matteis ha risposto con una nota molto politically correct.
Antinuclearista convinta, Elena boccia senza appello o promuove sulla base di un solo criterio: la cortesia di rispondere ai lettori-elettori. Una sorta di irruento test di comunicazione pubblica. Qualcuno sbruffa, qualcuno pensa che in realtà non sia affatto disinteressata e qualcuno la prende molto sul serio.
Gianfranco Vitagliano, il portatore sano di grane, facebook lo sa usare. Nella sua bacheca la signora o signorina Niro, avendo avuto una buona accoglienza, ha potuto esprimersi liberamente ed ha chiesto chi potrebbe mai pensare davvero di rappresentare l'alternativa varia ed eventuale a Michele Iorio. Questa domanda, seguita a molti appelli per far sapere al Presidente che qualcuno impedisce ai lettori di scrivergli direttamente, è apparsa pruriginosa..La nebbia agli irti Colli, 'pruriginando' sale!
Ora, Elena Niro potrebbe essere chiunque. Che sia una persona reale o un nickname non ha alcuna importanza. La novità è che qualcuno interpreta il pensiero di molti e dice quello che non avremmo voglia, coraggio o fantasia di dire. Ben venga. Ma a me è antipatica. Prima di tutto perchè pretende di scegliere i candidati a sinistra e si è permessa di parlare di Massimo D'Alema come di un consociativista qualunque. Massimo D'Alema è 'il' consociativista. Quando l'Italia firmava il compromesso storico col Vaticano lui stava già pensando al PD.
A parte ciò, c'è un altro pericolo che l'incontenibile madama Facebukker sta provocando. Discutere sull'insindacabile personalità pubblica di Michele Iorio. Elena Niro pretenderebbe che il presidente chattasse con i suoi lettori come fa Nagni, come fa Vitagliano o come Romano ecc. Iorio ha altro stile e altro linguaggio. Lo dico senza voler sembrare irriverente: lasciategli fare il santo, sull'altare. Icona taumaturgica che non ha bisogno di mettersi a giocare per farsi conoscere. E basta!
A Vitagliano, che è decisamente più predisposto per la tecnologia on the road, fategli fare il beato: molto in carne e ossa ma in mezzo alla folla. L'amore sacro e l'amor profano, indivisibili e incongiungibili
caterina sottile
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Eccolo qua, eccone un altro di personaggio che dimostra quanto poco gliene freghi delle regole.
Antonio Di Rocco, di professione Boh !
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