Quando il falso è un momento del vero: 17 marzo, pure in Molise si fa la Festa all'Italia
Non può essere privo di rilievo il fatto che questo Governo (di cui qualcuno dice tanto male), in un anno in cui il lunedì di Pasqua coincide con il 25 di aprile, abbia inteso di dovere regalare ai cittadini una festa nuova di zecca in sostituzione di questa perduta. Il Cavaliere non avrà realizzato ancora grandi opere, ma per lo meno un ponte per i primi 150 anni della loro storia gli Italiani se lo sono potuto permettere. Può darsi che ai più questo 17 non sia apparso come un "dì di festa", forse perché questa giornata dà piuttosto l'idea della mattinata in cui si venga posti in quiescenza: due pasticcini in ufficio, una pizzetta, un pro-secchino, una targa-ricordo, qualche lacrimuccia e poi - per berci sopra - federalismo a tutta birra. Perciò, cosa rimane oggi del Risorgimento? Qualche frase famosa, peraltro interpretata o addirittura storpiata, in grazia dell'attualità delle vedute intervenute:"Qui si fanno i tagli o si muore", oppure le solite trite sintesi come quella per cui i personaggi dell'epoca erano considerati un po' come il corpo umano: Mazzini, la mente; Garibaldi, il braccio; Cavour, la barba; gli Italiani i coglioni. Solo per disincantare (e mai per dissacrare) certi eventi, abbiamo voluto regalare ai lettori alcuni "segreti" rimasti celati tra le pieghe della Storia.
I personaggi "nudi". Roba da non credere, ma è pur vero che alcuni studenti ("revisionisti") dei licei, recentemente, hanno ipotizzato che Mazzini sia stato l'inventore della "carbonara" che, però, gli veniva male perché faceva cuocere pure l'albùme. Fu per questo che dovette assumere una governante a "tutto" servizio. Quando si fece la "Giovane Italia", il buon Giuseppe non avrebbe mai potuto prevedere che - a distanza di un secolo e mezzo - qualcun altro si sarebbe fatta la "giovane marocchina". In quanto a Garibaldi, per assolvere la sua titanica impresa, salpò da Quarto; ciò conferma che non sempre riesce vittorioso chi parte in pole-position. Però, manco lui avrebbe immaginato che nelle scuole, a distanza di 150 anni, alla domanda "chi è quell'eroe italiano, famoso pure all'estero, coraggioso, che porta la camicia rossa", qualche sbarbato di studentello avrebbe risposto, in tutta sicumèra, "E' Dylan Dog!". Il Nizzardo si comportò sempre modestamente; al punto da ringraziare i suoi uomini (per avere fatto l'Italia) con un sintetico "Grazie mille!". Chi lo accompagnava era un certo Nino Bixio che di cognome faceva Biperìo. Poi, quando fu il primo a scriverlo accorciato (come oggi si fa con gli sms), Bi-per-ìo diventò per tutti Bi-x-io. Mentre andavano per mare in direzione del Regno delle Due Sicilie, l'eroe dei due mondi cominciò a porsi qualche domanda ad alta voce, del tipo di quelle che i contemporanei si erano dati su Cristoforo Colombo dopo la scoperta dell'America. Del Genovese (di cui si sostiene che sia stato il primo socialista della Storia) si disse che era partito, senza sapere dove sarebbe andato; che era arrivato, senza di avere compreso dove fosse capitato e che aveva fatto tutto utilizzando i soldi dello Stato spagnolo. Insomma, quel curiosone di don Peppino chiedeva sempre:"Ma, se la Sicilia è una, perché si dice sempre Regno delle Due Sicilie?". Nino, che forse già presentiva i tempi futuri del federalismo, gli rispose:"Perché una si è dichiarata e l'altra è in nero". Dell'Anita, madre ed eroina, si dice che non sia stata soltanto la donna di Garibaldi. Purtroppo, oltre che il poncho al Generale, doveva stirare pure tutte le camice dei Mille. Invece, della barba di Cavour si narra che il Conte la tenesse più per esercitarsi che per farne l'onor del mento. In effetti, prima di procedere con l'Italia, unificò prima la barba alle basette. Infine, per quanto riguarda i fratelli Bandiera, dopo il programma di Arbore, furono in molti a chiedersi (e lo fanno ancora oggi!) se le sorelle Bandiera fossero state loro parenti.
Il Risorgimento si concluse con la presa di Roma da parte dei Bersaglieri. Ma, col senno di poi, viene da chiedersi se sia stata l'Italia ad entrare nel Vaticano dalla breccia di Porta Pia o viceversa. In quanto al tricolore, il Messico - oltre alla bandiera - ci ha copiato pure l'inno:"Hermanos de Mexico, terminada è la siesta, el sombrero de Pancho si tyene in cabeza". Recentemente è stato scoperto che "Fratelli d'Italia" piaceva molto a Jimmy Hendrix che, dopo avere frequentato Woodstock, volle provare ad eseguire il brano adoperando gli effetti distorsivi della sua Fender "Stratocaster". Purtroppo, giungere al famoso "poropò-poropò-poropopopopopò", fu troppo gravoso anche per lui, al punto che cominciò ad assumere droghe pesanti, fino a morirne. In definitiva, cosa resta dei gagliardi fatti del nostro Risorgimento? Tutto può essere sintetizzato con le parole di chi, oggi, vede arrivare sempre gente nuova via mare:"Centocinquanta anni fa, sbarcarono solo in 1.000; adesso ne stanno per arrivare 100.000!".
Conclusioni doverose. Dopo il facèto, veniamo al serio. I festeggiamenti per ricordare il 150° della fondazione italiana si sono basati su convegni presieduti (e presidiati come se fosse stata "cosa loro") da studiosi che avevano già detto (e scritto) tutto. Poi gli organizzatori si sono proposti di raggiungere la popolazione italiana regalando ad essa una giornata festiva che, per tanti, costituirà semplicemente un'occasione per andare al mare, sempre che il primo sole primaverile possa permetterlo. Invece, chi si è occupato delle celebrazioni doveva utilizzare la tv, senza il cui tràmite non si raggiungerà mai la comunità nazionale. In Italia la RAI fruisce di un canone obbligatorio; perciò avrebbe dovuto produrre films, o sceneggiati di qualità, dedicati al Risorgimento.
Di contro, ha saputo soltanto confinare le vecchie pellicole sul digitale di RAI 5. Così programmato, l'evento avrebbe avuto un impatto culturale ed unificante straordinario, purtroppo vanificato da iniziative cervellotiche tagliate su esigenze informative (e formative) da passato remoto. Un brandello di ciò che si poteva fare lo ha realizzato (motu proprio) Roberto Benigni durante una serata del Festival di Sanremo. Occasione per attirare gli Italiani sicuramente migliore di una dotta conferenza tenuta nell'Istituto di storia patria. In fondo, il personaggio Garibaldi ha avuto una vita decisamente più avventurosa di quella del generale Custer o del "Che" Guevara. Per mesi, almeno uno dei tre canali Rai avrebbe potuto dedicare la prima serata a trasmissioni risorgimentali: dai documenti d'epoca ai film, agli sceneggiati, ai quiz, alle pièces teatrali, ai dibattiti divulgativi. Solo così la popolazione, che non conosce gli eventi fondanti del proprio Paese, avrebbe potuto appassionarsi al suo passato.
Gruppi consiliari, la tavola imbandita di Forza Italia: 40 mila euro al ristorante Squalo Blu
Personaggi/4 Di Rocco, di professione Boh!
di nicola dell'omo
Eccolo qua, eccone un altro di personaggio che dimostra quanto poco gliene freghi delle regole.
Antonio Di Rocco, di professione Boh !
Leggi anche:
• Personaggi/3 Votereste per quest'uomo ?
• Personaggi/2. Vitagliano, la "particella di Dio"
• Personaggi/1. Totaro, un ircocervo della politica molisana
Trenta d'Aprile
(2 foto)
Clicca qui per scaricare la versione aggiornata




