Io sono italiana e questa mia certezza mi porta a navigare in ogni mare del mondo, a parlare ogni lingua, a cambiare pelle e moda e visuale. Perchè la mia cultura mi ha fatta capace di essere ovunque cittadina a casa. Io voglio essere come sono stata per secoli: in piedi su una barca traballante ma in cerca dell'orizzonte nuovo. Come Colombo, come Cesare, come Marco Polo, come i poveri emigranti in rotta verso 'La Merica'. Io voglio essere italiana perchè nessuno mai mi tolga il diritto di sognare l'America e di detestare me stessa, quando i miei vizi prevalgono sui miei pregi.
Ma voglio anche rinascere dalle macerie di tutti i terremoti della mia storia e voglio che la mia intelligenza insegni al mondo una soluzione semplice di un problema complicato. Perchè io sono italiana. E piuttosto che non essere nulla, piuttosto che dimenticare Dante e poi Rossini e poi Verdi e poi Pirandello e Pasolini e non sapere più che vengo dal tunnel buio di un Risorgimento emozionante e lancinante, preferisco essere imperfettamente, incompiutamente, confusamente italiana. Perchè l'inutilità e la retorica di una bandiera mi fa sentire meno sola e mi sembra di avere voce e forza.
Io sono italiana. Nessuno mi toglierà le mie ancestrali colpe per non essere più nulla, e per non avere più memoria. Italiana, come chi ha messo insieme pezzi dolorosi di dialetti e polvere, di terra e di mani segnate ed è diventato Terzo Millennio.
caterina sottile
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