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04-12-2010, 2:14 • Campobasso • SIGNORE E SIGNORI, BUONANOTTE!

Le Forche Caudine del sacro ioriano impero del Molise

Caterina Sottile

Madonna mia, come siamo potenti, noi molisani! Ci citano sui quotidiani nazionali, siamo nei carteggi extranazionali e siamo finiti pure su wikileaks; se persino Fini ci degna di attenzione evocando a sua volta Edward Luttwak, gran sacerdote (vero) dell'economia e della geopolitica mondiale. I Sanniti sono il vero pericolo, altro che leghisti! Roma non ha dimenticato, e ancora trema pensando a quei quattro pastori irascibili che inflissero ai guerrieri dell'Impero l'umiliazione del giogo. Michele Iorio come Gaio Ponzio Telesino, spauracchio di tutti i conquistatori. I numeri sono una faccenda seria e mostrano verità incontrovertibili: se qualcuno che produce 100 spende 120, ha un debito di 20. Non c'è da discutere. La Politica, però, pur non essendo una scienza esatta, comprende e trattiene in sé più dati oggettivi dell'algebra. Questa moralizzazione dei capi del mondo, di tutti i mondi, anche quelli relativi, mi suona capziosa. E' la politica fine a se stessa, appunto, che si riempie la bocca di cifre, non avendo nulla da dire. C'è un dubbio che sembra abbia solo io. Non avendo ipocrisie elettorali da usare come assi ad un tavolo da gioco, mi posso permettere di esprimerlo. Sembriamo tutti sul palco de le nozze di Figaro: "Onestissima signora, Or capisco come va, Così fan tutte le belle! Non c'è alcuna novità". L'era mesozoica dei macigni della burocrazia sulle spalle dei soliti pochi cittadini produttivi è finita. E' finita per fallimento totale, ed era ora. I carrozzoni di politici, dirigenti dei politici, impiegati grazie ai politici e codazzi vari non hanno più risorse a cui attingere per nutrirsi. L'improduttività di concetto con cui si è miracolosamente retto il sistema economico italiano non è più. Una prece. Ciò che sa di bruciaticcio è che a dirlo, a bocca piena, siano coloro che ne hanno goduto, per decenni. Si accusano indefiniti clientelismi senza mai spiegare dove è confluito il consenso ottenuto mediante la rete capillare dei territori, delle regioni, dei comuni. Ai presidenti delle regioni, ai sindaci resta in mano la scopa, in un ballo in cui c'erano tutti, o no? La moralizzazione è una parola chiara, non la si può interpretare liberamente: il presidente della camera seziona il consenso del centro destra per ritagliare un altro brandello di rappresentatività. Che si ponga fine agli sprechi siamo d'accordo tutti ma che sia soltanto una prospettiva ideologica, che non mette realmente mano ai sistemi, agli ingranaggi di controllo, è una pernacchia; nulla più che questo. Fondiamo diecimila nuovi partiti per affermare, idealmente, per diecimila volte, che non se ne può più, che non esistono più le mezze stagioni e che si stava meglio quando si stava peggio. Nel frattempo, il nucleo del potere è talmente incancrenito che chiunque vi si avvicini si sporca. Ciò che vedo, dall'altra parte dello schermo, è una specie di surreale edificio: l'ingresso centrale è ermeticamente chiuso e tutti salgono sui cornicioni gridando che è chiuso, Ciascuno, dal suo lato della strada, ottiene un po' di attenzione ma nessuno vuole davvero aprire, semplicemente, quella porta. Trovo insopportabilmente noioso, fra l'altro, questo provincialismo meschino: se ce lo dicono gli americani, i francesi, gli inglesi, siamo perfino felici di essere considerati marioli, inetti, incapaci. Quando gli americani ci impongono le loro guerre, morte al capitalismo delle multinazionali delle armi. Ora, è diventata gente seria. Siamo tornati, oltre che con le pezze ai pantaloni, alla macchietta delle barzellette: c'erano un francese, un russo, un americano e un italiano. E' assolutamente corretta la somma che l'algebra dà del debito e del danno, ed è drammaticamente vera la sottrazione di servizi, di diritti, di possibilità. Ma non ci hanno tolto qualcosa che avevamo. Ci hanno ulteriormente impedito di averla, a prezzi ragionevoli. Non mi piace che sembri un danno recente. Prima, c'era l'Eden e in 15 anni abbiamo divorato i suoi giardini e i suoi frutti? Io ricordo le file in corridoi d'ospedale zozzissimi, in cui non potevi protestare, perché tanto non ti sentiva nessuno. E mi ricordo anche di quando andavo alle sette del mattino a fare la fila negli uffici pubblici, del tutto inutili, in cui ti si chiedeva di timbrare, tornare indietro, scavalcare due pedine come nel gioco dell'oca. Non diciamo fesserie. Se premia dopo dare addosso al clientelare, perché non premia mai in campagna elettorale? 

Vi siete mai chiesti perché non si parla mai di ambiente, di gestione di risorse che se si dilapidano non le avremo più: l'aria, il mare, l'ossigeno? Vi siete chiesti perché non si parla seriamente di poteri legittimamente amministrativi e poteri etici, invalicabili, che non si devono demandare a uno qualunque? Vi siete chiesti perché uno eletto perché ha una famiglia numerosa può decidere se in un territorio saranno edificate case, stabilimenti balneari o centrali nucleari, come fosse questione di gusti? Ma se spariamo il mortaretto dei soldi sprecati, l'ideologia arriva come il fumo e il popolo è appagato.

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