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08-01-2011, 7:30 • Campobasso • Politica

Tiberio caput mundi e la Befana con le scarpe rosse

Primapaginamolise.it ha ricevuto una divertentissima filastrocca a firma di Maurizio Tiberio. Ci siamo scervellati a lungo, pur apprezzando la vena poetica, per capire di cosa parlasse. Parla di befane, di dascanizzazioni e di personalità doppie. Assodato che replicasse ad un editoriale scapricciatiello che parlava di migrazioni politiche da sinistra a destra e da destra a sinistra e via così, non abbiamo capito di quali befane 'campobbassane' parlasse. Unico indizio, scrive 'Campobbasso', per ironizzare sulla sua propensione ai raddoppi. Altri refusi li abbiamo corretti, perchè non ci sembravano 'a doppio senso', ma proprio refusi. 

La filastrocca 
Si dice che dalle parti di via Roma si aggiri da novembre 2010 una versione DASCANIZZATA di Befana.

Si dice che provenga dal centro storico di Campobbasso, regno di MAZZAMAURIELLO e che è sempre in cerca di un posto caldo, possibilmente  con un sole rosso...

Si dice che invece di portare regali, li riceva, da tutti i cittadini della nostra bella provincia che non sono, come la Befana dice, "medi", che con qualche centesimo ciascuno la "sovvenzionano" annualmente, perchè per fortuna sua "non badano a queste quisquilie "

Si dice che sia talmente vecchia  e stanca che per leggere  e scrivere si fa aiutare da due baldi giovani.

Si dice che veda talmente doppio che non si rende conto di quanto LEI  sia doppia .... in tutti i sensi.

Si dice che sia talmente vigliacca che non ha il coraggio di firmare le proprie letterine.

Ma qualcuno dice che non sia per vigliaccheria, in sè per sè,  che dimentica il proprio nome e cognome alla fine delle sue  letterine. E' che non può, proprio perchè doppia, firmare..... se no sai quanti guai.

Ce la farà la nostra BEFANA DASCANIZZATA a farsi "regalare" a novembre 2011 un'altra "sovvenzione" se poi, nel frattempo, è cambiato il PADRONE ?
Maurizio Tiberio



Ci piace, Maurizio Tiberio, che ha un cognome da Imperatore romano e un nome altrettanto nobile. E ci piace anche la vena poetica, prolifica come certi rivoli d'oro che si trovano, sempre grazie alla pazienza dei molisani, cercando cercando.  Meno, molto meno, ci piacciono gli avvertimenti. Quelli non sono mai nobili e hanno sempre il sapore aspro dell'intimidazione inutile. Non sappiamo di quali befane parli, visto che primapaginamolise.it ha una redazione tutta maschile. Perchè, semmai, ci troverà sempre qualche Babbo Natale benevolo, disposto, bontà sua, a dare risalto a piccole idee fugaci. L'abilità della scrittura di chi vi lavora rende immortale chiunque, imprime nella memoria ogni piccola azione e la rende visibile alla gente. Ecco perchè i grandi politici amano chi scrive sui giornali, anche quando ciò che scrive non è rassicurante. Nel tempo, lo hanno compreso anche i piccoli politici e ora sanno quanto valga quell'attimo di notorietà che altrimenti, chissà, non avrebbero mai. La differenza fra questi ultimi e i giornalisti è che chi scrive è un lavoratore e il 'posto caldo' se lo guadagna, non è un regalo. Si chiama: professionalità; e presume studio, conoscenza, disponibilità ad alzarsi tutte le mattine. Fanno, onestamente, come migliaia di brave persone che faticano per campare. I politici dovrebbero saperlo che chi lavora non è 'sovvenzionato'; è pagato il giusto. I sovvenzionati sono quelli che chiedono la fiducia degli elettori sulla base delle intenzioni, non su ciò che sanno fare. Ma questa è filosofia e stiamo andando fuori tema. Peraltro, non sappiamo con chi ce l'abbia e stiamo trasgredendo ad una regola ferrea dei lavoratori: stiamo perdendo tempo. Abbiamo deciso di rispondere prima di tutto perchè davvero ci è piaciuta la filastrocca. Noi intellettuali siamo sempre molto sensibili al talento letterario. Ma, altrettanto, ci ha allarmato una scivolata tremenda. Maurizio Tiberio pensa che 'i posti caldi' li concedano i PADRONI. Lo scrive tutto maiuscolo. A Primapaginamolise i padroni non piacciono e non piacciono neppure quelli a cui sembra ovvia questa disposizione degli spazi vitali e dei paletti che li separano. Vada dove vuole, scelga gli schieramenti che vuole, ma non si illuda mai di condividere con le brave persone che in Molise lavorano per vivere la sua visione del mondo. Se ammette che è sempre una faccenda di Padroni, siamo nei guai, ha ragione lui, nei guai seri. E allora, miei cari, tremate tremate, le Befane non se ne sono mai andate!
I Re Magi, 
la Befana, 
Babbo Natale, 
Gesù Bambino, 
il bue, 
l'asinello, 
le pecorelle, 
e persino Giuseppe e Maria

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