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01-01-2011, 11:39 • Campobasso • Cronaca

CANNATA, IL MAGNIFICUS ININTERRUPTUS E LA MALATTIA DEL SECOLO: PARENTOPOLI

Che "parentopoli" non fosse un semplice male di stagione, qui in Molise lo si sa da parecchio. Certo, in molti avrebbero auspicato qualche indagine epidemiologica più approfontita a fronte di un altissimo numero di contagiati che presentano - tra loro - molte assonanze. Il che rende, di fatto, il fenomeno assolutamente da studiare per fare fronte all'epidemia con una posologia adeguata. E invece il lavoro dei ricercatori si è dovuto fermare ancora.

Il Molise e soprattutto i molisani sono allergici a qualsivoglia tipo di vaccino.


"Parentopoli? Che colpa ne abbiamo se siamo tutti bravi?" disse illo tempore un parente ed affine del governatore Iorio a chi rimproverava al presidente della Regione di aver favorito i suoi numerosi familiari. Deve essere andata così anche all'Università del Molise dove, pare, ci sia stato un contagio oltre le aspettative.

Ma soffrire di parentopoli, del resto, non è poi così male. E' una malattia che, in regione, non fa rima con i viaggi della speranza né con i decessi prematuri. No, fa rima con bella vita, serenità economica, lunghe autostrade senza coda al casello e la possibilità di avanzare favori da migliaia e migliaia di persone. Il che non è poco.

La cattiveria di Natale questa volta l'ha servita L'Espresso su un piatto d'argento. E così finisce malissimo il sesto anno del Magnifico del Molise. Che non è una specie di tartufo né una varietà tipica di prodotto caseario locale.

E' Giovanni Cannata, Magnificus ininterruptus da sei anni ormai. Diciamola tutta. In tantissimi, davanti ad una tazzina di caffè presa magari nel bar più affollato della città, ne avranno sentite di tutti i colori sull'ateneo del Molise. Le voci di solito poi sono accompagnate da conferme.

Ma come sempre i giornalisti "di fuori" sono più pronti a sparare. Sì perché se in Molise "parli male", oltre alla querela ci rimetti pure l'eventualità che l'Università decida di pubblicizzare i propri eventi sul mass media "reo di lesa maestà" e così meglio evitare e assistere alla sparatoria da spettatore. Per fortuna che non è così per tutti...

Ad ogni modo la scoperta di fine anno, la "cipolla di Maradona" del 2010, è tutta in due paginette, dal titolo: "L'Università dei parenti, a firma di Riccardo Bocca. Sommario: una valanga di mogli, zii e cognati affollano gli uffici e una ragnatela di contratti esterni per i prof amici. Indagine sul singolare ateneo del Molise".

Il resto è un lungo elenco di nomi, il who's who di viale Manzoni. Si parte con il direttore amministrativo la cui moglie lavora in un ateneo, il cui fratello idem, il cui cugino idem, la cui moglie idem.. Insomma, assunzioni fino al quarto grado di parentela!!!!

E via di seguito. Altri nomi e altre storie. Tutte uguali, che si ripetono all'infinito al punto che nomi, cognomi e visi non hanno più importanza.

Del resto, qui in Molisandia, c'è qualcuno che in questo settore ha fatto scuola....

Anche i prof esterni finiscono alla gogna mediatica: l'attuale sindaco di Termoli, alcuni (di spicco) funzionari della Regione, magistrati in servizio presso il Tribunale di Campobasso, il presidente del Tar Molise, il direttore di una televisione vicina al centrodestra anche in via diretta di parentela e anche l'inventore di un movimento politico nato da una costola del presidente della Regione.

Di tutto di più. Per 1 milione 258mila euro nel 2007, 967mila nel 2008, 848mila nel 2009... La crisi evidentemente si è fatta sentire anche in via Manzoni....

Un piccolo appunto a Riccardo Bocca che ha dimenticato un caso eclatante: un senatore di centrodestra non molisano, anche lui prof dell'Ateneo prima dell'elezione a Palazzo Madama e non è dato sapere a quale titolo, silurato poi quando l'amicizia con il governatore (che da dieci anni è alla guida della Regione) svanì a colpi di inchieste giornalistiche. Insomma, prof ma solo fino a quando qualcuno ha voluto. Poi, kaput.

Naturalmente, con questa patologia, l'Ateneo non è che stia proprio messo bene. Lo dicono i numeri: 45esimo posto tra gli atenei virtuosi catalogati dall'Anvur, nono posto negli atenei con meno di 10 mila studenti. E i posti da scalare in classifica, in questo caso, erano solo nove...

Colpa o meriti del morbo scoppiato con così tanta virulenza da diventare indebellabile?

Miss B.

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