Se sono questi i futuri 'liberatori', stiamo bene così. Grazie.
Mobili all'aria, tappezzerie tagliate e una scritta sulla facciata del palazzo che ospita la sede dell'istituto di musica e arte di Larino: "Non vi preoccupate, tanto paga zio Michele". Il problema è che i novelli guastatori non sanno che non paga zio Michele, pagano i loro padri, le loro madri, le sorelle, i fratelli. Pagano i molisani e non solo mettendo mano alle tasche.
Pagano, e un conto salato, il disvalore aggiunto dell'imbecillità. Quella forma di criminale cretinaggine che induce a distruggere invece che a proteggere, a cancellare invece che creare. I larinesi non meritano questa rivoluzione finta che uccide e inibisce la possibilità vera di resistere e di affermare i loro diritti. E' già la seconda volta che con la scusa della pernacchia al potere ci si accanisce contro la povera storia e le povere mura di Larino. Le povere, belle mura di una città magnificamente antica e docilmente forte, nobile e pigra ma impenetrabile. Eppure, chissà perchè, l'unico pensiero che sa esprimere, oltre le sue mura alte, è un 'non pensiero'. Non l'ha uccisa il terremoto, non la ucciderebbero i cattivi politici. Ci riusciranno, pare, i cretini anonimi che non sapendo far nulla, distruggono ciò che hanno fatto, molti secoli fa, quelli che invece sapevano fare.
Povera Larino, sconfitta non dai padroni estranei ma dagli inermi che ha allevato, inconsapevolmente, sperando che la aiutassero a risollevarsi. E invece la devastano, sputando sulle sue pareti vecchie e orgogliose e sulla voce fioca di una storia che avrebbe meritato migliori guerrieri.
caterina sottile