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05-12-2010, 13:13 • Campobasso • Cronaca

Il corriere della sera, il vicerè, i colleghi distratti e il boomerang

1861-2011, un periodo tutto sommato non molto ampio (se rapportato a quanto effettivamente accaduto) quello preso in considerazione da due penne eccelse del giornalismo italiano. I precusorsi della stagione delle inchieste giornalistiche sugli sprechi e le magagne dell'Italia di oggi, Gian Antonio Stella, Sergio Rizzo e uno storico, Christopher Duggam, hanno dedicato 3 pagine al Molise del vicerè Michele Iorio sul prestigioso Corsera in edicola ieri. Da Vincenzo Cuoco e Lepoldo Pilla passando per la storia del post unità d'Italia a quella del futuro mai realizzato del Molise.

Regione quasi inutile. E soprattutto costosissima. Ecco la considerazione finale.


Non era così allora, nel 1861, quando c'erano solo grezzi contadini e qualche giovane illuminato, un modo antico di coltivare la terra e nemmeno una strada degna di questo nome, un isolamento difficile da sanare (e in effetti...) e poca possibilità di emergere.

Adesso è cambiata solo una cosa, stando alla lettura del servizio giornalistico pubblicato ieri sul Corriere della Sera. I trasferimenti statali, i soldi che arrivano da Roma. sono aumentati a dismisura e sono il vero cancro di una regione che non riesce ad emergere.

Che non ha servizi, che è isolata sotto il profilo infrastrutturale, che vede diminuire notevolemente la possibilità di un impiego visto che fino ad oggi si è preferito alimentare la macchina della burocrazia con un numero di dipendenti regionali che sfiora le 900 unità (fate il raffronto con la Lombardia,,,) che non ha un'idea di futuro, soprattutto.

Però i soldi arrivano e dove finiscono? Nelle mani del vicerè Michele Iorio che li usa come meglio crede.

E la notizia dov'è?

Mi scusino i due eccellenti giornalisti che non oso nemmeno immaginare di poter chiamare colleghi, ma è una minestra riscaldata.

Nulla di nuovo sotto il sole. Fritto e rifritto.

Patate, navi, api, automobili, profumi, parenti, miss italia, sedi all'estero e comuni furbetti.

Fatti noti, notissimi che hanno fatto la storia di un quotidiano locale "morto e sepolto" nel giugno scorso ma che per questi stessi articoli (anzi, forse anche qualche notizia in più) è stato a lungo bersaglio di accuse e querele. Oggi, a distanza di 6 anni di inchieste, quegli stessi fatti riemergono dall'anonomiato del Molise e balzano sui quotidiani storici italiani ma hanno un triste effetto boomerang.

Michele Iorio da vicerè si trasforma in vittima sacrificale.

Una vittima di quei giornali e dei giornalisti che così, ogni tanto, si svegliano dal torpore e riprendono articoli già pubblicati da altri (che nemmno citano mai), li riassemblano e buttano giù un'inchiestina. Senza un motivo vero, senza un perché. Inchieste-fotocopia che passano da un quotidiano all'altro, finiscono su un settimanale di pregio e tornano sui quotidiani regionali. E il giro, dopo qualche settimana, ricomincia.

Ma senza una novità, senza una notizia nuova degna di questo nome.

Occorrerà attrezzarsi per venire incontro alle esigenze di scoop dei colleghi...

P.S.: molto interessanti la parte storica e il contributo di Duggan su Civitacampomarano, l'approfondimento di Rastelli su emigrazione e caos orografico e il preliminare storico sul quale Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella hanno radicato l'inchiesta.

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