di Caterina Sottile
Mio Dio, mio Dio, perchè mi hai abbandonato?
Un Venerdì Santo di un Lunedì qualunque, alle 3,32.
Dai, vado, ci vediamo a Pasqua!
Danilo, Elvio, Vittorio, Michele.
Il Molise ha mandato alla guerra quattro ragazzi. Li ha persi, sotto i bombardamenti di un terremoto cattivo ma non quanto gli errori, i ritardi, le negligenze, l'inesperienza, la superficialità. I nuovi peccati mortali non sono mortali per chi li commette ma uccidono gli innocenti; nessun inferno dopo la vita.
Ma intanto, dopo i 27 bambini della scuola che non li ha protetti, 4 giovani studenti, lavoratori. Quattro speranze partite dal Molise per non andare altrove, spente in un Venerdì Santo capitato un Lunedì qualsiasi.
Cosa diremmo alle loro madri? Cosa si può dire ad una mater dolorosa che non ha potuto scoperchiare il sepolcro del suo figlio morto a 25 anni, poco più, poco meno? In quale Resurrezione crederanno i padri condannati a sopravvivere ai figli?
Studiavano per diventare adulti e la morte li ha colti mentre imparavano a vivere. Non ci sono più, giovani energie, intelligenze, speranze di fare, di costruire, di cambiare; ma non allentiamo l'abbraccio.
Non respingiamola questa Croce che non meritavamo. Non pensino Vittorio, Elvio, Michele, Danilo che ci siamo stancati di scavare.
Continueremo, ogni giorno, per tutti gli anni che verranno, perchè sentano che li portiamo a spalla, senza fermarci, fino al futuro che volevano.
Li porteremo noi, resistendo alla tentazione di fermarci. Non lasciamoli lì sotto, su quella croce affondata nelle pietre e nelle macerie.
Rialziamoci noi, perchè sia Pasqua per loro.