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10-09-2010, 12:47 • Campobasso • Politica

Sanità, ultima chiamata

Una perdita stimata intorno ai 70 milioni di euro. E questa la ‘falla' aperta nel solo 2010 in ambito sanitario. Una previsione, sia chiaro. Il che potrebbe voler dire che il conto, assolutamente in rosso, potrebbe essere ancor più salato. Ma questo, al momento, è solo uno dei tanti problemi della Sanità molisana. Entro il 30 settembre dovranno essere chiarite alcune cose. Perché quella data rappresenta l'ultima chiamata per il presidente/commissario ad acta Michele Iorio. Due le strade: o si procede così come ha stabilito il Governo oppure sarà proprio il premier a nominare un altro commissario a fronte del fallimento della politica risanatoria messa in atto dal presidente. La Regione Molise, entro la fine del mese, dovrà adottare alcuni atti di importanza fondamentale. Primo fra tutti dovrà attivare i contratti con il Neuromed e la Cattolica per importi e valori inferiori a quelli pattuiti fino ad oggi. Il risparmio - per raggiungere il quale il sub commissario Isabella Mastrbuono ha già bloccato le assunzioni e i turn over - dovrà viaggiare anche sul fronte della sanità privata. Ma questo diktat arriva proprio dal Consiglio del Ministri che, il 4 agosto scorso, ha dato un ulteriore aiutino a Michele Iorio facendo slittare l'adozione di questi atti significativi al 30 settembre. Se i contratti con i due centri di eccellenza privati non dovessero essere stipulati, allora scatterà - quasi di forza - la sospensione degli accreditamenti. Al momento i contratti non sono stati firmati e come detto il loro valore dovrà essere sensibilmente inferiore: nella fattispecie, per la Cattolica che ha prodotto circa 46 milioni (tra drg e specialistica) la Regione è disposta (eufemisticamente parlando, sia chiaro) a sborsare 34 milioni di euro, per il Neuromed (che ha prodotto 34 milioni), invece, l'offerta è quantificabile intorno ai 28. Cifre che hanno margini di contrattazione, sì ma in maniera minima. I contratti - pare di capire - dovranno essere tali da consentire di raggiungere quell'equilibrio di bilancio finale che il Governo chiede alla Regione Molise. Difficile recuperare 70 milioni di euro, questo è un dato di fatto. Anche volendo aumentare ancor di più l'imposizione fiscale, i ticket... difficilissimo. Il Consiglio dei Ministri, nella famigerata seduta del 4 agosto scorso quando paventò l'ipotesi di sostituire Michele Iorio in qualità di commissario ad acta, ha di fatto rinviato questo momento difficile. Ma ormai i tempi stringono e i nodi stanno arrivando clamorosamente al pettine. Tutte le disfunzioni evidenziate in questi anni dalle cifre catastrofiche della voragine Sanità adesso campeggiano nella quotidianità dei malati cronici, di chi ha bisogno di un medico, di un ospedale. E' come se Berlusconi avesse detto: carissimo presidente Iorio, o fai così oppure ti sostituirò perché non hai raggiunto l'obiettivo. E ci sarà qualcuno che lo farà al posto tuo. Un nuovo commissario, nominato dal Governo. Adottare questi atti, relativi alla Sanità privata, non sarà indolore. Cresce il malcontento, la paura di perdere il lavoro, di consegnare alla storia la fine dei viaggi della speranza. Ma di pari passo cresce il debito. E quello registrato dall'Asrem evidenzia - come detto qualche giorno fa da quella parte della maggioranza che ha preso le distanze da Iorio e cioè l'Adc - che la parola risparmio non piace. Anche perché, come troppo spesso accade, risparmiare significa non assumere. E questo a sua volta significa perdere consenso. L'ultima chiamata si avvicina, la mobilitazione è ormai una macchina che è già partita. Il 13 a Venafro e il 14 a Campobasso le manifestazioni di dissenso relativamente alle scelte di ridimensionare gli ospedali, i servizi. Il Governo chiede al Molise di anticipare i tempi della riorganizzazione. Intanto, il commissario ad acta dovrà provvedere a chiudere la partita con Cattolica e Neuromed entro la fine del mese. E se i contratti non saranno firmati, gli accreditamenti salteranno. Ma questa ‘soluzione finale' è figlia di una Sanità che in Molise ha una offerta sovrastimata rispetto alle sue necessità. Un esempio: il Molise dovrebbe avere un numero di sanitari per la Guardia Medica paria a 100 unità. Ce ne sono 200. Perché?

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