24-05-2010, 22:39 • Campobasso • SIGNORE E SIGNORI, BUONANOTTE!
Iorio e Tremonti: i conti della Sanità e gli sconti dell'opposizione

di Caterina Sottile
Potranno i barbari più di quanto poterono i Barberini?
Una disamina roboante, di quelle che mentre leggi ti copri le orecchie, perché senti quasi il rumore del tuono. Massimo Romano si è scatenato ed ha snocciolato le cifre del debito della sanità, buttando le ‘cogne', diremmo noi molisani, sulla faccia della classe dirigente locale.
I conti, il Governo regionale, li ha fatti benissimo ed ha aspettato che ci convincessimo ad arrenderci all'evidenza. Ma aspetta e aspetta, di campagna elettorale in campagna elettorale, Michele Iorio e i suoi compagni di avventura hanno finto di non capire. E sugli ‘indiani del Molise' è arrivato di galoppo il generale Custer dei ragionieri di Stato. Il soldato Blu, (per via della penna blu) ha chiuso la partita dei tentennamenti e rien ne va plus.
Io, in rappresentanza dei molisani, ho due problemi seri: le malattie dei poveri hanno bisogno di buon senso, almeno quanto ne abbiano di buoni medici. Il secondo problema è più ideologico: credevo che il mio avversario politico fosse Michele Iorio, con la sua democristiana irriducibilità. Ma le opposizioni, anche quando dicono cose vere e verificabili, finiscono per scivolare in qualche imperfezione. Mi inducono, ogni volta, a provare un po' di amichevole comprensione per il nemico democristiano. Proprio come succede a Silvio Berlusconi. Ha commesso errori enormi ma la sua opposizione finisce sempre per farlo sembrare un po' più buono di come realmente è.
Cosa manca nel bilancio stilato da Massimo Romano, in cui spiccano i nomi di Iorio, Vitagliano, Di Giacomo come sodali e rappresentati di Berlusconi e del PdL? Mancano altri due nomi del PdL sannita: Patriciello e Ciarrapico, per esempio. C'entrano con la Sanità anche loro e il riordino potrebbe aiutarli più di quanto abbia fatto il disordine di Iorio.
I conti, il Governo regionale, li ha fatti benissimo ed ha aspettato che ci convincessimo ad arrenderci all'evidenza. Ma aspetta e aspetta, di campagna elettorale in campagna elettorale, Michele Iorio e i suoi compagni di avventura hanno finto di non capire. E sugli ‘indiani del Molise' è arrivato di galoppo il generale Custer dei ragionieri di Stato. Il soldato Blu, (per via della penna blu) ha chiuso la partita dei tentennamenti e rien ne va plus.
Io, in rappresentanza dei molisani, ho due problemi seri: le malattie dei poveri hanno bisogno di buon senso, almeno quanto ne abbiano di buoni medici. Il secondo problema è più ideologico: credevo che il mio avversario politico fosse Michele Iorio, con la sua democristiana irriducibilità. Ma le opposizioni, anche quando dicono cose vere e verificabili, finiscono per scivolare in qualche imperfezione. Mi inducono, ogni volta, a provare un po' di amichevole comprensione per il nemico democristiano. Proprio come succede a Silvio Berlusconi. Ha commesso errori enormi ma la sua opposizione finisce sempre per farlo sembrare un po' più buono di come realmente è.
Cosa manca nel bilancio stilato da Massimo Romano, in cui spiccano i nomi di Iorio, Vitagliano, Di Giacomo come sodali e rappresentati di Berlusconi e del PdL? Mancano altri due nomi del PdL sannita: Patriciello e Ciarrapico, per esempio. C'entrano con la Sanità anche loro e il riordino potrebbe aiutarli più di quanto abbia fatto il disordine di Iorio.
Romano elenca i ‘fatti', e li mette in colonna spiegando come siano stati sperperati i soldi ‘in più' che il Governo ci aveva concesso per rimediare ai danni della cattiva gestione della Sanità. Ma non sono bastati. Gli spreconi molisani hanno continuato ad utilizzare soldi impropriamente ed hanno lasciato che il debito lievitasse, fino allo stop definitivo. Ora il Governatore del Molise prova ad impietosire Tremonti con la solita scusa delle specificità, del territorio svantaggiato e delle vie di comunicazione arretrate. Certo, i fondi Fas si dovrebbero utilizzare proprio per risolvere, una volta per tutte, quei problemi. Scrive Romano: "Grazie alle clientele, ai doppi reparti, ai doppi primariati, alle unità operative inutili talvolta con un solo posto letto, insomma grazie a Michele Iorio, ininterrottamente al Governo della Regione da quasi quindici anni, con ampie parentesi di gestione diretta della sanità vuoi come assessore regionale vuoi come Presidente con delega ad interim, vuoi oggi come Commissario ad acta, i molisani oggi già pagano le tasse regionali più alte d'Italia." Dice una cosa vera.
La dice, prima di lui, anche Ignazio Marino su l'Unità: "Due miliardi di euro per colmare la voragine del debito di una sanità inefficiente in Calabria, Campania, Lazio e Molise. ...Ammettiamo, in teoria, che i fondi FAS siano utilizzati per colmare, almeno in parte, il crescente divario nei servizi sanitari e per fare in modo che i cittadini del Sud possano sperare nella stessa qualità delle cure, e quindi nello stesso diritto alla salute, di un cittadino emiliano o toscano, ma è intelligente farlo senza garanzie? Come si può pensare di riversare un miliardo di euro in una regione come la Calabria dove non si riescono a chiudere, a causa delle resistenze di piccoli cacicchi locali, decine di minuscoli ospedali inutili e anzi pericolosi per i pazienti? O dove si registrano record negativi come la più alta percentuale di tagli cesarei del mondo e contemporaneamente il maggiore livello di mortalità infantile d'Italia? Siamo sicuri che la sanità della Campania o del Lazio migliorerà con il versamento di mezzo miliardo di euro ciascuno, prima ancora che i nuovi governatori abbiano detto come riformeranno il servizio sanitario? Sarebbe davvero scellerato indirizzare somme tanto ingenti senza vedere i primi risultati concreti di un piano di risanamento economico e strutturale, senza sapere se i nuovi direttori generali di ASL e ospedali saranno selezionati in base alle loro capacità manageriali e ai risultati ottenuti, oppure per le loro amicizie politiche o parentele. E sarebbe ancora più sbagliato correre il rischio di sperperare risorse che potrebbero invece servire per strade, reti ferroviarie, energie rinnovabili, servizi pubblici e turistici, tentando il rilancio di settori non più competitivi con altri paesi del Mediterraneo". Marino, queste cose le dice dal 2008, e pone un problema incontestabile: la sanità funziona peggio dove costa di più.
Il Molise, però, non ha torto se cerca di preservare ciò che ha avuto solo da qualche decennio: gli ospedali puliti, organizzati, concepiti come servizi e non come ‘regali' li avevamo visti a Milano o a Torino, a San Giovanni Rotondo. E di viaggi ne abbiamo fatti tantissimi. Se avevamo il cancro, fino a dieci anni fa, andavamo via. La questione è stata sollevata anche per il Registro tumori: le emigrazioni di malati impedivano uno studio epidemiologico perché disperdevano i dati necessari. Oggi siamo in grado di subire interventi impegnativi anche in regione. Possiamo fare la chemioterapia, la radioterapia a pochi metri da casa.
Persino a Larino, nell'Ospedale considerato più ‘inutile' tra quelli da tagliare, c'è un reparto di Chirurgia penalizzato dalla mancanza di un posto tecnico di rianimazione e in cui si può affrontare un intervento in laparoscopia e tornare a casa in due giorni. E si può fare ‘anche' perché il lavoro dei medici è coordinato a quello di buoni infermieri. Questo ci è costato troppo, a quanto pare. Ma se economicamente ci è vietato, o lo sarà a breve, moralmente rappresenta un dubbio pesante. Le opposizioni dovrebbero discutere un po' di più sul come organizzare la sanità e salvare ciò che ci serve. Utilizzare come leva politica una questione che impone discernimento significa amalgamare 'i fatti' perché si montino come panna. Marino dice che con i Fas potremmo costruire strade e ponti e io, molto populisticamente, dico che se posso curarmi il cancro, o anche solo l'appendicite, senza dover attraversare autostrade e ponti, sono contenta lo stesso. Le imprese non ce la faranno a pagare lo scotto della cattiva gestione della Sanità ma nessuno dall'opposizione osa rispondere ad una domanda semplice: chi funziona e chi no, chi ci serve e chi no? E se i 'conti' dei nomi non li fa l'opposizione, figuriamoci la Maggioranza.
Se chiudiamo un reparto di chirurgia che utilizza correttamente il day hospital pre-operatorio e rimanda i pazienti a casa in due giorni ma dilatiamo i reparti ‘parcheggio', sulla carta avremmo garantito un servizio, nei fatti avremmo accentuato lo spreco. In Lombardia dovranno intitolarci almeno una stradina: "Via del virtuosismo, con il contributo dei molisani"
E poi c'è un aspetto più sottilmente politico. La denuncia di Massimo Romano è dirompente e blandisce i nomi eccellenti del PdL che ora ‘fingono' di opporsi al loro stesso partito di Governo. Di quel PdL fanno parte anche due grandi esponenti locali, entrambi notoriamente interessati alla Sanità. Smobilitare il microscopico sistema sanitario regionale pubblico significa, per forza, attrarre lo sguardo dei privati. Peraltro, è facile franare nel ‘sistema misto incontrollato', come già succede proprio dove gli ospedali pubblici funzionano male.
Se Michele Iorio sta resistendo a questo rischio, forse non sbaglia del tutto, indipendentemente dalla sua buona o cattiva fede.
La dice, prima di lui, anche Ignazio Marino su l'Unità: "Due miliardi di euro per colmare la voragine del debito di una sanità inefficiente in Calabria, Campania, Lazio e Molise. ...Ammettiamo, in teoria, che i fondi FAS siano utilizzati per colmare, almeno in parte, il crescente divario nei servizi sanitari e per fare in modo che i cittadini del Sud possano sperare nella stessa qualità delle cure, e quindi nello stesso diritto alla salute, di un cittadino emiliano o toscano, ma è intelligente farlo senza garanzie? Come si può pensare di riversare un miliardo di euro in una regione come la Calabria dove non si riescono a chiudere, a causa delle resistenze di piccoli cacicchi locali, decine di minuscoli ospedali inutili e anzi pericolosi per i pazienti? O dove si registrano record negativi come la più alta percentuale di tagli cesarei del mondo e contemporaneamente il maggiore livello di mortalità infantile d'Italia? Siamo sicuri che la sanità della Campania o del Lazio migliorerà con il versamento di mezzo miliardo di euro ciascuno, prima ancora che i nuovi governatori abbiano detto come riformeranno il servizio sanitario? Sarebbe davvero scellerato indirizzare somme tanto ingenti senza vedere i primi risultati concreti di un piano di risanamento economico e strutturale, senza sapere se i nuovi direttori generali di ASL e ospedali saranno selezionati in base alle loro capacità manageriali e ai risultati ottenuti, oppure per le loro amicizie politiche o parentele. E sarebbe ancora più sbagliato correre il rischio di sperperare risorse che potrebbero invece servire per strade, reti ferroviarie, energie rinnovabili, servizi pubblici e turistici, tentando il rilancio di settori non più competitivi con altri paesi del Mediterraneo". Marino, queste cose le dice dal 2008, e pone un problema incontestabile: la sanità funziona peggio dove costa di più.
Il Molise, però, non ha torto se cerca di preservare ciò che ha avuto solo da qualche decennio: gli ospedali puliti, organizzati, concepiti come servizi e non come ‘regali' li avevamo visti a Milano o a Torino, a San Giovanni Rotondo. E di viaggi ne abbiamo fatti tantissimi. Se avevamo il cancro, fino a dieci anni fa, andavamo via. La questione è stata sollevata anche per il Registro tumori: le emigrazioni di malati impedivano uno studio epidemiologico perché disperdevano i dati necessari. Oggi siamo in grado di subire interventi impegnativi anche in regione. Possiamo fare la chemioterapia, la radioterapia a pochi metri da casa.
Persino a Larino, nell'Ospedale considerato più ‘inutile' tra quelli da tagliare, c'è un reparto di Chirurgia penalizzato dalla mancanza di un posto tecnico di rianimazione e in cui si può affrontare un intervento in laparoscopia e tornare a casa in due giorni. E si può fare ‘anche' perché il lavoro dei medici è coordinato a quello di buoni infermieri. Questo ci è costato troppo, a quanto pare. Ma se economicamente ci è vietato, o lo sarà a breve, moralmente rappresenta un dubbio pesante. Le opposizioni dovrebbero discutere un po' di più sul come organizzare la sanità e salvare ciò che ci serve. Utilizzare come leva politica una questione che impone discernimento significa amalgamare 'i fatti' perché si montino come panna. Marino dice che con i Fas potremmo costruire strade e ponti e io, molto populisticamente, dico che se posso curarmi il cancro, o anche solo l'appendicite, senza dover attraversare autostrade e ponti, sono contenta lo stesso. Le imprese non ce la faranno a pagare lo scotto della cattiva gestione della Sanità ma nessuno dall'opposizione osa rispondere ad una domanda semplice: chi funziona e chi no, chi ci serve e chi no? E se i 'conti' dei nomi non li fa l'opposizione, figuriamoci la Maggioranza.
Se chiudiamo un reparto di chirurgia che utilizza correttamente il day hospital pre-operatorio e rimanda i pazienti a casa in due giorni ma dilatiamo i reparti ‘parcheggio', sulla carta avremmo garantito un servizio, nei fatti avremmo accentuato lo spreco. In Lombardia dovranno intitolarci almeno una stradina: "Via del virtuosismo, con il contributo dei molisani"
E poi c'è un aspetto più sottilmente politico. La denuncia di Massimo Romano è dirompente e blandisce i nomi eccellenti del PdL che ora ‘fingono' di opporsi al loro stesso partito di Governo. Di quel PdL fanno parte anche due grandi esponenti locali, entrambi notoriamente interessati alla Sanità. Smobilitare il microscopico sistema sanitario regionale pubblico significa, per forza, attrarre lo sguardo dei privati. Peraltro, è facile franare nel ‘sistema misto incontrollato', come già succede proprio dove gli ospedali pubblici funzionano male.
Se Michele Iorio sta resistendo a questo rischio, forse non sbaglia del tutto, indipendentemente dalla sua buona o cattiva fede.
L'articolo di Romano
Focus
I dieci comandamenti di Domenico Iannacone, torna in tv con un programma tutto suo
Il giornalista molisano racconta la sua nuova trasmissione che parte il 13 maggio su Rai Tre. «Abbiamo percorso una strada nuova facendo una inchiesta morale, una cosa che in Italia non si faceva da tempo». E ci sarà anche una storia girata a Campobasso.
Segui PPM anche su facebook!
Approfondimenti
Personaggi/4 Di Rocco, di professione Boh!
di nicola dell'omo
Eccolo qua, eccone un altro di personaggio che dimostra quanto poco gliene freghi delle regole.
Antonio Di Rocco, di professione Boh !
Leggi anche:
• Personaggi/3 Votereste per quest'uomo ?
• Personaggi/2. Vitagliano, la "particella di Dio"
• Personaggi/1. Totaro, un ircocervo della politica molisana
Curiosità
Photogallery
Trenta d'Aprile
(2 foto)
Mediateca
Servizi





