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08-04-2010, 21:28 • Termoli • Politica

Ho visto un Re

La Legge fondamentale dello Stato ci ricorda che l'esercizio del diritto di voto costituisce "l'adempimento di un dovere civico", non già un obbligo.
Lo diciamo a beneficio di quella categoria che, resa sovrana dal sistema democratico, forse troppo spesso si nasconde dietro al paravento della politica e dei suoi modi poco ortodossi, soprattutto quando si tratta di raccogliere voti.
Troppo spesso, infatti, la politica disposta a tutto in nome del consenso viene gettata in pasto all'opinione pubblica come responsabile di un voto condizionato, di un compromesso che giustifica il voto come valore da pesare sulla stadera della mera convenienza personale, sia per il politico che per il cittadino elettore.
Proviamo un momento a rovesciare il discorso e chiederci: ma se la politica, o chi si appresta a farne parte attiva, potesse evitare questi compromessi, non ne trarrebbe giovamento in termini di autonomia e credibilità? E ancora, se l'ottenimento del voto non fosse annodato al condizionamento che in molti casi pone l'elettore, il politico non sarebbe più responsabile del suo vero operato, ossia quello verso il conseguimento del bene comune ?
Purtroppo la politica ci ha abituato a frasi terribili, come quella che in campagna elettorale tutto è concesso.
E allora fioccano le promesse di posti di lavoro, curriculum che vanno e vengono, candidature che vengono subordinate a incarichi o elargizioni di varia natura.
Già, non stiamo dicendo nulla di straordinario; ci siamo abituati, per l'appunto.
Ma da dove nasce tutto questo? Non nasce forse dal corpo elettorale, quella massa indistinta che si nasconde dietro un'altra grande espressione, "il popolo è sovrano" svenduta sul mercato della politica mercificata?
Forse non sono proprio tutte della classe politica attuale le colpe. Le sue vere colpe, semmai, sono quelle di essere classe politica, ma non classe dirigente, capace, cioè, della buona e competente amministrazione.
Anche solo per il fatto che la colpa non stia tutta da una parte, dunque, l'elettorato molisano al voto a Termoli nel week end ma poi alla provincia di Campobasso e alla regione s'interroghi seriamente nella propria coscienza individuale. Il voto è dovere civico, dovere di contribuire alla crescita della comunità, tutta insieme, che lasceremo ai nostri figli ma anche a quelli di un vicino, di un amico, di un parente, che se avranno la stessa nostra coscienza contribuiranno alla crescita della società in cui viviamo. E forse il lavoro arriverà per meriti che potranno acquisirsi, e la politica avrà persone serie e coscienziose. E' un processo lungo, ma è questo, e solo questo, quello che può veramente fregiarsi dell'appellativo Democratico.
Buon voto.
 

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