30-03-2010, 6:08 • Termoli • SIGNORE E SIGNORI, BUONANOTTE!
TERMOLI 2010/ Dei delitti e delle pene
Basso, è meglio che riprenda fiato e riorganizzi le idee e le energie. Non ha nulla da rimproverarsi. Ha mancato il bersaglio del 50%+1, giusto quel tanto che basta per discutere di delitti e di pene. Il delitto del centro destra termolese è l'orgoglio di potersi contare, di rimettere tutti sullo stesso piano. Nessuno sconto ai nomi prestigiosi, alle nostalgie. Bisognava dimostrare quanto e se.
Ed è per questo che Remo Di Giandomenico ha dovuto aprire la sua valigia chiusa e mostrare alla dogana delle elezioni cosa c'era dentro. Ha portato 3 227 voti, il 15,04%. Fuori da Termoli sembra una cifra enorme per chi non sembrava neppure possibile si sarebbe candidato davvero. A Termoli, via via che Marzo asciugava la sabbia dall'umidità invernale, ci si è sorpresi che non abbia ottenuto un consenso più alto.
Tanto che Gianfranco Vitagliano, perfidamente, si affretta a dargli tutta la colpa del ballottaggio. Sia chiaro, in pratica, che vincere o perdere è solo una faccenda interna al centro destra e se la possono risolvere da soli. Il ‘disturbatore' Di Giandomenico è l'incognita, certo, ma dentro il muro di cinta della maggioranza regionale. Iorio è più sornione, poco sensibile alle mitizzazioni. Non ha alcuna intenzione di aprire l'accesso all'ex onorevole, ex sindaco, ex capo democristiano ed entro Mercoledì riunirà tutte le liste, ma solo per decidere di non trattare. Contro Monaco, Di Brino dovrà vincere da solo e le ‘primarie' del centro destra gli danno ragione.
Remo Di Giandomenico ha fatto qualcosa di pericoloso, malgrado non si senta vincitore di nulla: gli sono bastate solo due liste per mettere in discussione il bipolarismo e dimostrare che il centralismo è democratico, così tanto che chiunque abbia una valigia può starci.
Ma Remo, da parte sua, non è sereno e non sottovaluta che invece, fuori, è accaduto qualcosa in più. Monaco è il centro sinistra e la sua forza ha il marchio anche di Vincenzo Greco e dell'IdV. Rappresenta quell'alternativa, oggettivamente storica per Termoli, ma anche ‘la pena', il pentimento dagli errori commessi ed il riscatto attraverso l'estromesso Filippo, oggi capo indiscutibile della cordata, diventata ‘coalizione' e alternativa di sinistra, senza se e senza ma; lo è con le scuse ideali della maggioranza da cui si dimise, senza mai rinunciare a farne parte politicamente.
La legge elettorale però costringe ancora alle aggregazioni e di fatto, da una parte c'è la sinistra della tradizione rispolverata e inamidata da Antonio Di Pietro e Astore; dall'altra la dc di governo, quella che non può permettersi sentimentalismi e ideologismi e deve confrontarsi con gli elettori sulla base di ciò che ha fatto, non di ciò che vorrebbe che altri facessero. Gli esperimenti politici partono sempre dal Molise: a Termoli è stata selezionata una classe dirigente forte. Non è nuova ma è decisamente ‘rianimata'.
Caterina Sottile
TERMOLI, niente apparentamenti per il ballottaggio: i duri vanno soli alla meta dell'11 Aprile Sex in the city..a base di calamaretti
Il giornalista molisano racconta la sua nuova trasmissione che parte il 13 maggio su Rai Tre. «Abbiamo percorso una strada nuova facendo una inchiesta morale, una cosa che in Italia non si faceva da tempo». E ci sarà anche una storia girata a Campobasso.