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11-10-2009, 0:30 • SIGNORE E SIGNORI, BUONANOTTE!

Libro-inchiesta:'Il Regno del Molise' Alla lotteria dei fondi pubblici Iorio vince 'facile'

Il libro di Vinicio D'Ambrosio

di Caterina Sottile

Il 3 Dicembre 2008, Sergio Rizzo, dal blog del Corriere della Sera, ‘La deriva', annunciò la pubblicazione del libro di Vinicio D'Ambrosio: "Il Regno del Molise" in una inchiesta che scoperchiò il pentolone del terremoto molisano. Conosciamo la storia e non abbiamo ancora metabolizzato le cifre, indigeste, di un dramma costato 670 milioni di euro, di cui 454 pubblici, cioè dei contribuenti. L'accusa al Governatore/Commissario straordinario  Michele Iorio è che il cratere è stato allargato a dismisura e attraverso i finanziamenti previsti dall'art.15 sono state finanziate, con la scusa della ricostruzione, patate turchesche e parchi del sorriso. Fantasiose idee imprenditoriali concepite non sui luoghi del dolore e dei crolli ma anche a molti kilometri di distanza. 

Il libro di Vinicio D'Ambrosio, ex presidente di Confcooperative: 'Il regno del Molise',  è ora in tutte le librerie. Un archivio straordinario in cui ‘la città distratta' mostra tutta l'italianità degenere di quella periferia costosa ed immobile che è il Molise: giornali, televisioni, consulenti, assunzioni, assessorati nel regno in cui il sole del denaro pubblico non tramonta mai. I conti minuziosi servono a spiegare con quanta facilità la Politica muove tutto, consente tutto, passa su tutto. Nella disattenzione generale, toglie molto più di quanto conceda. In cambio di finanziamenti regionali a pioggia, lo Stato centrale decide di tagliare i fondi della Sanità, della Scuola.  Ma non ce ne siamo accorti. D'Ambrosio attinge a piene mani alle inchieste di Nuovo Oggi Molise, nella fase in cui il quotidiano ha cominciato a ‘remare contro' il Governatore.  Ad Antonello Caporale, giornalista di Repubblica, riguardo alle inchieste di Nuovo oggi Molise sull'era aurea di Iorio, qualcuno ha scritto: "Milioni di euro bruciati, soldi triturati nell'idea che la vita è solo un grande movimento terra: fabbrica di bretelle stradali, case e palazzi e capannoni e piazze, cemento armato ovunque, contributi a fondo perduto per ogni fantasia possibile.  Un fiorire di iniziative mai assolutamente necessarie né compiutamente ragionevoli.  L'idea fondativa sottende una tesi molto in voga nell'Italietta che conta: spendo, dunque sono. Adesso la nuova mossa, anch'essa innovativa nel genere. Bavaglio al nemico. (Nuovo oggi Molise, ndr).. Ora e per sempre". (Segnala una storia a: a. caporale ,17 marzo 2009
 
Le stesse inchieste che rimbalzarono sulla cronaca nazionale, riprese da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella ne 'La Casta' . Rizzo, nel Dicembre 2008: "Per la «sperimentazione del ripopolamento della seppia» nelle acque del Molise, 250 mila euro. Per il monitoraggio dell' «apis mellifera ligustica», 90 mila euro. Poi 220 mila per la lirica, 450 mila per il museo naturalistico di Monte Vairano, 425 mila per un centro di equitazione, 100 mila per la patata turchesca di Pesche, 800 mila euro per sistemazione di «sentieri di ippovia e ippoterapia» e altre amenità del genere. Fino ai 144 mila euro destinati alla società milanese Mafea comunication srl «in qualità di concessionaria esclusiva per la gestione finanziaria del programma» televisivo «On the road da inserire sul palinsesto di Italia uno e avente ad oggetto il territorio della Regione Molise. Nel marzo del 2003, dopo il terremoto e l'alluvione che l'aveva seguito, con una ordinanza del premier Silvio Berlusconi Iorio venne nominato commissario con tutti i poteri. In quel provvedimento c'era però anche una norma, appunto l' articolo 15, che stabiliva «un programma pluriennale di interventi per la ripresa produttiva della Regione Molise." 

Tutto vero. Le polemiche che derivarono da questa eccellente e chirurgica analisi dei dati sono servite a puntare il dito sul Governatore, signore e padrone di un portafoglio miliardario (e non certo suo), da cui ha tratto monetine per i suoi amici o i suoi elettori. Ma il contentino della ‘patata turchesca', diventato slogan surreale del malcostume e dello spreco, non spiega affatto la realtà; la suggerisce, la tira per la giacca, ma non racconta cosa è accaduto in Molise. Un Governatore che ha esercitato un potere pericoloso e strabiliante, in un Paese democratico, ha però dovuto confrontarsi con sindaci, dirigenti, imprenditori, sindacati, associazioni ed ha deciso di agire tenendo conto di quelle ‘pressioni' o legittime attese, come preferite definirle. I sindaci che non ‘sono riusciti' a entrare nel Cratere, anche se i loro comuni hanno subito il terremoto solo di striscio, hanno pagato politicamente  'l'occasione mancata". Gli elettori, sempre descritti come 'mazziati', l'hanno considerato un ovvio rispetto delle regole, morali e amministrative, o come un fallimento? 

Il terremoto in Molise ha ucciso i bambini e il Processo alla scuola di San Giuliano di Puglia ha stabilito che quella scuola, al di là del terremoto, era stata costruita male. I sindaci, i comitati, le unioni, le associazioni di ogni colore e ogni schieramento, volevano rigore, magari a fronte di investimenti a lungo termine per tecniche edilizie innovative e per promuovere davvero  la cultura della sicurezza o hanno manifestato per la proroga della sospensione dei tributi?  Emblematico il duplice fronte del sindaco di Ururi che scioperò per chiedere la proroga della sospensione dei tributi e contemporaneamente, da solo, per chiedere un aiuto straordinario a Iorio, dato che le casse del suo comune erano rimaste quasi vuote, proprio a causa della sospensione degli oneri. Non è facile essere Michele Iorio, ammettiamolo! Ma il peronismo, almeno, diffonde ottimismo.  Intanto, rimangono ancora case da ristrutturare. Finiti i soldi dell'emergenza, la ricostruzione ‘pesante', fuori dal cratere, è solo sulla carta. Un nuovo terremoto, in pratica, potrebbe azzerare gli investimenti fatti fino ad oggi. 

E i fondi dove li dovremmo prendere se non dalle aziende, dai contribuenti, da chi lavorando, e solo lavorando, è in grado di pagare ospedali, ricostruzione, istruzione. La patata turchesca è un'idea che qualcuno ha ritenuto finanziabile perchè diventasse fonte di reddito. E quindi di contributi preziosi per le casse dello Stato.

Cosa, chi e con quali metodi si sceglie ciò che è finanziabile? Questo è un tema.
La distribuzione di denaro pubblico, col perenne avvallo dell'emergenza, finisce per smobilitare il sistema produttivo con una sorta di monopolio regionale solidale.  In Basso Molise, zona sicuramente più vicina al cratere sismico rispetto ad Isernia, sono state completamente riattate case di campagna e non certi bei palazzi antichi dei centri storici. Ma siamo sicuri che Michele Iorio ha stabilito personalmente cosa andava fatto e cosa no? E siamo sicuri che il criterio della prevenzione, alla luce della morte dei bambini, sia stato difeso, preteso anche da chi oggi punta il dito sul Commissario?  Allargare il cratere, in fondo, è indirettamente servito anche a questo, nelle intenzioni e lasciar scivolare la 'patata turchesca' come idea risibile di rilancio non risponde a nessuna domanda vera ma trita tutto nella retorica del 'italiani fannulloni e profittatori'.

Sempre Sergio Rizzo: "Il cratere, che inizialmente comprendeva 14 paesi, venne allargato con una ordinanza di Iorio, a 83 comuni: tutti quelli della provincia di Campobasso tranne uno, Guardiaregia, compreso anch'esso con una successiva ordinanza, ma il cui sindaco non aveva mai denunciato danni...Il comune di Campochiaro, a 70 chilometri dall' epicentro, venne dichiarato terremotato perché il campanile della chiesa era risultato leggermente lesionato: 11 milioni di euro. Venne finanziato pure il ripristino di scuole che erano chiuse da dieci anni..Per la ricostruzione circa 400 milioni, ma dopo l'intervento dell' ex ministro delle Infrastrutture Di Pietro le somme disponibili ammonterebbero a oltre 900 milioni. A settembre, tuttavia, il commissariato ha fatto i conti dei soldi che servirebbero ancora: 3 miliardi 193 milioni 726.482 euro, dei quali due miliardi per le case dei privati, 125 milioni per le scuole e 97 milioni per le chiese...Da giugno scorso i cittadini e le imprese di tutti i comuni terremotati avrebbero dovuto cominciare a restituire allo Stato tasse e contributi il cui versamento era stato sospeso dopo il sisma. Un miliardo e mezzo di euro soltanto per i contributi arretrati. Finora la battaglia del senatore di San Giuliano di Puglia, Giuseppe Astore, per ottenere almeno le stesse condizioni concesse ai terremotati umbri e marchigiani (il pagamento in dieci anni con lo sconto del 60%) non ha dato ancora esito. Il governo ha rigettato tutti i suoi emendamenti. E ora non gli resta che il treno della Finanziaria. Per evitare che al danno si aggiunga anche la beffa"(Corriere della Sera, 3/12/2008)
 
E quale sarebbe stata la beffa? Ci dispiace ripeterci, ma mentre i sindaci chiedevano proroghe per la sospensione dei tributi, chi ha avuto l'idea del Museo del profumo, qualche euro di tasse lo avrà pur pagato. Speriamo. In effetti, i cosiddetti PEU dei paesi fuori dal cratere hanno avuto, in teoria, i fondi necessari ma materialmente i soldi non ci sono ancora e forse non ci saranno mai. Si presume uno sblocco della fascia A, che riguarda le case danneggiate gravemente e non abitabili ma non le altre. Ricostruite case di campagna, magari disabitate e non quelle parzialmente danneggiate di fascia B o C. 

Cosa non viene detto quando rievochiamo la ‘patata turchesca'? Non diciamo, per esempio, che l'Amministratore Iorio ha usato i soldi dell'emergenza per ricostruire velocemente i luoghi. Il politico Iorio ha provato a ricostruire 'l'appetibilità'  imprenditoriale di quei luoghi, la loro vera possibilità di sopravvivenza. Non diciamo che gli amministratori, dallo Stato all'Europa, passando dalle derivazioni periferiche dei Comuni, sono virtuosi se spendono tutto il denaro disponibile. I piani, industriali o più genericamente detti ‘di sviluppo', sono concepiti in quinquenni e al momento di erogare i fondi, spesso, sono oggettivamente superati dalla realtà. L'articolo 15, avrà pensato Michele Iorio, poteva consentire una spinta forte alle piccole o grandi iniziative. Accade anche per i piani industriali non propriamente legati alle calamità. Tutti questi soldi pubblici, erogati per emergenza, per clientelismo o perché ci sono e tanto vale spenderli, finiscono paradossalmente per penalizzare proprio l'Impresa, quella sana e che rischia di suo. (E questa è una faccenda di cui ci occuperemo prossimamente). Intanto, continuiamo a pensare che la legalità è un sentimento profondo degli individui e dovrebbe essere più potente della cattiva politica. Le battaglie per la legalità sono utili quando i cittadini le condividono e non le percepiscono come una ‘faccenda' tra potenti. In questa 'piega del velo di Maja' del Molise dovrebbe emergere, e non infilarsi,  l'Informazione.
 

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