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12-12-2009, 0:58 • Campobasso • SIGNORE E SIGNORI, BUONANOTTE!

La città delle donne: Presidente, fatti più in là

Le donne amano i Presidenti. Sarà che un uomo in fresco lana è sempre piuttosto charmant, ma, tant'è, tutte ne sono suggestionate. In Molise sono più intellettualmente audaci; non ne subiscono il fascino ma li sfidano e sottopongono loro domande difficili. 

A Isernia erano le donne di sinistra a scrivere all'uomo forte del PDL, il Presidente Mazzuto. Qualche sospetto che si trattasse di faccende politiche, benchè nobilitate dallo slancio idealistico, ce l'avevamo. Dura lex, sed lex, per carità. Ma la rivendicazione della presenza femminile si traduce comunque con un punto a favore per l'opposizione. Mazzuto non cede e rilancia, ma il dibattito è aperto e movimentato.

A Campobasso è la vice coordinatrice provinciale dell'IdV a scrivere a D'Ascanio. E', quindi, uno scambio epistolare fra compagni di partito. Da IdV a IdV, quasi come 'da uomo a uomo', Anna Aurisano pone a Nicola D'Ascanio una domanda complicata: "La dibattuta questione, oltrechè avere rilevanza prettamente giuridica, è  assurta a istanza marcatamene sociale, promanante da interi settori trasversali femminili, ma anche da rappresentanti delle istituzioni di sesso maschile".

Nicola D'Ascanio al 'promanante', ne siamo certi, ha sussurrato: "Benedettoiddio!"
La vice coordinatrice scrive a entrambi i presidenti provinciali proprio perchè il tema ha valenza universale ed attiene alla civiltà dei rapporti fra i cittadini e le Istituzioni. Ben al di là dell'organizzazione politica quotidiana. Ne sono sinceramente convinta ma continuo a non capire perchè la garanzia della presenza femminile debba venire dai vertici politici e non dalla società stessa. Candidare le donne, eleggerle sulla base delle loro capacità, della loro credibilità e, soprattutto, perchè 'persone degne' e non perchè femmine, mi sembra il percorso corretto. Il Governo Berlusconi non ha certo negato rappresentatività alle donne ma da sinistra quella scelta è stata stigmatizzata come strumentale. 

Anna Aurisano dice una cosa seria e incontestabile: se deve farlo il presidente Mazzuto deve farlo ogni Presidente, presente e futuro, di destra o di sinistra.

Ma se un problema così importante diventa destabilizzante, politicamente pernicioso, non si rischia di 'utilizzare' le donne, ancora una volta, solo come casus belli? 

Antonio Sorbo ha ragione da vendere quando dice che raggirare le leggi è un indizio grave per un amministratore, più grave di quanto lo sia per un comune cittadino. E la legge dice che alle donne deve essere data rappresentanza nelle Istituzioni. 

Ma, mi sono sempre chiesta quale libertà vera ho ereditato da chi è nato prima di me. Noi donne che non abbiamo fatto il '68 ma l'abbiamo impresso sulla carta d'intentità immaginiamo una classe dirigente che tenga lontanissime le scorie emozionali dal dibattito politico e governi solo 'con la testa'. Una volta si chiamavano ideologie e sono diventate una brutta parola. 

E' uno scempio, in realtà, perchè non sono affatto negative di per sè. Ma l'abuso, l'uso strumentale, hanno reso le caratterizzazioni ideologiche della politica un pericolo.

Tutte le minoranze hanno dovuto pretendere, chiedere ad alta voce che i loro diritti fossero rispettati. E se non avessimo avuto chi prima di noi ha alzato la voce, non potremmo permetterci il lusso democratico del dibattito pacato. Ma le donne sono davvero minoranza? E' corretto che esse stesse si pongano come 'categoria' sociale?

E' vero che le donne non accedono alle prime file della politica, almeno in Molise, con la stessa facilità degli uomini. Però, invocare percorsi privilegiati aiuta a superare questa difficoltà? Non crea soltanto, come è già accaduto, spazi di favore comunque decisi e gestiti come 'concessioni'? Non mi piace questa soluzione, ammesso che esista il problema. 

Ci sono donne in Molise che lavorano in nero, che non hanno alcuna garanzia di sicurezza, che fanno salti mortali tripli per vestire i figli, per farli crescere. La priorità è che siano difese anche dagli uomini, non che si sentano indifese perchè non abbiamo amministratrici. Perchè altrimenti creiamo un circuito pericoloso in cui ciascuno può essere rappresentato solo da qualcuno del proprio gruppo, del proprio sesso, della propria classe sociale ecc ecc. 

Vorrei illudermi che non siano proprio le donne ad alimentare questa visione settoriale della realtà.  E vorrei che non fossero leve di forze esterne ma genesi di ogni mutamento positivo.

Caterina Sottile

 La lettera

LETTERA APERTA AI PRESIDENTI D'ASCANIO E MAZZUTO 
Gentili Presidenti,
è questione di rilevante attualità quella relativa alla necessità che gli esecutivi degli enti locali siano composti in modo da garantire la rappresentanza di ambedue i sessi, sulla quale si è pronunciato, da ultimo e con estrema chiarezza, il TAR Molise, con ordinanza n.348/2009, declarando l'illegittimità del Decreto del Presidente della Provincia di Isernia "nella parte in cui esclude dall'organo di governo la rappresentanza femminile garantita sia dall'art. 51 della Costituzione che dall'art. 6 del D.Lgs. n.267/2000, come pure dallo Statuto della Provincia di Isernia il quale ultimo, all'art. 38, con norma di valenza immediatamente precettiva, prevede espressamente che "E' garantita la presenza di entrambi i sessi negli organi collegiali della Provincia, nonché negli enti, aziende ed istituzioni dipendenti della Provincia stessa" ".
Sebbene la questione investa formalmente lei, Presidente Mazzuto, essa si estende politicamente anche al Presidente D'Ascanio, quantunque lo Statuto della Provincia di Campobasso nulla sancisca al riguardo.
La dibattuta questione, oltrechè avere rilevanza prettamente giuridica, è  assurta a istanza marcatamene sociale, promanante da interi settori trasversali femminili, ma anche da rappresentanti delle istituzioni di sesso maschile. E' giunto, dunque, il momento di dare risposte adeguate e risolutrici da parte di coloro che sono investiti del ruolo e dei poteri istituzionali di procedere con atti ad hoc, a garantire la rappresentanza femminile nel Governo degli Enti Locali.
Non si può  certo sottacere che il cammino verso il traguardo della parità  tra sessi, soprattutto in sede politica, sia ancora lungo e arduo, ma auspico, fiduciosa,che siate sensibili e benevolmente predisposti verso la partecipata problematica, volendo mettere in campo tutti gli accorgimenti politici e amministrativi adeguati al caso di specie. 
Anna Aurisano,  Vicecoordinatrice Provinciale CB IDV


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