12-10-2009, 3:44 • Campobasso • SIGNORE E SIGNORI, BUONANOTTE!
Il Molise finanzia la chat ma non l'Informazione web

di Caterina Sottile
Oggi in Consiglio sarà discussa la legge regionale sull'editoria. Più precisamente, si tratta di stabilire, ope legis, come il Molise vuole sostenere, preservare, promuovere ecc ecc..l'Informazione locale. "Nun c'è bisogno 'a zingara p'andiviná, Cuncè'... Comme t'ha fatto mámmeta, 'o ssaccio meglio 'e te!" E infatti possiamo già indovinare che i quotidiani on line non saranno considerati ‘sostenibili' con denaro pubblico, non molto, in verità. Quotidiani a tutti gli effetti quando si tratta di diffidarli o con tutti gli oneri e gli obblighi giusti (per esempio l'iscrizione al Roc) ma invisibili per tutto il resto. Modestamente, invisibili non siamo, considerato il numero notevole e crescente di lettori.
Abbiamo tentato, e continueremo a farlo, di spiegare alla nostra classe dirigente che il web è un canale di comunicazione formidabile, e ormai insostituibile. Soprattutto, abbiamo cercato di coinvolgerla nella ‘nostra realtà quotidiana': i lettori di Primapaginamolise.it sono ragazzi, anche quando hanno 80 anni, perché sono aperti alla vita reale e sono particolarmente sensibili ad ogni cambiamento positivo. Vogliono notizie veloci, credibili, (ed è la ragione per cui diamo molto spazio ai comunicati stampa e alle ‘brevi di cronaca') e vogliono una linea editoriale, come è legittimo che sia, che non prevalga sulla verità. Riserviamo grande spazio a commenti e dibattiti, soprattutto se a firmarli sono giornalisti che sanno dire le cose che bisogna dire (Pietro Colagiovanni docet). Accogliamo spunti di discussione dai lettori, comuni o eccellenti, e riceviamo interventi talvolta inattesi, talvolta effervescenti, ma sempre straordinariamente preziosi. Oltre, ovviamente, alla interazione con il lavoro delle Forze dell'Ordine che ci consentono di ‘monitorare' la vita reale di questa regione con le notizie dei risultati, spesso brillanti, delle loro attività.
Ma la Regione Molise non ritiene tutto ciò sufficiente per riconoscerci, almeno materialmente, il ruolo che ci siamo invece conquistati sul campo. D'altronde, la proposta di legge si chiama: 'Misure urgenti a sostegno degli editori molisani operanti nel settore della carta stampata'. Quindi, si tratta di una legge emergenziale, (l'informazione deve essere percepita come una specie di alluvione) ed è finalizzata al sostengno della carta stampata. L'Ordine dei giornalisti del Molise e l'Associazione della stampa regionale erano intervenuti, nelle scorse settimane, per favorire un confronto più ampio rispetto alla prima stesura. In sede di commissione sia l'Ordine che l'Assostampa hanno presentato una nuova proposta di legge sulla stampa che prevedeva il sostegno all'intero mondo dell'informazione locale e non solo alla carta stampata come contemplava il vecchio testo. Ciascuno dal suo punto di vista, anche i consiglieri regionali di minoranza hanno mosso dei dubbi o delle proposte migliorative: D'Alete si augurava la difesa vera del pluralismo e poneva la questione su un piano democratico, oltre che brutalmente tecnico-finanziario.
Ordine e Assostampa sono entrati nello spirito della legge con un tema centrale chiedendo che il 70% del contributo regionale agli organi di informazione debba essere finalizzato alla regolarizzazione contrattuale dei giornalisti: "Solo in tal modo si potra' garantire al cittadino-lettore il pieno rispetto del loro diritto ad essere correttamente informati, evitando anche che la concessione del contributo possa condizionare la linea editoriale delle aziende beneficiarie".
L'Informazione regionale ha dei problemi, e non sono soltanto di ordine ideologico. Siamo però contenti, (perché questa non era una volgare cagnara fra simili), per i quotidiani che oggi, quasi sicuramente, il Consiglio annovererà fra le testate finanziabili: Il Quotidiano del Molise, il Tempo Molise, Primo Piano Molise. Fuori dalla "Schindler list" della legge sull'Editoria regionale, Nuovo oggi Molise e La Gazzetta del Molise. Dentro invece alcuni settimanali e mensili noti: Il Settimanale del Molise, Il Ponte, Extra. Così, a occhio, non si tratta di una cernita strumentalmente politica. Il panorama appare variegato. Speriamo di ricevere qualche mazzolino di violette dai direttori interessati: abbiamo sollevato il problema e lo ‘teniamo ancora sospeso da terra', con la sola forza delle nostre tastiere e dei nostri monitors.
Nuovo Molise, il più letto e diffuso quotidiano regionale, è stato escluso proprio perché ‘già avvantaggiato' rispetto agli altri dal fatto che è il più venduto? Ci sembra giusto. E mica può avere tutto! Se il criterio era sostenere le potenzialità locali senza pretendere di omologare l'Informazione, sottoscriviamo la buona volontà. Ma se i quotidiani web non sono sostenibili con il denaro dei contribuenti, ammesso che riescano comunque a sopravvivere con la pubblicità, rilanciamo con una proposta: la libertà di informazione dipende soprattutto dalla solidità della formazione e dalla legalità che si riesce a garantire nel rapporto professionale fra editori e giornalisti. Il Governo regionale, per esercitare appieno la sua funzione politica e istituzionale, dovrebbe intervenire su questo. Quando il Molise potrà formare professionalità in grado di misurarsi con dignità con il mondo del lavoro sarà davvero una regione ‘on line'. Buona navigazione!
Abbiamo tentato, e continueremo a farlo, di spiegare alla nostra classe dirigente che il web è un canale di comunicazione formidabile, e ormai insostituibile. Soprattutto, abbiamo cercato di coinvolgerla nella ‘nostra realtà quotidiana': i lettori di Primapaginamolise.it sono ragazzi, anche quando hanno 80 anni, perché sono aperti alla vita reale e sono particolarmente sensibili ad ogni cambiamento positivo. Vogliono notizie veloci, credibili, (ed è la ragione per cui diamo molto spazio ai comunicati stampa e alle ‘brevi di cronaca') e vogliono una linea editoriale, come è legittimo che sia, che non prevalga sulla verità. Riserviamo grande spazio a commenti e dibattiti, soprattutto se a firmarli sono giornalisti che sanno dire le cose che bisogna dire (Pietro Colagiovanni docet). Accogliamo spunti di discussione dai lettori, comuni o eccellenti, e riceviamo interventi talvolta inattesi, talvolta effervescenti, ma sempre straordinariamente preziosi. Oltre, ovviamente, alla interazione con il lavoro delle Forze dell'Ordine che ci consentono di ‘monitorare' la vita reale di questa regione con le notizie dei risultati, spesso brillanti, delle loro attività.
Ma la Regione Molise non ritiene tutto ciò sufficiente per riconoscerci, almeno materialmente, il ruolo che ci siamo invece conquistati sul campo. D'altronde, la proposta di legge si chiama: 'Misure urgenti a sostegno degli editori molisani operanti nel settore della carta stampata'. Quindi, si tratta di una legge emergenziale, (l'informazione deve essere percepita come una specie di alluvione) ed è finalizzata al sostengno della carta stampata. L'Ordine dei giornalisti del Molise e l'Associazione della stampa regionale erano intervenuti, nelle scorse settimane, per favorire un confronto più ampio rispetto alla prima stesura. In sede di commissione sia l'Ordine che l'Assostampa hanno presentato una nuova proposta di legge sulla stampa che prevedeva il sostegno all'intero mondo dell'informazione locale e non solo alla carta stampata come contemplava il vecchio testo. Ciascuno dal suo punto di vista, anche i consiglieri regionali di minoranza hanno mosso dei dubbi o delle proposte migliorative: D'Alete si augurava la difesa vera del pluralismo e poneva la questione su un piano democratico, oltre che brutalmente tecnico-finanziario.
Ordine e Assostampa sono entrati nello spirito della legge con un tema centrale chiedendo che il 70% del contributo regionale agli organi di informazione debba essere finalizzato alla regolarizzazione contrattuale dei giornalisti: "Solo in tal modo si potra' garantire al cittadino-lettore il pieno rispetto del loro diritto ad essere correttamente informati, evitando anche che la concessione del contributo possa condizionare la linea editoriale delle aziende beneficiarie".
L'Informazione regionale ha dei problemi, e non sono soltanto di ordine ideologico. Siamo però contenti, (perché questa non era una volgare cagnara fra simili), per i quotidiani che oggi, quasi sicuramente, il Consiglio annovererà fra le testate finanziabili: Il Quotidiano del Molise, il Tempo Molise, Primo Piano Molise. Fuori dalla "Schindler list" della legge sull'Editoria regionale, Nuovo oggi Molise e La Gazzetta del Molise. Dentro invece alcuni settimanali e mensili noti: Il Settimanale del Molise, Il Ponte, Extra. Così, a occhio, non si tratta di una cernita strumentalmente politica. Il panorama appare variegato. Speriamo di ricevere qualche mazzolino di violette dai direttori interessati: abbiamo sollevato il problema e lo ‘teniamo ancora sospeso da terra', con la sola forza delle nostre tastiere e dei nostri monitors.
Nuovo Molise, il più letto e diffuso quotidiano regionale, è stato escluso proprio perché ‘già avvantaggiato' rispetto agli altri dal fatto che è il più venduto? Ci sembra giusto. E mica può avere tutto! Se il criterio era sostenere le potenzialità locali senza pretendere di omologare l'Informazione, sottoscriviamo la buona volontà. Ma se i quotidiani web non sono sostenibili con il denaro dei contribuenti, ammesso che riescano comunque a sopravvivere con la pubblicità, rilanciamo con una proposta: la libertà di informazione dipende soprattutto dalla solidità della formazione e dalla legalità che si riesce a garantire nel rapporto professionale fra editori e giornalisti. Il Governo regionale, per esercitare appieno la sua funzione politica e istituzionale, dovrebbe intervenire su questo. Quando il Molise potrà formare professionalità in grado di misurarsi con dignità con il mondo del lavoro sarà davvero una regione ‘on line'. Buona navigazione!
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I grillini, i soldi restituiti e lo strano problema dei consiglieri regionali: 40 inviti di nozze all'anno
Succede anche questo a Palazzo Moffa. Antonio Federico e Patrizia Manzo hanno restituito 15mila euro, gran parte degli stipendi appena ricevuti. Sul web ricevono decine di messaggi di complimenti, ma nel Palazzo alcuni colleghi consiglieri gli fanno notare: «Vogliamo vedere come farete quando, come noi, riceverete quaranta inviti di matrimonio all'anno....».
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Personaggi/4 Di Rocco, di professione Boh!
di nicola dell'omo
Eccolo qua, eccone un altro di personaggio che dimostra quanto poco gliene freghi delle regole.
Antonio Di Rocco, di professione Boh !
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