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15-09-2009, 1:07 • Campobasso • Politica

Legge sull'editoria. Il Molise non è ancora "connesso"?


Cari lettori, questa volta l'editoriale per Primapaginamolise.it  lo scrivete voi
e lo scrivete seduti insieme a noi al tavolo ideale del futuro del Molise.
 
In Consiglio regionale si sta discutendo la legge sul finanziamento all'editoria. Non parliamo di agricoltura o di artigianato ma di giornali. I giornali sono una realtà produttiva, proprio come le altre.

Producono utili ma anche progresso più profondamente culturale se e quando sono fatti con scienza e coscienza. Primapaginamolise.it ha un editore giovane e collaboratori che hanno scelto di stargli accanto per dimostrare proprio ciò che ci diciamo continuamente ma che non sembra mai davvero realizzabile: il Molise non è un territorio seduto, in attesa del benefattore di turno, ed ha energie per essere europeo, moderno, innovativo. 

La legge regionale sull'editoria si prefigge di sostenere la possibilità di informare i molisani da parte di molte "aziende editoriali" che dovrebbero così avere pari possibilità o, perlomeno, di non essere escluse dal mercato. Ma quando le amministrazioni pubbliche intervengono in modo disequo nessun imprenditore, neppure il più coriaceo, è in grado di sostenere il passo. Aiutare solo alcuni significa, per la legge del mercato, affossare gli altri. 

Non c'è mai stato da parte di questo quotidiano on line alcun preconcetto perché, ci perdonino per la sincerità, l'età media del gruppo di collaboratori ci rende aperti, apertissimi, e pronti ad ogni cambiamento; purché sia utile al Molise. Enzo Di Gaetano, sul Quotidiano del Molise, usa proprio questa parola per definire la legge che oggi sarà in Consiglio: "Si tratta ne più e ne meno di una norma di sostegno alle aziende  editoriali della regione, nessuna esclusa a priori. Una legge apertissima". Con grande equilibrio e buon senso invita tutte le parti in causa a avere un atteggiamento costruttivo, per il bene dei ragazzi che vogliono, fortemente vogliono, continuare a formarsi professionalmente a casa loro e per il bene di questo territorio: "Senza questa legge tutto il Molise fa un passo indietro. Impediamolo e questo deve essere un appello senza colore e senza bandiera, un appello a tutti e trenta i consiglieri regionali del Molise. Confidiamo in loro". Siamo d'accordo, e l'avevamo detto qualche tempo fa. 
Condividiamo assolutamente l'appello e ci rivolgiamo con lo stesso spirito propositivo ai Consiglieri regionali perché possano riflettere su un punto fondamentale: la proposta in discussione esclude a priori le testate on line. Perché?

Primapaginamolise.it, per esempio, non è un foglietto improvvisato, è un'azienda vera e propria. Piccolissima, ma che ha tutti i requisiti previsti dalla legge, tutti gli obblighi, ed è esposta, al pari delle grandi realtà editoriali, molisane e non, ai rischi. 'Intoppi' , come per esempio le diffide, le legittime rivendicazioni di chiunque si senta danneggiato da un organo di Informazione ma anche gli oneri economici. Inoltre, non abbiamo sedi gratuite e ci sforziamo di sostenerci raccogliendo inserzioni pubblicitarie con enormi difficoltà, nonostante abbiamo la somma dei lettori di tutti i quotidiano cartacei. Abbiamo l'autorizzazione del tribunale, il ROC, che certifica che esistiamo, e malgrado nessun politico amico abbia mai suggerito a  società partecipate o non dalla Regione di concederci finanziamenti continuiamo a "giocare" con tastiera e monitor piuttosto che ciondolare in giro ad aspettare che il mondo cambi. 

Eppure, proprio la legge che forse più delle altre dovrebbe dimostrare quanto la Politica sia consapevole della realtà in cui opera, ignora l'Informazione on line. 

Il web viene percepito dai nostri amministratori come secondario, non degno di riconoscimento e, inevitabilmente, da depotenziare. Si tratta di un errore di valutazione pernicioso per chi lo compie. L'Informazione on line è preferita e scelta quotidianamente da lettori giovani o comunque maggiormente scolarizzati. Sono lettori che generalmente leggono anche i cartacei e però cercano notizie in tempo reale, più volte al giorno. Sono, in pratica, fruitori di Informazione locale ma che leggono e conoscono la realtà esterna al Molise; cittadini che hanno opinioni e sanno esprimerle. Tant'è, interagiscono costantemente con i giornali ed intervengono attivamente con commenti o critiche. 

Può una legge che si propone di coordinare e incidere sulla "costruzione del futuro patrimonio intellettuale del Molise" ignorare la realtà del web? Sarebbe come pretendere di legiferare in un territorio straniero, che il legislatore non conosce. 

Così non è: la scienza e la coscienza, ribadiamo, ci impongono di riconoscere ai nostri amministratori la buona fede. Lo diciamo in un modo un po' brutale ma la questione di cui dibattere non è: "Vogliamo i soldi dalla Regione". Bisogna invece capire che se un gruppo di ragazzi vuole ‘fare' e si mette in gioco misurandosi col mercato dell'editoria, con pochi soldi ma con tutti i requisiti e rispettando tutte le regole e gli impegni imposti e poi la Regione Molise eroga dei fondi ad altre aziende, lo svantaggio di partenza diventa un solco troppo profondo per essere superato. 

I nostri Consiglieri regionali non sono irresponsabili e sanno bene quanto valga, politicamente, la capacità di sentire la voce dei ragazzi. Proprio per questo ci uniamo all'appello di Enzo Di Gaetano, che ringraziamo per aver aperto una discussione davvero seria e davvero serena. Riconoscere, formalmente, la presenza dei quotidiani on line sarebbe un indizio di lungimiranza e scrollerebbe una volta per tutte dalla testa del Molise quella polvere di inadeguatezza che lo ha penalizzato troppe volte, ingiustamente. 

caterina sottile

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