8 Marzo: le donne non hanno bisogno di fiori, ma di dignità. I fiori, però, non guastano affatto.
Hanno percorso la storia di questo Paese a piedi, nei campi o sulle passerelle, nelle fabbriche o negli studi televisivi, nelle Università o negli Ospedali e continuano a camminare.
Quali diritti non hanno ancora? Quelli di sempre: il diritto di essere madri senza dover lavorare il doppio, il triplo; il diritto di essere sole senza sentirsi isolate; il diritto di lavorare senza rincorrere, col fiato corto, gli uomini. Ma, soprattutto, nel 2009, non hanno ancora il diritto di essere persone e basta, come fosse troppo poco.
Oggi dovremmo parlare di stupri o di lavoro nero, di aborti clandestini o di donne picchiate dai compagni. Credo che si tratti di aberrazioni presenti sempre quando ci sono condizioni di marginalità, di povertà estrema, economica o proprio morale. Ma la storia che ci sembra più emblematica è quella di una bambina brasiliana. Ha solo 9 anni ed è stata stuprata da quando aveva 6 anni dal suo patrigno. I medici intervengono perché la gravidanza è un pericolo per la sua stessa sopravvivenza e le praticano l'aborto. Il Vescovo José Cardoso Sobrinho li scomunica. E il Vaticano avvalla la scomunica: "Per la Chiesa, la legge degli uomini non può sovrastare la legge di Dio."
Io credo che Dio abbia molto più amore per una bambina di 9 anni, violentata e offesa, e non vorrebbe mai che morisse per affermare la validità di un dogma ecclesiale.
Credo che la colpa, "il crimine" sia di un patrigno corrotto e bestiale ed è contro di lui che il Vaticano dovrebbe lanciare i suoi strali. I medici hanno protetto una vita, quella di una bimba in balìa dell'orco, incinta di due gemelli e a rischio di morire di parto. Scomunicata anche la madre, ma non il patrigno, pensate un po'!
In questo 8 Marzo vogliamo cullare una bambina di 9 anni che nessuno, Chiesa compresa, ha protetto come la legge di Dio, quella Morale, imporrebbe. Una scelta morale è una scelta di pietà e la difesa della vita richiede il coraggio, sovrumano, di sentire il dolore di chi non può urlare e placarlo. In questa storia tutti i poteri hanno alzato la voce, soffocando chi non poteva chiedere aiuto.
Dio è sempre dalla parte di chi non ha voce, e non per questo ha torto. E se credete in Dio, come me, non abbiate mai paura di avere pietà per gli indifesi. Vi auguro un 8 Marzo di Ragione e di buon senso.
Caterina Sottile