10-12-2008, 1:47 • Campobasso • SIGNORE E SIGNORI, BUONANOTTE!
Cristiano Di Pietro: Delle due, l'una. Che c'azzecchi con la Provincia? Dimettiti
La cordata per l'abolizione delle Province è talmente trasversale e interattiva fra politica e informazione che tra i sostenitori si incrocia il "Libero" battitore Vittorio Feltri e Giannantonio Stella, fustigatore della Casta costosa, che dal Corriere della Sera snocciola cifre e stipendi da far vergognare anche l'Avaro di Moliere.
A raccogliere l'appello dalle sponde della politica, Lamberto Dini, qualche voce isolata del PD o Antonio Di Pietro, che a Ballarò, programma cult dell'informazione politica Rai, ha affermato che Berlusconi non avrebbe il coraggio di assumere una decisione così epocale perché "si sa, nelle Province ci sono capi e capetti".
In Molise è proprio Di Pietro jr, Cristiano, a portare sulle spalle il vessillo della riduzione della spesa pubblica:"Noi dell'Italia dei Valori siamo per un reale taglio dei costi della politica a partire dalla costituzione di un unico Parlamento sino ad arrivare all'abolizione delle comunità montane passando per le Province. Nei gazebo che promuovono il referendum contro il Lodo Alfano nel Basso Molise, sarà quindi possibile firmare anche per la proposta di legge costituzionale". Da cotanto padre non poteva che nascere cotanto figlio.
Cristiano, consigliere eletto nel Consiglio provinciale di Campobasso, oggi siede alla destra di Nicola D'Ascanio e da consigliere e portatore sano dei Valori dell'IdV molisano innesca una miccia di quelle che fanno proprio boom: "Aboliamo le Province e dimostriamo coerenza". Bel colpo, se non fosse che lo dice mentre è seduto sulla "polvere da sparo" di una poltrona provinciale avuta non tanto per una constatata esperienza politica acquisita ma perché figlio di Antonio Di Pietro. Non è una colpa, per carità, anzi. Tra le poltrone e le poltroncine dei palazzi regionali capita di incontrare anche figli di padri meno noti, talvolta persino sconosciuti. Ma da qui a porsi come capofila della moralizzazione della politica, ce ne corre, anche perchè appare surreale che a invocare l'abolizione delle Province sia un consigliere provinciale in carica.
Affidabile perché nato da un padre battagliero? Non basta. Persino Gesù dovette passare per la gavetta della culla nella grotta prima di farsi rispettare per se stesso. In ogni caso, la proposta è buona e PrimapaginaMolise.it la sposa con entusiasmo, ringraziandolo per averla promossa. Sarebbe molto serio e credibile, volendo citare Di Pietro Senior, che Cristiano fugasse il dubbio che a Palazzo Magno ci siano capi e capetti e si dimettesse. Vuoi mettere l'effetto scenico, il coupe de foudre che provocherebbe sugli elettori?
"Aboliamo le Province cominciando a risparmiare da subito!". Altrimenti, tanta foga suona un po' come quell'armiamoci a partite che agli italiani non piace affatto perché ha il sapore di una barzelletta amara, raccontata a posteriori.
Le Province non servono, pare, se non ad allevare giovani leoni, troppo teneri per competere con gli adulti. Provata legittimamente e democraticamente questa esperienza e constatato che quella Istituzione è inutile e costosa, restituisca la poltrona.
Se davvero la Provincia è obsoleta, delle due l'una: rinunci al suo incarico come fece suo padre quando rinunciò al Ministero.
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A raccogliere l'appello dalle sponde della politica, Lamberto Dini, qualche voce isolata del PD o Antonio Di Pietro, che a Ballarò, programma cult dell'informazione politica Rai, ha affermato che Berlusconi non avrebbe il coraggio di assumere una decisione così epocale perché "si sa, nelle Province ci sono capi e capetti".
In Molise è proprio Di Pietro jr, Cristiano, a portare sulle spalle il vessillo della riduzione della spesa pubblica:"Noi dell'Italia dei Valori siamo per un reale taglio dei costi della politica a partire dalla costituzione di un unico Parlamento sino ad arrivare all'abolizione delle comunità montane passando per le Province. Nei gazebo che promuovono il referendum contro il Lodo Alfano nel Basso Molise, sarà quindi possibile firmare anche per la proposta di legge costituzionale". Da cotanto padre non poteva che nascere cotanto figlio.
Cristiano, consigliere eletto nel Consiglio provinciale di Campobasso, oggi siede alla destra di Nicola D'Ascanio e da consigliere e portatore sano dei Valori dell'IdV molisano innesca una miccia di quelle che fanno proprio boom: "Aboliamo le Province e dimostriamo coerenza". Bel colpo, se non fosse che lo dice mentre è seduto sulla "polvere da sparo" di una poltrona provinciale avuta non tanto per una constatata esperienza politica acquisita ma perché figlio di Antonio Di Pietro. Non è una colpa, per carità, anzi. Tra le poltrone e le poltroncine dei palazzi regionali capita di incontrare anche figli di padri meno noti, talvolta persino sconosciuti. Ma da qui a porsi come capofila della moralizzazione della politica, ce ne corre, anche perchè appare surreale che a invocare l'abolizione delle Province sia un consigliere provinciale in carica.
Affidabile perché nato da un padre battagliero? Non basta. Persino Gesù dovette passare per la gavetta della culla nella grotta prima di farsi rispettare per se stesso. In ogni caso, la proposta è buona e PrimapaginaMolise.it la sposa con entusiasmo, ringraziandolo per averla promossa. Sarebbe molto serio e credibile, volendo citare Di Pietro Senior, che Cristiano fugasse il dubbio che a Palazzo Magno ci siano capi e capetti e si dimettesse. Vuoi mettere l'effetto scenico, il coupe de foudre che provocherebbe sugli elettori?
"Aboliamo le Province cominciando a risparmiare da subito!". Altrimenti, tanta foga suona un po' come quell'armiamoci a partite che agli italiani non piace affatto perché ha il sapore di una barzelletta amara, raccontata a posteriori.
Le Province non servono, pare, se non ad allevare giovani leoni, troppo teneri per competere con gli adulti. Provata legittimamente e democraticamente questa esperienza e constatato che quella Istituzione è inutile e costosa, restituisca la poltrona.
Se davvero la Provincia è obsoleta, delle due l'una: rinunci al suo incarico come fece suo padre quando rinunciò al Ministero.
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Focus
I grillini, i soldi restituiti e lo strano problema dei consiglieri regionali: 40 inviti di nozze all'anno
Succede anche questo a Palazzo Moffa. Antonio Federico e Patrizia Manzo hanno restituito 15mila euro, gran parte degli stipendi appena ricevuti. Sul web ricevono decine di messaggi di complimenti, ma nel Palazzo alcuni colleghi consiglieri gli fanno notare: «Vogliamo vedere come farete quando, come noi, riceverete quaranta inviti di matrimonio all'anno....».
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Personaggi/4 Di Rocco, di professione Boh!
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Eccolo qua, eccone un altro di personaggio che dimostra quanto poco gliene freghi delle regole.
Antonio Di Rocco, di professione Boh !
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