Giovani, lavoro politica: fra qualunquismo e realismo
"Perchè non me ne importa molto della politica? Perchè il neo feudalesimo clientelare della politica del "Se po' fà, semo tra noi" e del "rialzati, che ci pensa papà tuo" sta facendo fuggire intere generazioni di studenti all'estero" Risponde così, Stefania, 21 anni, laureanda in Giurisprudenza ma senza troppo entusiasmo. Come molti suoi coetanei non crede affatto che troverà lavoro in Molise, e forse neppure in Italia. Marco è più politicizzato, ha 24 anni e studia Scienze Politiche a Roma: "40000 giovani cervelli istruiti che lasciano questo povero Paese in ostaggio della camorra e della ndrangheta, flebilmente difeso da una politica che cerca mediazioni per rinnovare candidature e sopravvivere e non può più dare spallate vere, significa che la "desertificazione intellettuale", oltre che reale, non sarà più arginabile. Il destino dei luoghi dipende dalle menti, dalla volontà umana, dal patrimonio di inventiva e di conoscenza. Spero che i ragazzi, gli adolescenti intelligenti riscoprano "l'orgoglio degli svegli": se un imprenditore li vuole vuol dire che capisce, sennò nisba, fallirà. E si terrà i clientes di sempre, aspettando finanziamenti pubblici e catene di schiavismo a ciclo intermittente. Ci stiano loro qui. In Spagna ci aspettano". 40.000 ragazzi, ogni anno, decidono di iscriversi nelle Università europee, dove il praticantato è davvero una fase preliminare per acquisire esperienza, pagata dignitosamente e anticamera certa per una crescita professionale verticale. I ragazzi italiani vanno in Germania, in Spagna, in Inghilterra dove parlare due lingue, aver studiato, saper fare qualcosa, serve. Serve a trovare un lavoro compatibile con le proprie inclinazioni e le proprie capacità. "In Svizzera non sanno cosa siano i concorsi pubblici ma se ti fai venire una buona idea te la pagano subito. E altrettanto immediatamente ti licenziano se non hai voglia di lavorare, se lavori male, se tratti male un cliente". Manuela, 24 anni, laureata in Lingue e letteratura straniere, ha trovato un lavoro di commessa, per tre mesi, in un centro commerciale. Francesco è un aspirante giornalista, ha 21 anni ed è un mago dei computers. Ha almeno due blogs a cui dedica molto tempo: "Ho un lettore che mi segue spessissimo dal Canada. Con una sciocchezza come il mio blog lì ci farebbe un mestiere e le fesserie che io lancio a gratis, lì producono denaro sonante: slogans, idee per la pubblicità, persino rubriche di consigli per riviste di settore. Una quisquilia qualunque, se è originale, se è confezionata bene, se è vendibile, diventa lavoro. business". Nino aggiunge: "Se poi sai davvero fare qualcosa, se hai davvero studiato, allora le aziende ti considerano "patrimonio" da accudire e da allevare. Una mia intelligentissima amica campobassana si è laureata a Cambridge ed è tornata a campobasso, sicura che dall'alto delle sue quattro lingue scritte e parlate e della sua specializzazione in economia avrebbe governato il nuovo corso molisano, Un anno da disoccupata, ha deciso di ripartire per Londra, diretta verso un lavoro temporaneo di cameriera di pub. Sull'aereo, durante il viaggio verso London, era seduta a fianco di un imprenditore inglese che le ha dato il suo biglietto da visita dopo averle chiesto: "Cosa sai fare, cosa vuoi fare, quando cominciamo?" Ora fa un lavoro stranissimo; viaggia in tutto il mondo in cerca di idee per un'azienda che produce abbigliamento per operai specializzati nell'edilizia. Una cosa che sembra una baggianata e invece guadagna in un mese quello che un ragazzo molisano della sua età guadagnerebbe in sei mesi; dopo aver atteso, elemosinato, ringraziato e riverito".
Caterina Sottile
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di nicola dell'omo
Eccolo qua, eccone un altro di personaggio che dimostra quanto poco gliene freghi delle regole.
Antonio Di Rocco, di professione Boh !
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