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26-10-2008, 12:09 • Sanità

Sanità: il dottor Monteleone da un osservatorio privilegiato

Un vero e proprio reportage fatto da un medico ospedaliero con cui si aggiunge un altro importante tassello alla   nostra inchiesta sul riordino sanitario. Ad una lettera di Balestrini replicò il dr. Cuccia. Ma il dr. Monteleone dice: "Le lungaggini di parte, che comportano sempre gravi ritardi negli interventi programmatici e riattivano il perenne rincorrersi dei problemi insoluti, mentre il cittadino fugge verso altre regioni alla ricerca di una prestazione che noi eravamo frequentemente in grado di dargli nel Molise".

Lettera sulla sanità 
Dottor Giuseppe Monteleone, medico chirurgo.
Premessa
Sono presenti sul territorio: 6 ospedali pubblici; 2 Istituti di ricerca a carattere scientifico ( Neuromed Cattolica); 2 cliniche convenzionate; altri due istituti che si dovrebbero occupare di riabilitazione uno in esercizio ed uno non operativo, la cui funzione nell'ambito del SSR non è chiara. Partendo dal dato di fatto che sia gli ospedali pubblici che le cliniche private erogano prevalentemente prestazioni definibili "di base" , ci si rende conto di quanto ci sia da organizzare per una corretta gestione delle risorse professionali per ridurre i pellegrinaggi sanitari e/o almeno le liste d'attesa pertanto:  A.S.Re.M. e nuova organizzazione del Sistema Sanitario Regionale: l' unico tentativo organico effettuato 10 anni fa ( il PSR 96/98) dalla giunta Veneziale, è rimasto sostanzialmente inapplicato soprattutto perché era inapplicabile. Nel frattempo sono cambiati i criteri assistenziali e i sistemi erogativi delle cure; . Il momento organizzativo delle strutture sanitarie riveste si importanza strategica gestionale, ma ha anche un fondamentale rilievo politico e sociale; . Le scelte devono essere corali e democratiche scevre da campanilismi ma aderenti ai bisogni assistenziali tecnici ed economici dei territori interessati. La nostra regione risulta essere tra quelle che il Governo Centrale individua tra le più indebitate nei confronti dello Stato: debito storico organico; debito di spesa corrente; debito per intervento dello stato ( circa il 75%) nel budget sanitario regionale (da verificare nell'immediato futuro alla luce del federalismo fiscale). Necessità di incrementare le entrate sia con sistemi impositivi che partecipativi. Far fronte per quanto di competenza ai tagli previsti dalla finanziaria
RAPPORTO CON LA FACOLTA' DI MEDICINA DELL'UNIVERSITA' DEL MOLISE;
La funzione meramente didattica della facoltà, pur meritando il plauso per la meritoria iniziativa e per il prestigio che dà alla Regione, non assume caratteristiche assistenziali peculiari per il momento; certamente per un futuro non molto lontano, sarà necessario individuare spazi assistenziali per i medici universitari . Ci si augura che i benefici, se tali sono, della presenza della facoltà sul territorio regionale, vengano distribuiti appunto su tutto l'ambito decentrato.E' inoltre auspicabile che la presenza della facoltà di Medicina risulti essere un elemento per implementare il complesso programma assistenziale ed economico della sanità molisana e non un fattore di spesa e di duplicati di dubbia utilità. Toccherà al governo regionale gestire il non facile rapporto tra medici ospedalieri ed universitari.
RAPPORTO CON GLI ISTITUTI DI RICERCA A CARATTERE SCIENTIFICO (IRCCS)
La Neuromed di Pozzilli
. Svolge attività di ricerca, diagnostica e terapia medica e chirurgica nell'ambito delle neuropatologie risultando accreditata da anni presso
la nostra Regione per tale compito. L'area di competenza si estende alle regioni limitrofe e sembra attivare flussi economici positivi dalle altre regioni. Svolge anche attività didattica e formativa.
L'Università Cattolica del sacro cuore di Campobasso. Prevista dal PSR del 1996 come "centro di ricerca e formazione ad alta tecnologia in scienze biomediche", rivolta ad un bacino d'utenza di 3.900.000/ 4.000.000 di abitanti, doveva occuparsi dall'oncologia medica e chirurgica, ai trapianti d'organo al management sanitario passando praticamente attraverso tutte le specialità chirurgiche e non (ortopedia,neurochirurgia etc.) Dopo una fase di avvio molto laboriosa, è operativa da circa cinque anni, si occupa prevalentemente di oncologia, radioterapia e malattie cardiovascolari. A livello diagnostico, non disdegna di erogare anche la diagnostica cosiddetta di base. Si occupa di formazione e didattica, dispone anche di una struttura didattica in sede.
PROBLEMATICHE APERTE, SISTEMI DI CONTROLLO TERMINOLOGIA COMUNE
LEA Livelli Essenziali di Assistenza ( DPCM 29 novembre 2001 attualmente in revisione bipartisan). Un concetto diverso dai requisiti mini assistenziali di cui dovevano essere dotati tutte le Asl. Con i LEA si vuole garantire al cittadino tutto il suo diritto sanitario anche attingendo a risorse di altre regioni qualora la specialità necessaria all'assistenza non fosse presente in regione. Non è solo la qualità delle prestazioni che si intende modificare ma anche la quantità. 
 IL PERSEGUIMENTO DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA COME OBIETTIVO COMPORTA ALMENO:
- l'attivazione di prestazioni attualmente non erogate o erogate in modo insufficiente; il contenimento del valore quantitativo delle prestazioni ai valori attesi ;
- il controllo delle prestazioni a rischio di inappropriatezza,
- il controllo dei tempi d'attesa.
In circa sette anni sono aumentate qualitativamente le prestazioni erogate, per quanto riguarda le successive tre voci, c'è stato un sicuro peggioramento della seconda, un lieve miglioramento della terza in alcuni casi [ecografia] è peggiorata anche la quarta).
RIDUZIONE DELLA MOBILITA' PASSIVA: doveva essere di un tasso medio annuo del 16/17 % tale obiettivo non è stato raggiunto. Risultava essere tra gli obiettivi assegnati ai direttori Generali delle Asl, forse è anche un obiettivo per il direttore dell'A:S:Re:M. 
RIDUZIONE DEL TASSO DI OSPEDALIZZAZIONE: obiettivo parzialmente raggiunto (da verificare alla luce della qualità dei ricoveri in lungodegenza riabilitazione e delle liste di attesa per alcuni reparti). Il concetto va " compatibilizzato" con i posti letto da attivare a favore della facoltà di medicina.
RIDUZIONE DELLE PRESTAZIONI A RISCHIO DI INAPPROPRIATEZZA: l'obiettivo si riteneva facilmente raggiungibile attraverso l'attivazione dei day
hospital e delle day surgery. Concetto risultato errato il fenomeno è solo apparentemente diminuito, mentre nella realtà deve essere ancora messo sotto controllo.

Credo che nessuno, cittadino o politico possa trascurare i problemi della salute dei propri corregionali.
 Ovviamente un tecnico del settore, quale io sono, deve dedicare una certa attenzione alle questioni della sanità, anche con l'obiettivo di cercare di fare chiarezza, qualora vi fossero dei dubbi e di assumere impegni per fornire suggerimenti verso la soluzione di eventuali problemi emergenti. Privilegiare nel contempo i problemi dei singoli e controllare il macrosistema regionale che negli ultimi tempi si è arricchito di tanti nuovi elementi strutturali ed organizzativi. 

Mi riferisco in particolar modo alla facoltà di Medicina dell'Università del Molise, all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Campobasso ed alla costituzione della ASL unica ASReM., ai problemi di "capienza nel bilancio regionale, di equilibrio nella distribuzione delle risorse etc. Tutto questo sembra accadere ignorando quelli che sarebbero i dettami di legge, i cosiddetti LEA (Livelli Essenziali Di Assistenza) che impongono ai governi regionali precise norme per assistere i cittadini. A tutti deve interessare la qualità percepita dal cittadino che è fatta di tante componenti e non solo dalla disponibilità di tutte le specialità mediche e chirurgiche in regione o dalla riduzione delle liste d'attesa, ma anche dalla qualità del rapporto con gli operatori, dal comfort dell'ospitalità e da tutti quei fattori derivanti da una cultura di servizio ed esperienza profesionale consolidata che rendono sempre più civile ed avanzata la sanità pubblica. 

Questo tipo di assistenza, imposta da un principio della nostra Costituzione e a cui ogni molisano ha diritto non può essere travisato e stravolto in forme alternative, sostanzialmente sperimentali che servirebbero forse ad un risparmio ed ad un diverso utilizzo di risorse professionali, ma che porterebbero di nuovo portare al collasso le strutture residue almeno con i "cronici gravi" che abbisognano frequentemente di cure intensive. Le forme di ospedalizzazione territoriale vanno anzitutto realizzate e poi intese in " affiancamento" e supporto alle strutture ospedaliere esistenti, che possono essere trasformate solo in ambito specialistico o soppresse. La sanità parte dalla prevenzione, nessuno lo dimentica, si è già fatto abbastanza (si pensi solo al progetto MIMOSA per la difesa dei tumori del seno e dell'utero che ha dato frutti positivi anche insperati) , ancora tanto bisogna fare per vecchi e nuovi problemi, dalla prevenzione di tumori della pelle non dimenticando il monitoraggio del territorio o la protezione infortunistica che purtroppo vede la nostra regione sempre sui piani alti delle statistiche. 

Una diversa e migliore risposta andrà data ai problemi della fascia geriatrica cercando di contenere il degrado di alcune fasce sociali, il disagio per molte famiglie e gli oneri a carico della regione. Inutile fare il ben noto discorso della popolazione che invecchia, è importante invece farla invecchiare bene prevenendo le gravi malattie invalidanti che affliggono l'età cosiddetta geriatria, in questo settore sarebbe opportuno per esempio incentivare l'intervento massiccio e ben disposto sul territorio della specialistica ambulatoriale che già tanto offre al cittadino. Dare una risposta giusta a questi problemi, significa migliorare la qualità percepita dagli abitanti. 

Purtroppo siamo in un grave periodo congiunturale, che avrà obbligatoriamente ripercussioni fortemente negative proprio sulla sanità molisana che è nel mirino del governo assieme a tante altre regioni. A prescindere da quanto saranno ridotte le risorse e da quali saranno gli obblighi di recupero da parte della regione, certamente sarà necessario riflettere attentamente sulla gestione di tutte le risorse economiche umane,strumentali e strutturali. Si dovrà forse rinunziare all'acquisizione delle più avanzate tecnologie o al rinnovo di quelle obsolete. Siamo in attesa di manovre organizzative di ampio respiro, sono previste una riduzione e/o accorpamento di reparti o specialità, e forse soppressioni. 

Sarà necessario da parte di tutti (operatori e utenti) attrarre una lucida attenzione da parte del governo per uno sviluppo specialistico realmente proiettato al futuro, attraverso il potenziamento delle specialità di eccellenza presenti nei vari ospedali ed alla eventuale acquisizione di nuove attività per le quali il singolo ospedale sembra vocato. L'ospedale va modernamente inteso nel più complessivo progetto di area e quindi come soggetto produttivo. Inversione di tendenza dunque: da sede di destinazione finale di ogni forma di assistenzialismo statale regionale o aziendale, ad entità produttiva. 

Non sta a me dettare i corretti canoni da seguire per fare una buona politica sanitaria, non ne sarei in grado da solo, perché la pratica del governo della sanità, particolarmente nel Molise, riveste un'importanza socio-economica fondamentale. Appunto per questo essi dovranno sempre emergere da un corretto sereno confronto tra tutte le forze in campo con un imperativo categorico: non disperdere tempo ed energie preziose in lungaggini di parte, che comportano sempre gravi ritardi negli interventi programmatici e riattivano il perenne rincorrersi dei problemi insoluti, mentre il cittadino fugge verso altre regioni alla ricerca di una prestazione che noi eravamo frequentemente in grado di dargli nel Molise.
Dottor Giuseppe Monteleone
 
Balestrini-dottorCuccia

Martedì, 28 ottobre, consiglio monotematico sul Vietri nel Comune a Larino

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