Sanità. Balestrini-dott. Cuccia: un medico e un paziente la raccontano dall'interno

Marino Balestrini pone un dubbio da PrimaPaginaMolise, sperando di aprire un dibattito serio sulla sanità molisana: l'emergenza dei conti in rosso indica la chiusura dei piccoli ospedali come unica via di uscita. Ma abbiamo pensato al dopo? Abbiamo strutture non ospedaliere pronte a sostituire gli ospedali più periferici?
Ne è seguita la replica del dottor Leonardo Cuccia e del dottor Fulvio Rocco Martone. Affermano che in Molise ci sono ottimi ambulatori, in grado di eseguire esami, in cui si fanno diagnosi e che possono accogliere i pazienti evitando di dirottarli in ospedale, quando possibile.
Alla dura replica dei due medici ambulatoriali, Balestrini risponde, ottenendo, a sua volta, una importantissima controreplica dello stesso dottor Cuccia. Dalla lettura di questo imprevisto confronto pubblico medico-paziente, si trae una buona fotografia della sanità del Molise.
Balestrini, in risposta al dottor Cuccia: "Egregio dottor Cuccia, è proprio la Sua voce, a nome di tutti coloro che alla Sanità molisana danno "scienza e coscienza" che volevo far sentire. Forse in modo maldestro ho impostato la discussione come, Le assicuro, la si può ascoltare tra la gente, nella vita quotidiana della gente. La mia era una lettera, non un articolo, e non pretendeva oggettività ma esprimeva un mio punto di vista. Ma la sincera intenzione era proprio scoprire se si può distinguere il buono dal meno buono. Caro dottore, potrei raccontarle di persone che hanno rischiato la vita a causa di un pronto Soccorso troppo affollato. La mia visione è certo dettata dalla estrema parzialità di una esperienza drammatica e non ancora superata. Rifletto spesso su tutto questo perchè, dottor Cuccia, mi è anche accaduto di trovare medici che in Molise fanno "sanità" e qualità, ed aiutano le persone a guarire, a prevenire, a sentirsi sicure. Da una brutta esperienza la sanità diventa tutta cattiva. Ho raccontato in modo "qualunquista" un sentimento comune che invece bisogna correggere, educare. E per farlo c'è bisogno di informare, analizzare con discernimento. Da un giornale si può lanciare un sasso sperando che la gente risponda. La mia idea, mi creda, era che le esperienze quotidiane dei cittadini potessero contribuire a distinguere, a capire, a dare merito a chi ce l'ha. Quando accade che in un ambulatorio (parlo di quelli presenti nei comuni) non c'è
un antistaminico, il cittadino si chiede perchè. Ma è a lei, come voce autorevole, che volevo, fortemente, far spiegare che nessun medico vorrebbe mai studiare 10 anni per non poter fare ciò che sicuramente ha sognato e
voluto per tutta la vita. Io Le chiedo anche scusa se ho suscitato in lei un sentimento di avversione che non doveva invece essere tale. A parlare di sanità sono sempre "altri". Vorrei che ne parlassero gli addeti ai lavori, i più vicini alla gente. Indipendentemente dalla dimensione pubblica che vorrà dare a questo dibattito, io Le chiedo aiuto. Come cittadino Le chiedo di intervenire nelle scelte che si attueranno in Molise. Le chiedo di dare voce ai medici che ogni giorno fanno ciò che molti non sanno. Non ha importanza cosa riterrà di pensare sulla mia persona. Ha invece fondamentale importanza che Lei sia sostenuto, come medico, e Le sia riconosciuto il ruolo privilegiato che ha con i cittadini. Era questo che volevo dire. Se dico che alcuni ambulatori non hanno abbastanza mezzi per operare lo dico a difesa dei medici. Perchè le ho dato un'impressione tanto negativa? La saluto e le auguro buon lavoro".
E il dottor Leonardo Cuccia, noto dermatologo molisano e Segretario Regionale della Medicina Specialistica del Molise (S.U.M.A.I.) accoglie l'invito a discutere con serenità e con competenza: "Caro Marino, è bellissimo per me sentirsi proporre " un patto di forza"...è quello che SOGNAMO da tempo, però prima di tutto bisogna fare chiarezza sui termini se no non ci intendiamo: bisogna distinguere tra ambulatori (quelli che sono" in ogni comune") e i Poliambulatori (ce ne sono abbastanza ma non in ogni comune); i Poliambulatori in prov. di Isernia sono Venafro, Isernia , Agnone e Frosolone; in prov. di Campobasso sono Campobasso, Bojano, Riccia, Sant'Elia a Pianisi, Trivento, Castelmauro, Montenero di Bisaccia, Termoli, Larino, Santa Croce di Magliano; solo nei Poliambulatori il Cittadino (che a me piace scrivere maiuscolo in quanto l'avente diritto!) trova lo Specialista Ambulatoriale (per intenderci l'Oculista, il Cardiologo, il Dermatologo, l'Otorino ecc. ecc.) ed in genere il grado di attrezzature è soddisfacente, certo si PUO' E SI DEVE FARE DIPPIU'!!..noi Specialisti è una vita che ci battiamo per questo e se i cittadini ci danno una mano sono sicuro che riusciremo. Ultimamente la Specialistica Molisana ha avuto una pesante battuta di arresto...pensa che sono oltre due anni che non pubblicano i turni vacanti nelle varie branche (le Specialità) con la drammatica conseguenza che mentre in tutta Italia si stanno combattendo le liste di attesa nel Molise stanno aumentando...sono anni che ci sentiamo rispondere che i piani di rientro non lo consentono...BUGIA nessun piano di rientro parla di ridurre i SERVIZI ma di Razionalizzarli! Ultimamente si sono rifiutati di pubblicare circa duecento ore di Specialistica (lo Specialista ha un contratto ad ore con un massimo di 38 ore la settimana)che corrispondono grosso modo al compenso annuo di uno solo dei loro SUPERCONSULENTI! E naturalmente quando si andrà a chiedere una Visita Specialistica si sentirà rispondere che ci sono mesi di attesa. Altro scandalo: le Visite Specialistiche Domiciliari all'anziano allettato malato...una vergogna avere lista di attesa anche lì...non gliene frega niente a nessuno.....i fondi se li assorbono tutti i piccoli ed inefficienti "ospedaletti (come li definiscono a Roma) dove siamo divenuti tristemente famosi per questo grave disservizio...ma guardiamo al Veneto, alla Toscana, all'Emilia e Romagna...Regioni (con la erre maiuscola) dove hanno chiuso i piccoli ospedali (trasformandoli in Residenze Sanitarie Assitite(R.S.A.)-Country Hospital-Riabilitazione...tutte istituzioni che noi non abbiamo (e dobbiamo andare fuori regione per trovarle con altro aggravio di spesa e gravi disagi personali!!!): d'altra parte un letto in ospedale costa OTTOCENTOCINQUANTA EURI AL GIORNO ED IN R.S.A. NE COSTA CENTOTTANTA...e con le risorse resisi disponibili (le Regioni giuste) hanno potenziato la rete dei Poliambulatori sul Territorio rendendo così possibile operarsi la cataratta ambulatorialmente e tornare a casa in giornata...senza spendere UNA LIRA pardon UN CENTESIMO!!!..a pensare che qui li abbiamo gli specialisti che hanno studiato a spese dei propri genitori molti anni dopo la laurea per poter fare ciò..... per questo dovremo combattere...ma riusciremo mai a comunicare ciò alla "BASE"....chi ci attrezzerà mai una tavola rotonda...e alla stampa interesserà parlare di questo???...caso mai dando fastidio ai soliti POTENTI...Veniamo al pronto soccorso intasato: a livello nazionale stiamo discutendo sull'H24 del territorio (pronto soccorso integrato tra Specialistica-Medici di Medicina Generale-dei Servizi e 118)...è una "cosa" bella-auspicabile e molto complessa...c'è bisogno di risorse e della VOLONTA' DI FARE..pensi che bello avere lo Specialista disponibile 24h x 365 gg. all'anno ed è così che i codici bianchi e verdi non intaseranno più inutilmente gli ospedali...a livello nazionale in alcune Regioni Pilota (le Virtuose...quelle che hanno chiuso i piccoli ospedali ed hanno il doppio o il triplo di ore di Specialistica Ambulatoriale pro capite)il progetto sta per partire...ma da Noi????...Mi sono accorto che ho scritto di "getto" e tanto e questa è la dimostrazione di quanto bisogno c'è di parlare tra l'Operatore e la sua Base", per ora La saluto restando a Sua completa disposizione (io lavoro come dermatologo nei Poliambulatori di Campobasso, Termoli, Larino, Montenero di Bisaccia, Santa Croce di Magliano). Sperando almeno in Talk show televisivo(e perché no se ne fanno tanti su autentiche cretinate). Cordialmente, con stima, dottor Leonardo Cuccia".
Un chiarimento che in realtà ha sviscerato temi essenziali e, ci sembra di cogliere, ha in parte confermato i timori espressi inizialmente dalla lettera del nostro lettore. La riforma sanitaria è necessaria ed urgente, ma bisognerebbe organizzare "il treno" prima di partire evitando, prima che sia tardi, di sopprimere servizi che poi non si avrà il modo o la volontà di dislocare razionalmente e oculatamente sul territorio.
Il dottor Cuccia ha raccontato la realtà, e non poteva essere diversamente. Parla dello scandalo delle visite ai pazienti cronici o terminali, che possono ritardare di anni. Quando, ad esempio, sono necessarie per l'assegno di assistenza, che accade? Che verrà erogato postumo. Con quali aggravi per la spesa pubblica? In una sequenza diretta causa_effetto, osserva che la causa sono i piccoli ospedali, "spugna" di troppi fondi pubblici. Benchè, in mancanza di alternative concrete, proprio i piccoli ospedali hanno fino ad oggi assorbito il contraccolpo di una popolazione diventata "più anziana" e meno disposta a lunghi e costosi viaggi. E rimane il problema dell'emergenza. Un elicottero in ogni comune farebbe il caso nostro: uno o due grandi, attrezzatissimi ospedali e la possibilità di raggiungerli in dieci minuti da tutta la regione, come in Val d'Aosta. Il problema è proprio l'incomprensione di alcune incoerenze: se il cittadino sa di avere un piccolo ospedale che gli sembra "buono" e lo confronta con la prospettiva del "vedremo", "proveremo", non capisce e non approva. Bisognerà vigilare perchè si eviti il rischio, grave, di tagliare il frutto buono, lasciando i rami secchi di sempre. I malati e le loro famiglie hanno bisogno di aiuto e non siamo più in una società che considera la salute una concessione borbonica.
Giuseppe Benangiano, direttore della I Scuola di specializzazione in Ginecologia e Ostetricia dell'Università «La Sapienza» di Roma, nel 2004 scriveva: "La sanità, pubblica o privata che sia (intesa nel suo significato moderno di «salute per tutti»), non esiste né per dar lavoro o assecondare le necessità dei medici e del personale sanitario in genere, né per sostenere il mercato. Esiste per «produrre salute» (e non solo per curare le malattie). È per questo che con lungimiranza la Costituzione dell'Organizzazione mondiale della sanità, che risale al 1946, definì la salute come uno stato di completo benessere psico-fisico e sociale e non solo come l'assenza di malattie. ..... insistere sulla centralità del cittadino significa affermare non solo che la cosa più importante per il nostro SSN è servire la comunità nazionale, ma anche che le impostazioni puramente ideologiche devono cedere il passo alla realtà delle aspettative dei cittadini, che vogliono sentirsi «accuditi» e non «sballottati» nel bel mezzo di diatribe tra medici, personale ausiliario, politici, economisti, ecc. I modelli prescelti devono quindi poter mutare per adattarsi nel tempo alle diverse necessità della comunità nazionale. La terribile dicotomia che viviamo in Italia - con un sistema complessivamente buono, che tuttavia non soddisfa affatto le esigenze dei cittadini - si potrà risolvere solo quando gli italiani si sentiranno al centro dell'attenzione del Servizio sanitario. Perché ciò avvenga, occorre procedere con forza sulla strada di una nuova umanizzazione della medicina. Occorre convincere i medici - distratti da mille preoccupazioni e a volte abbagliati dalla tecnologia - che hanno, sempre e comunque, davanti a loro una persona (e non un semplice «utente» di un servizio) spesso preoccupata, a volte spaventata e persino disorientata. .... Per questo è fondamentale ristabilire un dialogo vero tra medico e paziente".
Il dibattito è quantomai aperto e PrimaPaginaMolise.it continuerà a pubblicare tutte le vostre riflessioni e i vostri interventi.
caterina sottile
catersottile@gmail.com
Riferimenti:
Sanità. Una lettera di Marino Balestrini
Replicano il dott. Cuccia e il dott. Martone
Nota allegata dal dottor Cuccia alla sua risposta
Nota sindacale FIMMG
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