Cappussi: 26 strade costruite e mai pagate dalla Regione. Sciascia sarebbe rimasto senza parole
Ha deciso di fare clamore, il signor Cappussi, ed ha scritto una lettera durissima in cui spiega la sua brutta avventura di imprenditore molisano. E apre una discussione: si può fare impresa in Molise? Si può essere davvero competitivi se si vuole solo lavorare sulla base della qualità, della puntualità o delle regole d'impresa?
Chi risponde a questa domanda? Il signor Cappussi, a 86 anni, non ha peli sulla lingua e alza i toni, consapevole di dire cose gravissime: "All'eta' di 86 anni, io che sono andato sempre fiero del mio lavoro, del mio onore e della mia rispettabilità, sono costretto a mendicare per ottenere quello che mi e' dovuto, perché truffato dall'Assessorato all'Agricoltura e dalla Regione Molise INCATENATO DALLA MAFIA DELLA REGIONE. Ho costruito 26 strade, dico 26, munite di tutti i certificati, (Verbale di Accertamento Preventivo, Verbale di Inizio e di Ultimazione lavori, Collaudo, Delibera di Assunzione Oneri di Manutenzione da parte del Comune competente) e la Regione Molise Non Le Vuole Pagare, pur avendo ricevuto due volte il finanziamento, per le stesse strade, dall'Unione Europea. Grazie a connivenze, amicizie e parentele, riesce a manipolare anche le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato. Dicono che sono finiti i soldi, perciò non mi pagano. Vi chiedo, è mai possibile una cosa del genere? Camminano sulle mie strade, le percorrono con le automobili, con i mezzi agricoli, con gli autocarri e non me le vogliono pagare perché sarebbero finiti i soldi? E che fine hanno fatto i soldi dell'UNIONE EUROPEA FINALIZZATI AL COMPLETAMENTO DEL PROGRAMMA REGIONALE PER LE INFRASTRUTTURE RURALI? Possibile che nessuno intenda indagare su questa truffa che mi sta portando sul lastrico dopo decenni di onesto lavoro? In Italia bisogna andare a rubare per ottenere tutte le garanzie di Legge?La mia è una vicenda lunga che ha fiaccato completamente me e la mia famiglia; una famiglia distrutta, l'ombra del fallimento che incombe sui miei figli e sui miei nipoti. Ho scritto al Presidente della Repubblica, al Prefetto di Campobasso, alla Procura della Repubblica. Basti pensare che il TAR MOLISE, vista l'inadempienza della Regione Molise ha nominato un Commissario ad Acta nella persona del Presidente dell'Ordine dei Geometri della Provincia di Campobasso. Questi, tra il 1999 e il 2000, ha effettuato i sopralluoghi sulle 26 strade e ha richiesto l'esecuzione di determinati interventi per poter effettuare il collaudo, dato che le stesse, a causa di una lunga vicenda giudiziaria, erano rimaste prive di manutenzione. Ho speso un altro miliardo di vecchie lire per ripristinare banchine e cunette, per ristrutturare la massicciata e stendere il bitume. Ero obbligato ad adempiere ad una richiesta di un Commissario ad Acta nominato dal TAR. Ebbene, l'Assessorato all'Agricoltura, con il beneplacito della Regione Molise ha deciso, di punto in bianco, di revocare il Commissario ad Acta nominato dal Tar e di dichiarare nulli tutti gli atti da lui posti in essere nel frattempo, ovvero i collaudi delle prime dieci strade e l'autorizzazione all'emissione del relativo mandato di liquidazione. Così, non solo ho costruito 26 strade con i miei soldi, anzi con quelli dello scoperto bancario, che sto pagando con interessi da strozzini, ma ho dovuto rifondere un altro miliardo per far collaudare quelle STESSE strade dal Commissario NOMINATO DAL TAR MOLISE. E' assurdo, vero? In Molise tutti sanno ma fanno tutti finta di non sapere, e intanto percorrono quelle strade, che in taluni casi rappresentano delle scorciatoie anche di 9-10 chilometri, per raggiungere i paesi del Basso Molise. QUELLE STRADE CI SONO E MI DEVONO ESSERE PAGATE. E' NECESSARIO E IMPROCRASTINABILE RIFINANZIARE IL PROGRAMMA DI SVILUPPO RELATIVAMENTE A QUELLE 26 STRADE. NON HO PIU' TEMPO DAVANTI A ME PER ATTENDERE OLTRE."
Un appello da brivido: un imprenditore costruisce 26 strade e la Regione Molise non gli versa il giusto compenso. Potrebbe anche essere "plausibile": un ritardo per un po' di ruggine agli ingranaggi della buona, vecchia burocrazia borbonico-sannita. Ma l'ìmprenditore Cappussi ha 86 anni e non può aspettare.
Il suo drammatico appello continua con una vera e propria richiesta di aiuto a tutti gli uomini di buona volontà:" Scrivete al Presidente della Repubblica, all'Unione Europea, al Prefetto di Campobasso, al Questore di Campobasso, alla Procura della Repubblica, al Santo Padre, Papa Benedetto XVI, all'Arcivescovo di Campobasso, agli Organi di Stampa, ai Sindaci dei Comuni di Bojano, Busso, Campomarino, Casalciprano, Larino Macchia Valfortore, Morrone del Sannio, Pietracatella e San Martino in Pensilis che ci hanno fornito le necessarie autorizzazioni, i cui cittadini (e quelli dei Comuni limitrofi e di tutto il Molise, naturalmente) utilizzano quelle strade quotidianamente, i cui stessi Sindaci le percorrono, in molti casi, per raggiungere la Fondovalle del Biferno e le Strade Statali che collegano questi centri con il capoluogo di Regione.
Antonio Cappussi"
E quei sindaci li sentiremo per farci spiegare meglio cosa potrebbe essere accaduto. Certo è, dopo aver sentito parlare per mesi di patate turchesche e di parchi del sorriso, la storia ci pare quantomai surreale.
caterina sottile
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Personaggi/4 Di Rocco, di professione Boh!
di nicola dell'omo
Eccolo qua, eccone un altro di personaggio che dimostra quanto poco gliene freghi delle regole.
Antonio Di Rocco, di professione Boh !
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