03-01-2012, 2:16 • Riccia • Cronaca
L'ultimo saluto a Monsignor Testa
Si sono tenuti sabato mattina a Sant'Elia a Pianisi nella chiesa Madre i funerali di Monsignor Elia Testa.
Presenti numerosissimi sacerdoti delle Diocesi di Benevento e Campobasso-Boiano. Accanto al gonfalone del Comune di Sant'Elia a Pianisi e degli Ordini francescani, anche quello del comune di Campolieto a testimonianza dello stretto legame che intercorreva tra la comunità ed il religioso santeliano che vi ha svolto il suo ministero parrocchiale per ben 35 anni.
Curata dal parrocco, Padre Emidio Cappabianca, la solenne funzione religiosa, alla presenza anche del Vescovo Emerito di Lucera-Foggia Francesco Zerrillo e presenziata dall'Arcivescovo di Benevento, Andrea Mugione che nella sua omelia ha ringraziato i familiari, che lo hanno assistito, i parenti ed amici che arrivavano da lontano a Sant'Elia a Pianisi per fargli visita. "Siamo raccolti - ha detto - in preghiera intorno alle spoglie mortali di Monsignor Testa per porgergli l'estremo saluto. Il Signore lo ha chiamato a sé all'improvviso in questa giornata segnata per noi dal dolore per la perdita di questa figura sacerdotale che ha saputo dare tanto alla Chiesa: era attento studioso del diritto, lavoratore instancabile anche nell'amministrare il diritto in difesa della famiglia. Presidente e giudice per anni del Tribunale Ecclesiastico di Benevento, nel quale ha prestato la sua opera con elevata ed apprezzata competenza; è stato per decenni anche docente di Diritto Canonico. Era una persona di grande austerità, che incuteva fiducia e rispetto. Nei mesi scorsi mi parlava con frequenza del suo grave stato di malessere fisico, che gli procurava dolori lancinanti e quasi insopportabili. E la cosa faceva soffrire tutti noi".
Si è concluso così l'ultimo periodo molto travagliato della vita di Monsignor Testa che il sacerdote ha voluto trascorrere nella sua abitazione santeliana, accudito quotidianamente dalla parente Giuseppina Mancini e da Donato Mastrogiorgio.
"E' proprio in questi momenti - ha concluso l'Arcivescovo - che siamo più indotti a porci domande universali, necessarie per capire la nostra esistenza: dove va la nostra vita, dove la nostra storia? Verso il nulla? In questo impoverimento del tempo che finisce nell'infinito possiamo leggere il divino disegno che Dio aveva su Don Elia".
L'Arcivescovo di Benevento ha terminato l'omelia con la lettura di un testamento olografo del Monsignore santeliano, scritto a Cascia nel 1997: "Al termine dei miei esercizi spirituali desidero esprimere i miei ultimi pensieri che valgono come testamento spirituale. Elevo, prima di tutto, il mio grazie filiale e riconoscente all'Altissimo Dio di avermi conservato in vita fino ad oggi, ma soprattutto di aver dato a me, indegno, il dono della vocazione sacerdotale e di avermi colmato di grazie senza fine. Di fronte alla grandezza di questi doni sento quanto sono stato ad esso inadeguato; riconosco di non aver corrisposto, come avrei dovuto, a tante grazie: quante debolezze, quante negligenze, quante omissioni!"
Dopo aver passato in rassegna eventi ed attività della sua vita, conclude: "Miserie, debolezze, colpe mi siano perdonate dagli uomini, come mi saranno perdonate dal Padre celeste per i meriti di Gesù Cristo e l'intercessione della Vergine Maria, che sempre invoco ora e nell'ora della mia morte".
Definito profeta dei nostri tempi dal parroco Padre Emidio Cappabianca, Monsignor Testa ha voluto lasciare in dono alla comunità santeliana la sua biblioteca. Il sindaco Morrone, nel ringraziare a nome dell'amministrazione e della popolazione, ha usato parole di elogio per questa illustre figura che molti giovani santeliani non ancora conoscono.
• Monsignor Elia Testa ci ha lasciato
• Eventi importanti
• Il progetto "Humnabad"
Presenti numerosissimi sacerdoti delle Diocesi di Benevento e Campobasso-Boiano. Accanto al gonfalone del Comune di Sant'Elia a Pianisi e degli Ordini francescani, anche quello del comune di Campolieto a testimonianza dello stretto legame che intercorreva tra la comunità ed il religioso santeliano che vi ha svolto il suo ministero parrocchiale per ben 35 anni.
Curata dal parrocco, Padre Emidio Cappabianca, la solenne funzione religiosa, alla presenza anche del Vescovo Emerito di Lucera-Foggia Francesco Zerrillo e presenziata dall'Arcivescovo di Benevento, Andrea Mugione che nella sua omelia ha ringraziato i familiari, che lo hanno assistito, i parenti ed amici che arrivavano da lontano a Sant'Elia a Pianisi per fargli visita. "Siamo raccolti - ha detto - in preghiera intorno alle spoglie mortali di Monsignor Testa per porgergli l'estremo saluto. Il Signore lo ha chiamato a sé all'improvviso in questa giornata segnata per noi dal dolore per la perdita di questa figura sacerdotale che ha saputo dare tanto alla Chiesa: era attento studioso del diritto, lavoratore instancabile anche nell'amministrare il diritto in difesa della famiglia. Presidente e giudice per anni del Tribunale Ecclesiastico di Benevento, nel quale ha prestato la sua opera con elevata ed apprezzata competenza; è stato per decenni anche docente di Diritto Canonico. Era una persona di grande austerità, che incuteva fiducia e rispetto. Nei mesi scorsi mi parlava con frequenza del suo grave stato di malessere fisico, che gli procurava dolori lancinanti e quasi insopportabili. E la cosa faceva soffrire tutti noi".
Si è concluso così l'ultimo periodo molto travagliato della vita di Monsignor Testa che il sacerdote ha voluto trascorrere nella sua abitazione santeliana, accudito quotidianamente dalla parente Giuseppina Mancini e da Donato Mastrogiorgio.
"E' proprio in questi momenti - ha concluso l'Arcivescovo - che siamo più indotti a porci domande universali, necessarie per capire la nostra esistenza: dove va la nostra vita, dove la nostra storia? Verso il nulla? In questo impoverimento del tempo che finisce nell'infinito possiamo leggere il divino disegno che Dio aveva su Don Elia".
L'Arcivescovo di Benevento ha terminato l'omelia con la lettura di un testamento olografo del Monsignore santeliano, scritto a Cascia nel 1997: "Al termine dei miei esercizi spirituali desidero esprimere i miei ultimi pensieri che valgono come testamento spirituale. Elevo, prima di tutto, il mio grazie filiale e riconoscente all'Altissimo Dio di avermi conservato in vita fino ad oggi, ma soprattutto di aver dato a me, indegno, il dono della vocazione sacerdotale e di avermi colmato di grazie senza fine. Di fronte alla grandezza di questi doni sento quanto sono stato ad esso inadeguato; riconosco di non aver corrisposto, come avrei dovuto, a tante grazie: quante debolezze, quante negligenze, quante omissioni!"
Dopo aver passato in rassegna eventi ed attività della sua vita, conclude: "Miserie, debolezze, colpe mi siano perdonate dagli uomini, come mi saranno perdonate dal Padre celeste per i meriti di Gesù Cristo e l'intercessione della Vergine Maria, che sempre invoco ora e nell'ora della mia morte".
Definito profeta dei nostri tempi dal parroco Padre Emidio Cappabianca, Monsignor Testa ha voluto lasciare in dono alla comunità santeliana la sua biblioteca. Il sindaco Morrone, nel ringraziare a nome dell'amministrazione e della popolazione, ha usato parole di elogio per questa illustre figura che molti giovani santeliani non ancora conoscono.
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